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Ragazze: non abbracciate mai pensieri che generano odio

Lei scrive:

Cara Eretica, volevo parlarti di una cosa complicata e spero di riuscire a spiegarla bene. Spesso parli di femminismo islamico e io sono grata per il fatto di avermelo fatto conoscere. Esistono però altre realtà che negano la mia stessa libertà e insultano le femministe islamiche perché non interpretano il Corano secondo i dettati di uomini integralisti e fanatici. Ma il mondo musulmano non è fatto di questo. Mi sono trovata a frequentare altre che come me vivono con famiglie musulmane ma è errato pensare che in tali famiglie i padri o le madri spingano le ragazze a essere schiave di regole antiche.

Ho visto ragazzine ribellarsi ai padri che volevano solo vederle laureate e indipendenti abbracciando la parte integralista della comunità musulmana. Ho visto italiani che pensano che supportare la comunità sia come dover prepararsi alla guerra. In realtà sono loro i fanatici perché la comunità è fatta di persone che lavorano, che sono migrate per dare un futuro ai figli e che non hanno tempo per pensare alla guerra. Sono persone buone che vengono guardate come fossero il demonio grazie al razzismo diffuso da politici e militanti di destra.

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Io musulmana, femminista, queer e quelle “femministe” che vorrebbero “salvarmi”

di Sveva Basirah

È dura essere una velata, specialmente per i forcaioli salviniani di turno, se poi sei una femminista islamica (per di più convertita, sacrilegio) sei tra la pressa dell’haram police, ovvero i musulmani rigidi e giudicanti, e tra gli increduli bigotti o i fasci della domenica che ti additano come traditrice della patria. La “categoria” che mi fa più rabbia, però, è quella delle/dei femminist* che invece di supportarti, visto che come donna musulmana, nativa e/o di origini straniere o straniera, velata o meno, magari pure queer, quindi ulteriormente discriminata, cerca di affossarti, di liberarti perché “sei oppressa“, perché la religione fa schifo e perché “è patriarcale e non si cambia”.

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E se un giorno mio padre – nero – fosse ammazzato per strada?

Lei scrive:

“cara eretica, sono una ragazza di 19 anni e se esistesse lo ius soli sarei una cittadina italiana. i miei genitori ci hanno portati qui quando mio fratello e mia sorella avevano poco più di 5 anni e io stavo nella pancia di mia madre quindi sono nata qui. la nostra pelle è nera anche se fino a poco tempo fa non me ne preoccupavo perché viviamo in un piccolo centro in cui tutti ci conoscono.

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Idy Diene, senegalese, ucciso a Firenze: così il dopo elezioni con la vittoria della destra.

A Firenze un tale esce di casa e spara più e più volte, uccidendolo, ad un senegalese, un figlio di un Dio minore. La notizia è già stata quasi archiviata. L’assassino dice che sia stato un caso – ed è subito raptus, come quando si giustifica la violenza di genere attribuendola alla follia – ma su quel ponte passa tanta gente e dunque la scelta chissà quanto sia stata casuale. Chissà quanto abbia inciso la cultura d’odio diffusa contro gli stranieri. Non è stato il primo ad uccidere un senegalese a Firenze. Qualche anno fa un tizio militante di casapound aveva sparato a caso uccidendo due senegalesi e ferendone altro. La comunità ricevette subito solidarietà, manifestammo nel luogo dell’uccisione e nelle piazze ma, in realtà, ci sembrò una faccenda enorme, inverosimile, proprio a firenze, città in cui l’antifascismo esiste e si oppone ai pensieri revisionisti.

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Del razzista di Macerata e oltre: non fate i nazisti in nome delle donne

Se vuoi sapere quante sono le aggressioni di stampo fascista ti basta andare sulla homepage di antifa/ecn e con un redirect ad una mappa ne trovi di ogni. Trovi anche la cronaca minuto per minuto, dichiarazione per dichiarazione, di quel che è successo a macerata. Non un caso, non un pazzo, ma un nazista ed è caccia ad un complice, si legge chiaramente. Un complice di cui nessuno o quasi parla. Repubblica ha scoperto il sito di ecn l’altro ieri, per via della campagna elettorale e la gara a chi più fa l’antifascista dell’ultima ora dopo anni e anni di sdoganamento fascista e di legittimazione di posizionamenti di estrema destra considerati perfino interlocutori del panorama politico italiano. Non capita soltanto in Italia. Accade un po’ in tutta Europa. I nazi sono al governo in alcune città e hanno fior di parlamentari un po’ ovunque. E ‘affanculo a chi avvisa, resiste alle marce naziste, chiarisce e approfondisce e combatte per rendere più chiaro a chi non vuol sentire né capire che sta succedendo ancora. Istigazione e propaganda nazista. Elezioni “democratiche” dei fasci e poi violenza giustificata, istigata, osannata, in nome del fottuto amor patrio e della paraculata dell’uso della bandiera italica.

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Il nazi e la caccia omicida contro i “neri”

Valeria scrive:

Cara Eretica, spero che tu almeno possa apprezzare questo sfogo che mi è venuto dal cuore nel leggere di ciò che è successo oggi a Macerata.

Oggi è una brutta giornata per l’Italia. E’ la giornata in cui sei innocenti hanno raccolto ciò che anni di discorsi xenofobi e perpetrazione dell’apologia di fascismo hanno seminato. E’ la giornata in cui nessuno sembra volersi prendere le proprie responsabilità. “La violenza non è mai la soluzione” scrive qualcuno che fino a ieri incitava tra le righe (ma anche non troppo) alla violenza e alla “sempre legittima” difesa. “La violenza è sempre da condannare. E chi sbaglia, deve pagare.” prosegue. Con che coraggio afferma ciò una persona che rappresenta il volto delle campagne prima antimeridionali, poi xenofobe e pseudo-fasciste degli ultimi anni? Con quale coraggio si può affermare una cosa del genere dopo che i fatti di Macerata sono ad opera di un ex candidato ( candidato a giugno 2017) della Lega Nord?

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L’attivismo per i diritti degli uomini (MRA) è la porta d’accesso per l’Alt-Right

La versione originale di questo post sta QUI – Traduzione militante di Isabella

Articolo di David Futrelle

Christopher Cantwell ha talento per farsi notare. Il trentaseienne suprematista bianco con uno show radiofonico su Internet e una lunga storia di retorica violenta è stata una delle figure più visibili dei raduni di #UniteTheRight di Charlottesville.

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