6 cose che le femministe bianche possono fare per le femministe nere

Il seguente contributo è stato pubblicato su http://www.locarconio.com/, web spagnola femminista e collaborativa. L’autrice dell’articolo, che è diventata più nota sul web da poche settimane, si chiama Desirée Bela-Lobedde ed è una blogger spagnola e nera (nata a Barcellona da genitori guineani) che definisce se stessa come “afro-femminista, buddista e madre”. Il suo blog nasce nel 2011 a seguito della decisione di smettere di lisciare i suoi capelli, ispirata da forum e blog di nere americane: nel suo spazio virtuale (http://www.negraflor.com/la-negra-flor/) condivide infatti consigli e indicazioni su come ritornare ad avere capelli afro e naturali ed insegna ad esserne orgogliose, divulgando l’estetica afro. Parallelamente alla nascita del suo nuovo stile, Desirée approfondisce il suo legame con l’identità afro in tutti i suoi aspetti, incluso l’essere donna, nera e spagnola/europea, rendendosi conto di subire vari livelli di oppressione: in quanto nera e in quanto donna.

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Non Cercare L’Uomo Capra: il nuovo romanzo di Irene Chias

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Non Cercare L’uomo Capra è l’ultimo romanzo di Irene Chias, già autrice di Sono ateo e ti amo e Esercizi di Sevizia e Seduzione. La lettura del romanzo, seguendo il particolare codice narrativo di Irene, è facile, immediata. Meno immediata è l’elaborazione dei tanti messaggi che contiene. Non ha la presunzione di essere un testo di divulgazione di senso politico, un saggio, una storicizzazione degli eventi, ma è lo sguardo attento, curioso, lieve e ironico, di un’autrice che lascia ai personaggi libertà di indagine sul mondo degli altri, dell’altro. Esplora la diversità in termini intersezionali, e descrive la povertà, la differenza di ruoli di genere, la differenza culturale, religiosa, economica, di persone che vengono interrogate con abilità e notevole capacità di sintesi.

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13° Emendamento USA: razzisti fin dalla Costituzione

::Avviso Spoiler::

Questo documentario lo trovate su Netflix anche in Italiano, per chi volesse vederlo. L’inglese rende comunque bene anche le inflessioni dialettali, il tono usato, per esempio: Nixon=Trump ma Reagan=Clinton (marito). Questo si spiega per via di un codice di comunicazione, un linguaggio fatto di ritmi, pause, elevazione vocale su alcune parole, usati in fasi alternate della storia degli Stati Uniti D’America. Trump può ben utilizzare una maniera che altri giudicherebbero obsoleta, puntando su Law&Order, e Clinton, tuttavia, non ha potuto fare a meno di compiere lo stesso errore compiuto dai centro/sinistrorsi nostrani (vedi Pd, che non ha inventato niente ma ha solo copiato), facendo a gara a chi fosse più di destra e a chi promuovesse leggi più razziste e repressive.

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Una parola buona per sessist* e razzist* un po’ confus*

in questo pomeriggio di apparente quiete vorrei dedicare un pensiero gentile e solidale nei confronti di razzisti e sessisti e islamofobi e gente che deve essere alquanto confusa su quella che è la linea da seguire.

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Può un burkini indignare più che il pestaggio di un passante nero?

Alcune traduzioni di Elisabetta (grazie!) su quel che accade in Francia in relazione al “burkini” e al razzismo imperante.

14102260_1077241012312071_4317469702703499839_nda QUI

« Il mondo secondo : il Partito Socialista, i Repubbblicani il Front National e vari canali televisivi.
Alcune donne fanno il bagno in « Burkini » : scandalo nazionale.
Alcuni militanti di estrema destra pregano per strada e aggrediscono un passante nero : tutti se ne fregano »

-Mentre lo stato d’emergenza viene rinforzato, la legge sul lavoro applicata e la polizia uccide nei quartieri, sicuramente non siete sfuggiti alla polemica dell’estate : il « burkini ». Per settimane il tema principale che animava i media era di sapere se alcune donne musulmane potevano o meno fare il bagno con il velo. Uno scandalo politico e mediatico in cui abbiamo visto la destra, l’estrema destra e il Partito Socialista allinearsi su una posizione comune, puramente spettacolare, destinata a far dimenticare i conflitti sociali passati e a venire.

-Per contro, forse non avete sentito parlare di quest’altra questione. Nel momento in cui non c’è tregua ai discorsi sulla « laicità » e la « repubblica », un gruppuscolo di estrema destra aveva occupato una chiesa nel centro di Parigi per mesi ed organizza ormai preghiere di strada in tutta tranquillità. Peggio, all’occasione di una diqueste preghiere pubbliche, uno dei militanti di estrema destra a picchiato gratuitamente un passante nero. Peggio ancora, questi stessi militanti hanno rivendicato l’azione pubblicando il video dell’aggressione su facebook, segno del sentimento di impunità totale che anima i razzisti e altri integralisti.

Stiamo ancora aspettando i tweet indignati, le reazioni corrucciate e gli appelli solenni da parte della classe politica.

Fonte: http://www.liberation.fr/direct/element/une-video-montre-un-homme-violemment-frappe-pendant-une-priere-de-rue-catholique_45743/

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Religione e intersezionalità: intervista a Sonny Singh

Yu traduce questa intervista con questa premessa: “ho avuto delle piccole difficolta’ a tradurre questa intervista poiche’ gli studi sulle identita’ razziali o la parola ‘razza’ in Europa continentale sono davvero pochi. A differenza dell’America e di altri paesi anglofoni. Quindi ho tradotto la parola ‘Race’ con la parola ‘razza’ mentre per ‘brown person’ ho tradotto con ‘persona di colore’ (anche se non e’ la stessa cosa). Questo mostra una (semi)lacuna di studi intersezionali in Italia sul concetto di identita’ razziale pertanto la traduzione mi risulta difficile per alcune parole. La parola ‘razza’ in inglese non ha lo stesso significato che diamo in Europa continentale. Non e’ (solo) il colore della pelle (o un termine derogatorio da bannare) ma e’ associata all’identita’e molto di piu’.”

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Il razzismo non esiste? Davvero?

No. Ma cosa dite mai. In Italia non ci sono persone razziste che parlano di persone di altre etnie con odio. La fonte di queste screenshot è questa. L’autrice del commento si descrive come militante di un gruppo di estrema destra e tra le sue foto spiccano quelle di una svastica e di mani alzate a fare il saluto romano. Chi commenta ha simpatie per altri gruppi di estrema destra.

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#BlackLivesMatter: le vite dei “neri” contano anche qui, in Italia

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Tento di riordinare le idee su quello che si dice in questi giorni, tra media e social network. Quando uno straniero commette un atto violento la colpa è di tutti gli stranieri. Quando un fascista ammazza un uomo sfuggito alla guerra in Nigeria è solo un povero pazzo. Quando la polizia ammazza, negli Stati Uniti, la gente nera, sono solo mele marce. Quando un ex militare, nero, addestrato per fare il cecchino in afghanistan, ammazza cinque poliziotti allora lo si definisce black panter da chi non sa cos’è un black panter e in quale periodo storico è esistito quel fantastico movimento.

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Emmanuel assassinato: “abbiate il coraggio di chiamarlo fascismo”!

di Annalinda Lupis

Non faccio vita di quartiere da più di un anno. Non sono presente come genitore in tutte e quattro le scuole dei miei figli. C’è stato un tempo in cui era piacevole trascorrere le serate estive al giardino con i due piccoli e la piazzetta era spesso il luogo ideale per la celebrazione di feste di compleanno di figli e compagn*. Erano note le mie lotte come rappresentante di classe. Venivo eletta a prescindere. Ero quella che non aveva timore di distribuire volantini e proporre progetti durante le assemblee. I dirigenti scolastici mi chiamavano al telefono ed ero una madre battagliera e molto organizzata. Quando i figli erano piccoli era tutto molto più facile.

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