Antisessismo, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

Italiano, carabiniere, assassino di donne e bambine

 

Immagine tratta da Repubblica. Mettere la foto della famiglia felice quanto può essere ingiusto nei confronti delle vittime?

 

L’assassino non è un malato ma il figlio sano del patriarcato.

Dovremmo ripetere più spesso questa frase per ricordare sempre che ad uccidere non è l’etnia, la religione, ma la cultura sessista e patriarcale che appartiene a tutti gli assassini che non accettano un no come risposta.

Due bambine assassinate e la loro madre gravemente ferita da un uomo che poteva portare con se’ una pistola grazie alla professione che svolgeva. Un italiano, un carabiniere, uno di quelli che dovrebbe, secondo alcun*, difendere le donne in lotta contro la violenza di genere. I titoli sui giornali, salvo alcuni, ricordano la sofferenza di quest’uomo non in grado di superare la separazione.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, Storie, Violenza

Difendevo le vittime di violenza. Sono diventata una carnefice!

Lei scrive:

Cara Eretica, è da tanto che seguo il tuo blog, sono una trentenne, catapultata al Nord a 19 anni inseguendo un sogno scappare da una realtà di provincia con la “scusa” di studiare all’Università.

Nel mio paesino del Mezzogiorno, tutti sapevano tutto, non c’erano segreti, gli occhi e le voci della gente erano ovunque persino dietro le imposte chiuse. Io ero vista come un’extraterrestre perché mio padre, molto rigido, aveva comprato il motorino dopo aver passato un anno intero a lavorare nell’azienda di famiglia.

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Si dice militante antisessista ma è solo un violento

lei scrive:

Ciao!!
Vorrei raccontarvi la mia storia, o almeno ci provo.
Una storia di violenza, di quella violenza che addosso non lascia segni, di quella violenza che ci metti un pò per capirla e vederla, anche se vieni da un percorso di militanza.

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Comunicazione, Critica femminista, Recensioni

Cinquanta sfumature di nero: una noia mortale!

::avviso spoilerone::

 

Cinquanta sfumature di nero. Una noia mortale. Sei mia, sono tua. Sei mio, sono tuo. Se resisti e dici di No lui insiste ed è questo che farà di te la donna da sposare. Stereotipi ricalcati a mano su un foglio che vede il deserto totale di parole. Per lo più scopano, bene, si direbbe. Ai protagonisti della storia piace. Lui passa dalla necessità di una sottomessa a inginocchiarsi per chiedere di sposarla. Ruotano attorno a loro personaggi pazzi, malati, violenti. La vera violenza è altrove giacché lui, invece, è solo mutilato nei sentimenti a causa di una infanzia difficile e di una maestra di scopate che continua a interferire nel suo presente.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

#Femminicidio: non c’entra né l’amore né la “gelosia”

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Sara di Pietrantonio, l’ultima vittima di femminicidio, è stata uccisa dall’ex fidanzato. Alla fine lui ha confessato dicendo che le ha dato fuoco quand’era ancora viva. L’ha messa al rogo e ha lasciato un corpo bruciato dove prima c’era una ragazza che stava per tornare a casa. Dell’ex fidanzato dicono – i conoscenti di lei – che la perseguitasse e che non aveva gradito di essere stato lasciato. Un No è difficile da digerire per uno che vuole solo imporre potere, controllo, che è interprete della cultura del possesso. Qualcuno lo ha descritto come un individuo “geloso” e già sui media inizia il processo alla vittima con chi afferma che lei avrebbe intrapreso un’altra storia.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, Storie, Violenza

Pensarsi vittima ed essere violenta. Storia di una ex stalker

“Ti amo”, mi dice lui e se ne va. Esce senza far rumore. Non sbatte la porta, non sbuffa, nessun segno di insofferenza. E’ rassegnato, o almeno questa è l’impressione che mi dà. Gli ho appena detto che non voglio più proseguire. Non voglio più stare con lui. Non so se lo amo, gli voglio bene ma nulla di più. Abbiamo trascorso insieme gli ultimi dieci anni e dopo tante discussioni e un lungo momento di crisi in cui non abbiamo mai fatto l’amore, ciascuno di noi ha maturato una consapevolezza diversa. Lui non ce l’ha fatta a dire la parola fine, io invece si. Non dovrebbe sorprenderlo e uscire di casa comunque non vuol dire che abbia accettato la cosa. Ha lasciato tutto qui, in quella che è stata casa nostra negli ultimi sei anni. Ricordo la cura che abbiamo messo nella scelta dei colori, le belle cose che ci facevano sentire bene, appropriandoci di pavimenti e pareti, infissi e rubinetti. In una sola parola: casa.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, Storie

Relazioni, tra violazione della privacy e possessività

Lei scrive:

Penso che lo spazio virtuale che gestisci sia uno dei rari, preziosi esempi di luogo dove si possa ragionare con la mente totalmente aperta e scevra da sovrastrutture imposte da chicchessia.
Sono proprio queste sovrastrutture che ultimamente mi fanno crucciare e vorrei chiedere pareri a chiunque passi di qui e a chiunque voglia rispondermi in maniera sincera e senza pregiudizi. Il tema è banale, ma credo possa essere un buono spunto di riflessione.

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Antirazzismo, Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista

#VictimBlaming: se stai con un immigrato e lui t’ammazza te la sei cercata!

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Alessia è stata picchiata e uccisa a Parma. Pare che il colpevole sia il convivente Mohamed. Rosanna Lau, delegata del sindaco di Civitavecchia, ha scritto il post che leggete sopra.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, Storie

Preferisco fare la sex worker e vi dico perché

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Aggiusto gli specchi per guardarmi il culo. Mi preparo ad un incontro con un tale che per me è una fonte di favori. È innamorato di me. Io invece no. Mi serve quello che lui fa per me, in cambio gli permetto di toccarmi, adorarmi, fare sesso con me. Stacco la fase del trucco e vado alla finestra a fumare una sigaretta. Odio il fumo che ristagna nel mio appartamento. Fumare con la finestra aperta, gelandomi il culo, è diventato ormai un rito imprescindibile per le mie giornate. Fino ai miei 18 anni ho vissuto con mia madre, separata, frustrata, moralista. Ha tentato di “correggere” i miei comportamenti. Criticava il mio modo di vestire, gli orari di rientro mai rispettati, la mia necessità di un totale rispetto per la mia privacy. Invece lei entrava nella mia stanza e frugava dappertutto. Farle trovare un vibratore per sconvolgerle la giornata era il mio più grande divertimento. Povera lei che non vive il sesso come dovrebbe. Invecchierà asciutta, senza memoria di quel che è il piacere e probabilmente il suo cervello avvizzito la porterà a essere pettegola e cattiva con le figlie d’altra gente.

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Ti amo perché prima di me eri vergine

Lei scrive:

Cara Eretica,

mi chiamo Gianna, ho 26 anni ed é ormai da tempo che seguo la tua pagina. Oggi sono io a scriverti per raccontarti la mia storia, o almeno una parte della mia storia di vita che mi ha parecchio segnata e mi ha aiutata a prendere maggiore coscienza di quello che per me è importante nella scelta di un partner e ciò di fronte a cui non sono disposta a scendere ad alcun compromesso.

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La mia compagna fa sesso con altri uomini e io ne sono felice

Illustrazione di Agata, da Porno Ridicolo
Illustrazione di Agata, da Porno Ridicolo

 

Più leggo le storie delle donne, del loro immaginario sessuale, i loro desideri, e più mi sento inadeguato. Non sono pronto ad affrontare tutto quello che le donne desiderano. A malapena so intercettare i miei desideri, figuriamoci quelli dell’altra. Secondo me dovremmo in molti ammettere che sosteniamo una certa tipologia di sesso solo per pigrizia, e se non funziona sganciamo la bomba della gelosia, l’appartenenza, così teniamo a noi vincolate donne insoddisfatte delle quali abbiamo capito molto poco.

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