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Quei pistoleri razzisti legittimati da una cultura razzista

Salvini vorrebbe dare il patentino per possedere un’arma agli itagliani che secondo lui avrebbero il diritto alla legittima difesa, ovvero alla giustizia fai da te. Una sorta di pena di morte in un paese che non prevede tale soluzione a nessun reato perseguibile. Ricordo che le armi sono state già usate da alcuni negozianti, ovviamente supportati coralmente dalla Lega, per ammazzare chi, immigrato, aveva semplicemente preso un pacco di biscotti. Ciò vuol dire che non si tratta di aggressioni e reazioni ma del privilegio di detenere il porto d’armi per poi usarlo contro chi osa mettere in discussione la proprietà. Di un pacco di biscotti o di una confezione di caramelle se vogliamo.

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Ragazze: non abbracciate mai pensieri che generano odio

Lei scrive:

Cara Eretica, volevo parlarti di una cosa complicata e spero di riuscire a spiegarla bene. Spesso parli di femminismo islamico e io sono grata per il fatto di avermelo fatto conoscere. Esistono però altre realtà che negano la mia stessa libertà e insultano le femministe islamiche perché non interpretano il Corano secondo i dettati di uomini integralisti e fanatici. Ma il mondo musulmano non è fatto di questo. Mi sono trovata a frequentare altre che come me vivono con famiglie musulmane ma è errato pensare che in tali famiglie i padri o le madri spingano le ragazze a essere schiave di regole antiche.

Ho visto ragazzine ribellarsi ai padri che volevano solo vederle laureate e indipendenti abbracciando la parte integralista della comunità musulmana. Ho visto italiani che pensano che supportare la comunità sia come dover prepararsi alla guerra. In realtà sono loro i fanatici perché la comunità è fatta di persone che lavorano, che sono migrate per dare un futuro ai figli e che non hanno tempo per pensare alla guerra. Sono persone buone che vengono guardate come fossero il demonio grazie al razzismo diffuso da politici e militanti di destra.

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Io musulmana, femminista, queer e quelle “femministe” che vorrebbero “salvarmi”

di Sveva Basirah

È dura essere una velata, specialmente per i forcaioli salviniani di turno, se poi sei una femminista islamica (per di più convertita, sacrilegio) sei tra la pressa dell’haram police, ovvero i musulmani rigidi e giudicanti, e tra gli increduli bigotti o i fasci della domenica che ti additano come traditrice della patria. La “categoria” che mi fa più rabbia, però, è quella delle/dei femminist* che invece di supportarti, visto che come donna musulmana, nativa e/o di origini straniere o straniera, velata o meno, magari pure queer, quindi ulteriormente discriminata, cerca di affossarti, di liberarti perché “sei oppressa“, perché la religione fa schifo e perché “è patriarcale e non si cambia”.

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E se un giorno mio padre – nero – fosse ammazzato per strada?

Lei scrive:

“cara eretica, sono una ragazza di 19 anni e se esistesse lo ius soli sarei una cittadina italiana. i miei genitori ci hanno portati qui quando mio fratello e mia sorella avevano poco più di 5 anni e io stavo nella pancia di mia madre quindi sono nata qui. la nostra pelle è nera anche se fino a poco tempo fa non me ne preoccupavo perché viviamo in un piccolo centro in cui tutti ci conoscono.

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Idy Diene, senegalese, ucciso a Firenze: così il dopo elezioni con la vittoria della destra.

A Firenze un tale esce di casa e spara più e più volte, uccidendolo, ad un senegalese, un figlio di un Dio minore. La notizia è già stata quasi archiviata. L’assassino dice che sia stato un caso – ed è subito raptus, come quando si giustifica la violenza di genere attribuendola alla follia – ma su quel ponte passa tanta gente e dunque la scelta chissà quanto sia stata casuale. Chissà quanto abbia inciso la cultura d’odio diffusa contro gli stranieri. Non è stato il primo ad uccidere un senegalese a Firenze. Qualche anno fa un tizio militante di casapound aveva sparato a caso uccidendo due senegalesi e ferendone altro. La comunità ricevette subito solidarietà, manifestammo nel luogo dell’uccisione e nelle piazze ma, in realtà, ci sembrò una faccenda enorme, inverosimile, proprio a firenze, città in cui l’antifascismo esiste e si oppone ai pensieri revisionisti.

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Del razzista di Macerata e oltre: non fate i nazisti in nome delle donne

Se vuoi sapere quante sono le aggressioni di stampo fascista ti basta andare sulla homepage di antifa/ecn e con un redirect ad una mappa ne trovi di ogni. Trovi anche la cronaca minuto per minuto, dichiarazione per dichiarazione, di quel che è successo a macerata. Non un caso, non un pazzo, ma un nazista ed è caccia ad un complice, si legge chiaramente. Un complice di cui nessuno o quasi parla. Repubblica ha scoperto il sito di ecn l’altro ieri, per via della campagna elettorale e la gara a chi più fa l’antifascista dell’ultima ora dopo anni e anni di sdoganamento fascista e di legittimazione di posizionamenti di estrema destra considerati perfino interlocutori del panorama politico italiano. Non capita soltanto in Italia. Accade un po’ in tutta Europa. I nazi sono al governo in alcune città e hanno fior di parlamentari un po’ ovunque. E ‘affanculo a chi avvisa, resiste alle marce naziste, chiarisce e approfondisce e combatte per rendere più chiaro a chi non vuol sentire né capire che sta succedendo ancora. Istigazione e propaganda nazista. Elezioni “democratiche” dei fasci e poi violenza giustificata, istigata, osannata, in nome del fottuto amor patrio e della paraculata dell’uso della bandiera italica.

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Il nazi e la caccia omicida contro i “neri”

Valeria scrive:

Cara Eretica, spero che tu almeno possa apprezzare questo sfogo che mi è venuto dal cuore nel leggere di ciò che è successo oggi a Macerata.

Oggi è una brutta giornata per l’Italia. E’ la giornata in cui sei innocenti hanno raccolto ciò che anni di discorsi xenofobi e perpetrazione dell’apologia di fascismo hanno seminato. E’ la giornata in cui nessuno sembra volersi prendere le proprie responsabilità. “La violenza non è mai la soluzione” scrive qualcuno che fino a ieri incitava tra le righe (ma anche non troppo) alla violenza e alla “sempre legittima” difesa. “La violenza è sempre da condannare. E chi sbaglia, deve pagare.” prosegue. Con che coraggio afferma ciò una persona che rappresenta il volto delle campagne prima antimeridionali, poi xenofobe e pseudo-fasciste degli ultimi anni? Con quale coraggio si può affermare una cosa del genere dopo che i fatti di Macerata sono ad opera di un ex candidato ( candidato a giugno 2017) della Lega Nord?

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