Dicono di Eretica (di tutto e di più): parlando di sex working e attacchi personali

La domenica dovrebbe essere un momento di relax. Per me lo è stato. Per altre invece. Per l’appunto mi avvisano che sulla bacheca (pubblica) di una abolizionista si svolge un siparietto che si ripete da anni (su varie bacheche facebook), ai miei danni, con attacchi personali, giacché gli argomenti evidentemente scarseggiano.

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Foto di ragazze pubblicate su Instagram per qualche like in più

Lei scrive:

“Cara Eretica, Sono una tranquilla ma decisa ragazza di 15 anni, che come tutti i suoi coetanei è discretamente attiva sui social network. Normalmente utilizzo ciò che mi viene dato da internet nella miglior maniera possibile: condivido le mie idee, mi informo, mi confronto, osservo e cerco di essere il più pacifica possibile. Eppure, oggi ho visto una cosa che m’ha fatto gelare il sangue nelle vene. [Read more…]

Alcune slide su Revenge Porn e Cyberbullismo

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Oggi presso un Liceo di Firenze, tra le altre cose (il percorso di NonUnaDiMeno, la Violenza di Genere) si è parlato di Revenge Porn e Cyberbullismo e abbiamo portato come contributo un insieme di slide di semplice lettura. Le condividiamo con voi [QUI il file pdf da scaricare] sperando possa esservi utile.

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Alcune info utili per le vittime della Bibbia 3.0

Ancora sulla Bibbia 3.0, in relazione a quel che c’è da fare e agli errori che non bisogna commettere se non si vuole trasgredire le leggi vigenti in tema di pedopornografia.

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Del contenuto della “Bibbia 3.0” si dice che sia una vera merda!

Inizia così: abbiamo parlato di foto sottratte a ragazze che le hanno consegnate a persone conosciute in rete o a fidanzati ora diventati ex. Le foto finiscono dritte in gruppi in cui le ragazze, bene che gli vada, vengono raggruppate sotto il thread #cagne o #troie. Come se fosse orribile di per se’ che queste ragazze esprimano la propria sessualità. Il ragazzo è ganzo, perfino l’ex fidanzato che pratica revenge porn è ganzissimo, e le ragazze invece dovrebbero coprirsi. La storia non sta così e abbiamo voluto dirlo con una campagna di comunicazione che invita le donne a essere libere perché il punto non sta nella loro presunta “colpa” per essersi scoperte ma nei reati commessi da uomini/ragazzi che amano violare la privacy di queste donne, fare cyberbullismo su di loro, obbligarle alla vergogna e istigare al suicidio, come è avvenuto per Tiziana Cantone. Ci chiediamo ancora perché mai questi ragazzi abbiano bisogno di questa prova di potere, uno stupro del consenso non dato alla pubblicazione delle foto, per farsi una sega proibita, quando esistono tantissimi spazi porno che potrebbero essere giusti per l’uso. In quegli spazi ci sono donne che hanno dato il consenso per il fatto di recitare in immagini e video. Ma la cosa non interessa ai divi della sottrazione di immagini e della violazione della privacy. Alcune ragazze ci hanno scritto per dirci che hanno denunciato la questione e che hanno dato il via a indagini che non sappiamo a cosa porteranno.

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Scambiarsi foto online non è negativo: lo è la violazione della privacy!

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lei scrive:

cara eretica,

ho conosciuto un ragazzo online. ci siamo scambiati foto delle nostre parti intime. abbiamo giocato ad eccitarci e nel farlo non ci è venuto in mente di essere in pericolo. io sono diffidente. non passo le foto a chiunque. deve esserci un’intesa, una corrispondenza d’amorosi sensi. un’amicizia che diventa desiderio a distanza. non ci trovo nulla di male e non penso di fare niente di male. fino ad ora non ho visto le mie foto pubblicate da nessuna altra parte e se anche le dovesse pubblicare io ho le sue e posso fare lo stesso. dovrebbe dare conto a sua madre, a sua moglie, alla sua fidanzata, a chiunque lui conosca. non dico questo perché si senta minacciato ma penso che se io passo per troia lui comunque non ci fa una bella figura. abbiamo esigenze sessuali e la conoscenza a distanza riesce a indurre uno stato di eccitazione che mi piace ed evidentemente piace anche a lui.

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A proposito della Bibbia 3.0 (revenge porn e altri abusi online)

Lei scrive:

Ciao Eretica,
ti scrivo a proposito della cartella di foto (parla del revenge porn ndb.) di ragazze online. Sono una di loro.
Ho voluto dire la mia, perchè leggendo il post mi sono salite le sopracciglia fino all’attaccatura dei capelli e nonostante la temperatura polare, hanno iniziato a fumare il cervello e il cuore.
Vorrei ringraziare chi ci aiuta a denunciare. Grazie a ognuno di voi, siamo in tante, vorremmo essere di più. Non siamo tutte rassegnate, siamo quasi tutte furibonde, tranne le venti ragazzine che hanno inviato di proposito quelle foto: spesso minorenni, malate di like, convinte che per piacere si debbano mostrare le grazie, insultano se stesse e amano essere chiamate cagne, troie, essere contattate, sono forme di attenzione, e loro si devono sentire decisamente sole (proprio perché minori non devono essere incolpate e vanno aiutate ndb.), ma non posso salvare tutte, io sono una.

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Siamo tutte Jenni Galloni

Jenni, ci piace ricordarla così. Senza saccheggiare, come fanno le varie testate giornalistiche, la sua bacheca facebook.

Jenni, ci piace ricordarla così. Senza saccheggiare, come fanno le varie testate giornalistiche, la sua bacheca facebook.

 

Lei scrive:

Ciao Eretica,
scrivo questa lettera chiedendo di rimanere anonima.
La “ragazza incinta di 25 anni trovata morta”, quella cui “la madre pubblica la foto choc del cadavere su Facebook” io la conoscevo. Forse lei non si ricordava nemmeno più di me, ho vissuto 7 anni a Bologna ma non vi abito più da quasi 3. Ho conosciuto Jenni che era ancora una bambina, ad una serata tekno in uno dei tanti locali, e ruppi le palle all’entrata perchè facessero entrare lei e il suo ragazzo di allora assieme al loro cucciolo di cane. La rividi poi a molte feste, ci si scambiava un saluto e un sorriso, ma non ci siamo mai conosciute molto.

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Diletta Leotta: un’altra vittima di cyberbullismo e slut shaming

ffNon è passato molto da quando Tiziana Cantone si è suicidata perché ha subito cyberbullismo da chi ha messo in giro suoi video senza autorizzazione. Il carico di odio, lo squadrismo sessista e misogino hanno causato la sua morte. Abbiamo anche trascorso giorni a leggere, tra le frasi idiote e giustificazioni sputate, vomitate e balbettate, da chi non si ferma di fronte a niente, e includo anche quei coglioni che hanno aperto pagine facebook a nome di Tiziana, dopo la sua morte, per continuare a insultarla, anche molti messaggi di solidarietà, mea culpa, uomini che hanno chinato il capo, donne che hanno fatto lo stesso, e sembrava che qualcosa fosse cambiato, un minimo di empatia forse, la sensibilità acuita. Invece niente.

Le foto di una giornalista sportiva, Diletta Leotta, sono state rubate dal suo cellulare/computer/cloud, non so. Un paio di tette stimolano il voyeurismo di migliaia di dementi misogini che hanno iniziato a fare girare meme coperte per facebook, dato che sul social sarebbero censurate se nude, che però danno il via a migliaia di commenti di gente di merda che più di merda non si può. Su Twitter o WhatsApp invece pare abbiano preso a girare senza censure e a dismisura, accompagnate da insulti, parole sessiste. Praticamente è ricominciato il circo, ai danni di questa giornalista che addirittura, secondo alcuni, scommetto i sacri difensori delle libertà delle donne, quando si tratta di dare addosso agli stranieri, dovrebbe rinunciare al lavoro per questo.

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