Lessico di maschilisti, antifemministi, mra (come riconoscerli)

da un bel po’ riceviamo insulti, da donne, da uomini. abbiamo parlato di insulti da parte di donne che non approvano le nostre opinioni e parliamo anche di sessisti e misogini che usano termini demonizzanti, alla stessa stregua di quelle criminalizzazioni con pregiudizio di genere, nei confronti delle donne che non seguono le norme. un po’ come quando gli inquisitori ci chiamavano streghe. vediamo da parte di chi arrivano gli insulti.

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Femminismo Vs Maschilismo

femminismodi Sara Elena

Femminismo e maschilismo. Mi ritrovo questi due termini davanti e cerco di riflettere su cosa significhino per me e per la mia vita. Il maschilismo è una di quelle cose che ho sempre vissuto, fin da bambina. Il maschilismo è quella mentalità che mi diceva che non potevo fare certe cose perché erano da maschi. E quella cosa che ho sempre sfidato da quando mi si diceva che non potevo fischiettare o non potevo sudare quando giocavo.

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Solidarietà a Agnese Renzi e Maria Elena Boschi

E’ da un po’ che ci penso, a fare l’analisi degli insulti che ricevono la moglie di Renzi, Agnese, e la Ministra Boschi, della quale ho parlato altre volte. Non si capisce perché una bella donna debba essere definita una persona per male, usando lo stigma che viene usato per insultare qualunque altra donna che dice no, che si fa valere, che non te la dà, che puoi solo ammirare, che occupa una posizione di prestigio o che vale troppo per potertela permettere. Non si capisce perché per festeggiare la vittoria di un NO al referendum, che per inciso mi rende soddisfatta, serva insultare Renzi, il premier Renzi, dato che solo il fatto di averci un volto che viene associato ad un comico aiuterebbe a prenderlo meno sul serio rispetto a quel che si potrebbe fare con il baffuto e serissimo D’Alema. Non si capisce perché per insultare Renzi si debba insultare la moglie, l’insegnante Renzi, che viene insultata immaginando di aver ragione di farlo. Perché è moglie del premier e non bada solo a crescere i figli ma osa continuare a lavorare. Perché quando viaggia con il marito gli sta accanto (e dove dovrebbe stare come first Lady?). E io capisco che anche lei è troppo “comune” per darsi arie da first lady ma di fatto lo è. Allora perché di lei si dà una valutazione estetica, che poi è l’ultimo e il primo degli insulti che viene pronunciato, come se ogni commentatore idiota avesse in mente di poter renderla partecipe di un festival per Miss dal quale squalificarla se non glielo fa rizzare?

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Ghostbusters: film “femminista” o solo bello e divertente da vedere?

::Avviso Spoiler::

Ieri sera ho visto il film Ghostbusters, quello al femminile, e mi sono divertita moltissimo. Bravissime le attrici e gli attori e molto bello il subvertising fatto a partire dai film prodotti molti anni fa. In quei film c’era una donna da salvare, puntualmente posseduta da un fantasma, perfino come incubatrice (nel II° della serie) e poi veniva salvata dai baldi giovani acchiappa fantasmi. Stavolta ad essere posseduta è prima una delle acchiappatrici e poi il loro segretario meravigliosamente interpretato dallo stesso eroico attore di Thor. Assunto per la sua avvenenza fisica prima che per altre qualità, bravissimo a fare lo svampito, vanesio, ovvero tutto quello che normalmente il cinema americano fa fare ad una donna, riesce in un numero di straordinaria satira quando, da posseduto, mostra la totale inettitudine dell’esercito pronto a muoversi ad un solo ordine, per quanto bizzarro fosse. Le protagoniste si sprecano in citazioni e in dimostrazioni di passione fallocentrica, tra una leccata all’arma e una eccitazione intrattenibile alla vista di un nuovo strumento di fuoco.

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Se gli uomini avessero più ascolto tra le femministe

Sintesi di una discussione difficile da sostenere. Esistono i femminismi. Esistono tanti modi, tante pratiche, per portare avanti le proprie rivendicazioni. La parte difficile arriva quando un uomo si permette di mostrare un po’ di senso critico, invitando a guardare anche altrove, e alcune donne si irrigidiscono e si rifugiano in una zona confortevole fatta di dogmi, di saperi precotti e di slogan utili in ogni circostanza.

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Quelli che “voi donne avete il potere, vi basta aprire le gambe”

Sessisti, razzisti, siete stronzi dappertutto.

Il cartello dice “Sessisti, razzisti, siete stronzi dappertutto.”

 

di Sonia

E’ molto triste che solo a fronte di episodi eclatanti come quelli di Colonia (che da chiunque siano stati commessi, qualunque sia il mandante, la ragione, la nazionalità o lo status di tali individui, essi sono da condannare, senza tentennamenti, senza neanche fare “sconti” sulla base di atteggiamenti culturalisti che implicano un razzismo al contrario) si possa parlare a testa alta di femminismo, perché solo fino a dieci giorni fa il 90% delle volte che ho affermato davanti ad un uomo di essere femminista sono stata derisa o presa in giro, o schernita “affettuosamente”, spesso con un paternalismo o un “timore” propri solo di chi non sa minimamente di cosa si stia parlando, e che conosce il concetto solo in termini caricaturali o stereotipati.

Qualche tempo fa, durante quella che poi sarebbe diventata un’imbarazzantissima, accesissima, infuocata discussione, stavo parlando della violenza sulle donne nella rappresentazione pubblicitaria con una persona che lavora nel settore, ed un conoscente, che stava ascoltando la conversazione con espressione di scherno e superiorità, si è sentito prontamente in dovere d’intervenire nel dibattito, e con aria di sfida e di presa per il culo ha detto “ma di che cavolo parlate, voi donne avete il vero potere, vi basta aprire le gambe e farvele riempire”, il tutto seguito dalla risata di chi si sente furbo e protetto nel mondo. Poi si è voltato e ha sghignazzato con i suoi amici, convinto di aver raggiunto il massimo della propria virilità, che in branco ovviamente va rivendicata con ancora più forza e convinzione.

Alla mia risposta, molto nervosa e infastidita, ha cominciato a farsi più piccolo e, probabilmente molto poco abituato a sentirsi rispondere per le rime, si è sentito allora in dovere di correggere il tiro, ed ha aggiunto (causa anche di mancanza di argomenti) che comunque lui, “a noi donne, ci ama tutte”. E “noi” ovviamente lo ringraziamo, perché oltre il danno, la beffa.

Tutto ciò non per mettere in croce la persona in questione, ma per dire che il suo lessico, il suo atteggiamento e il suo pensiero, incarnano e hanno incarnato quelli di molti uomini, più o meno giovani, più o meno colti, che ho conosciuto nel corso della mia vita. Che credono davvero che “aprire le gambe” sia ciò che fa della donna una detentrice di potere, che sono incapaci di comprendere che queste affermazioni sono figlie del maschilismo più grave e più becero, e che, con uguale violenza, credono di doverci ammansire con carezze e pacche sulle spalle (“voi donne, io vi amo tutte”).

E sono quegli stessi uomini, che adesso sento parlare a gran voce “in difesa delle donne”, quegli stessi conoscenti che stupiti mi chiedevano “ma davvero a voi donne non fa piacere se un uomo vi fischia per strada?? dai non ci credo..”, quegli stessi padri (e madri anche, che spesso incorporano e interiorizzano quegli stessi valori di pensiero patriarcali) che la sera fanno rientrare i figli adolescenti ad orari diversi a seconda del sesso, quegli stessi fidanzati che per “gelosia” pensano di poterti dare indicazioni sulla lunghezza del vestito con cui stai uscendo o sul tuo essere o meno appariscente. Bene, vogliamo combattere il maschilismo? che lo si faccia davvero, agendo e reagendo noi in primis, uomini o donne che siamo, smettendo di tacere quando si può o di non rispondere o non dire perché si teme di essere prese in giro o “rimesse al nostro posto”.

Cominciamo col farlo educando le nostre figlie e i nostri figli allo stesso modo, con le stesse libertà e gli stessi diritti, insegnando agli uomini ad essere indipendenti dalle loro madri come lo si pretende – giustamente – dalle ragazze, e insegnando alle bambine, alle ragazze, alle donne, che ad un uomo si può, anzi si deve, rispondere. E insegnamo agli uomini che non esistono “questioni di genere”, esistono solo diverse distribuzioni del potere, e che la nostra lotta non è “nostra”, è anche la vostra, ma svegliatevi.

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Un video “esilarante”, ragazzini e rapporti tra i sessi

 

Pubblico questo pessimo video, con questa pessima canzoncina, abbastanza scontata e comunque sessista, senza sapere chi sia il tizio che canta e dunque mi scuserete se non cito la fonte. Di fatto è un video pubblico e virale e se qualcuno mi indica la fonte non avrò problemi a nominarla e a raccontare all’autore quello di cui si discute qui (sai mai volesse partecipare).  Vi invito perciò a leggere il contenuto della mail della persona che me lo ha segnalato e gli spunti ai quali rimanda per una discussione che spero non si ridurrà in un “e fatevela una risata… le femministe non hanno il senso dell’umorismo… ah ah… fatevi i caxxi vostri“. Buona lettura e buona discussione.

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Ho incontrato uno stantuffo-man

Sgradevole. Il tizio che ho incontrato e che immaginava le donne fossero tutte oggetto. Naturalmente io per lui sono una ributtante femminista e naturalmente la questione saliente del suo discorso è il fatto che egli non sa fare sesso. Lui è uno stantuffa vagine, così si definisce. Uno che non si cura di dar piacere anche a lei ma che considera un corpo femminile come un luogo attraverso il quale sfogare i suoi bisogni.

Gli dico che dall’altra parte della storia c’è una lei e lui mi dice che ogni donna non pensa ad altro che ad essere stantuffata. Dunque va da se’ che ogni “stantuffata” per lui sarebbe consensuale a prescindere, che glielo chieda o no, che riceva un si o meno non importa, perché le donne, secondo lui, sono piacevolmente predisposte allo stantuffamento senza se e senza ma.

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