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E’ così che i bulli e le bulle spingono una ragazza al suicidio

Lei scrive:

Ciao Eretica,
Vorrei che questa storia fosse letta perché molte ragazze/i si sono suicidati/e in queste situazioni per quel che ho potuto ascoltare nei tg e ci tengo a sottolineare il fatto che nessuno se l’è cercata.

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L’insulto è un atto politico

da Comune-Info.Net

Maria Galindo, femminista del Collettivo Mujeres Creando, è di certo tra le donne che hanno ricevuto più insulti nel mondo. La sua lunga e coraggiosa attività creativa, in un paese tutt’altro che facile come la Bolivia, è sempre stata segnata da azioni dirompenti e provocatorie nei confronti del dominio maschile e dell’ipocrisia dello Stato e della Chiesa cattolica. È dunque in primo luogo l’esperienza che la spinge a riflettere sulle possibilità concrete di neutralizzare la portata e la valenza politica di comportamenti – quasi sempre ispirati dalla debolezza, dall’incapacità di confronto e dalla frustrazione – che però acquisiscono efficacia solo nel momento in cui fanno male. Quando l’insulto incontra indifferenza o ironia, perde invece ogni possibilità di umiliare o di screditare la persona che lo subisce. Per questo ridere di un insulto che ci viene diretto non è solo un segno di forza ma un atto politico che afferma una grande e bella libertà [Read more…]

La rivolta è fica

Ci risiamo, da qualche giorno l’ombra nera squadrista del cyberbullismo è tornata a far parlare di sé. No, non lo avevamo considerato un capitolo archiviato. Sappiamo bene che il substrato culturale di violenza e giudizio soffocante che si respira in alcuni ambienti della rete non si sconfigge in un giorno. Allora facciamo un po’ di riepilogo.

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Il coraggio di chi combatte contro #cyberbullismo e #revengeporn

 

Ci risiamo. Basta che una donna alzi la testa e mostri orgoglio per se stessa, ci mette il corpo e la faccia, ci mette la forza e un coraggio che voi, si voi, quelli e quelle che si divertono a insultare o a dispensare lezioni moraliste sulla decenza o sul “te la sei cercata”, non avrete mai. Basta questo e tante “amabili” persone fanno di tutto per fargliela abbassare, la testa. Perché deve stare con gli occhi puntati in basso, con la vergogna e il senso di colpa a nascondersi, così dicono le regole di chi alla fine ti vuole proprio morta. Ci vuole coraggio per raccontare di chi ti molesta e ti perseguita in rete.

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Dicono di Eretica (di tutto e di più): parlando di sex working e attacchi personali

La domenica dovrebbe essere un momento di relax. Per me lo è stato. Per altre invece. Per l’appunto mi avvisano che sulla bacheca (pubblica) di una abolizionista si svolge un siparietto che si ripete da anni (su varie bacheche facebook), ai miei danni, con attacchi personali, giacché gli argomenti evidentemente scarseggiano.

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Foto di ragazze pubblicate su Instagram per qualche like in più

Lei scrive:

“Cara Eretica, Sono una tranquilla ma decisa ragazza di 15 anni, che come tutti i suoi coetanei è discretamente attiva sui social network. Normalmente utilizzo ciò che mi viene dato da internet nella miglior maniera possibile: condivido le mie idee, mi informo, mi confronto, osservo e cerco di essere il più pacifica possibile. Eppure, oggi ho visto una cosa che m’ha fatto gelare il sangue nelle vene. [Read more…]

Alcune slide su Revenge Porn e Cyberbullismo

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Oggi presso un Liceo di Firenze, tra le altre cose (il percorso di NonUnaDiMeno, la Violenza di Genere) si è parlato di Revenge Porn e Cyberbullismo e abbiamo portato come contributo un insieme di slide di semplice lettura. Le condividiamo con voi [QUI il file pdf da scaricare] sperando possa esservi utile.

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Alcune info utili per le vittime della Bibbia 3.0

Ancora sulla Bibbia 3.0, in relazione a quel che c’è da fare e agli errori che non bisogna commettere se non si vuole trasgredire le leggi vigenti in tema di pedopornografia.

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Del contenuto della “Bibbia 3.0” si dice che sia una vera merda!

Inizia così: abbiamo parlato di foto sottratte a ragazze che le hanno consegnate a persone conosciute in rete o a fidanzati ora diventati ex. Le foto finiscono dritte in gruppi in cui le ragazze, bene che gli vada, vengono raggruppate sotto il thread #cagne o #troie. Come se fosse orribile di per se’ che queste ragazze esprimano la propria sessualità. Il ragazzo è ganzo, perfino l’ex fidanzato che pratica revenge porn è ganzissimo, e le ragazze invece dovrebbero coprirsi. La storia non sta così e abbiamo voluto dirlo con una campagna di comunicazione che invita le donne a essere libere perché il punto non sta nella loro presunta “colpa” per essersi scoperte ma nei reati commessi da uomini/ragazzi che amano violare la privacy di queste donne, fare cyberbullismo su di loro, obbligarle alla vergogna e istigare al suicidio, come è avvenuto per Tiziana Cantone. Ci chiediamo ancora perché mai questi ragazzi abbiano bisogno di questa prova di potere, uno stupro del consenso non dato alla pubblicazione delle foto, per farsi una sega proibita, quando esistono tantissimi spazi porno che potrebbero essere giusti per l’uso. In quegli spazi ci sono donne che hanno dato il consenso per il fatto di recitare in immagini e video. Ma la cosa non interessa ai divi della sottrazione di immagini e della violazione della privacy. Alcune ragazze ci hanno scritto per dirci che hanno denunciato la questione e che hanno dato il via a indagini che non sappiamo a cosa porteranno.

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