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Sgombero Làbas occupato. I fascisti in festa contro le “zecche rosse”

A Bologna hanno sgomberato il Làbas e il Laboratorio Crash. Tutto in un giorno, in agosto, quando sperano di non trovare nessuna opposizione. Molte persone sono andate in presidio pacifico, disobbedienza civile, sedut* a opporsi alle forze dell’ordine. Alcune persone sono state trascinate via e colpite a suon di manganelli.

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Comunicato sui brutti fatti di #Parma: Claudia non sei sola!

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Ci segnalano e condividiamo questo comunicato al quale siete invitati ad aderire diffondendolo e segnalandolo sulla pagina facebook di Torpedos Roma.Buona lettura!

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Ciò che avvenne a via Testi nel 2010 è stato descritto approfonditamente dalle decine di comunicati usciti in questi giorni, di cui forse il più dettagliato è quello intitolato “4 crepe”.
Per questo motivo non racconteremo tutto l’accaduto, e soprattutto perché preferiamo non ripetere i particolari di questa storia.

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#Parma #NoiStiamoConDebora: un aggiornamento da Guerriere Sailor e Romantik Punx!

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Lunedì eravamo con Claudia. Lunedì eravamo Claudia. O forse eravamo Debora. Eravamo Debora, Laura, Valeria, Lisa, Daniela, Mara, Francesca, Ilaria, Alessandra, Stefania, Paola, Chiara o Genoveffa. Eravamo tutte vittime, tutte puttane. Eravamo insieme alle ragazze e i ragazzi dell’ArtLab di Parma che con coraggio hanno invertito la rotta e a cui deve andare tutto il nostro sostegno. Eravamo fuori da un Tribunale in cui non si è svolto nulla di diverso rispetto alle nostre aspettative: la banalità prevedibile del male che è fatta anche di una linea difensiva basata sulla rivendicazione del candore e dell’innocenza morale degli accusati (e dei loro testimoni) a discapito della presunta sordida condotta sessuale della vittima. Curriculum etico ed intimo che pare possa sbilanciare e confondere il concetto stesso di “consenso”.

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Quando il sexting si chiamava sesso virtuale

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Perverse, corrotte, anime perse, dalla vagina slabbrata, scucita, per quelli che condannano l’infibulazione ma poi la praticano culturalmente raccontando di noi che dovremmo stare a vagine strette, cucite, sedate, quiete, giammai eccitate. Ci sono giovani ragazze che scrivono timorose, temono di perdere reputazione, amici, vita, perché un bel giorno hanno passato qualche foto ad un possibile oggetto di desiderio, perché anche le donne desiderano, non sono di certo passive, sapete?

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Offese sessiste contro la neosindaca di Roma Virginia Raggi

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Lo spazio intimo, tra personal/politico e intimità

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Mentre la mia routine scorre sotto forma di terapie che alimentano le mie giornate, intorno a me non cambia niente. Cambia la mia acconciatura, perché i capelli si sono un po’ assottigliati e allora vado di treccine a volontà. Piccole, chiare, treccine che addobbano il mio cranio dove i neuroni, per fortuna, funzionano ancora. Il medico mi dice che lo smalto nero non permette di vedere tracce di regresso che dovrebbero essere misurate dal colore naturale delle unghie. E’ una questione di carenza vitaminica e altre sostanze. Ma il punto è che hanno a disposizione tutto il corpo per vedere come va e giusto le unghie per me rappresentano una sorta di specchio del futuro. Tutto tornerà normale, e io, cyberdonna, andrò in giro con treccine e smalto nero. Oggi mi sono anche truccata, ed è una cosa che non faccio quasi mai. Ho ritrovato vecchi cosmetici e mi sono divertita a sfumare l’ombretto, a creare zone chiaro-scure, ho perfino usato il fondotinta e ho rimesso a posto le mie scompigliate sopracciglia. Non che siano fastidiose, perché chiare come sono si vedono già poco, ma è che avevo voglia di sentirmi in ordine. Dopo mesi ho un accenno di mestruazione, ed è un buon segno, perché significa che il mio corpo riprende lentamente dal punto in cui si era accomodato. Non so fin quando il sangue scorrerà, perché ne facevo volentieri a meno. Se arriva una bella menopausa finalmente non dovrò preoccuparmi dei contraccettivi. Avete una vaga idea di cosa sia permettere al tuo compagno di venire dentro di te? Adoro quel calore, coscia contro coscia, e la tranquillità di un corpo che si abbandona su di me e non ha l’urgenza di mettere al riparo niente che possa far presagire a chissà quali indesiderate prospettive. E’ quieto, lui, quando respira piano sul mio collo e dice che ho un odore buono, sempre più buono, e non c’è malattia, cambiamento fisico, che possa attenuare il suo desiderio. Vederlo nei suoi occhi, sentirlo dalle sue mani, mi consola, anzi di più: mi eccita. Chissà qual è il segreto, il mistero, che unisce corpi che non possono lasciarsi, con quella voglia di restare attaccati, sempre insieme, toccandosi quando nessuno vede, timidamente, come fosse qualcosa di proibito, e poi lo sento che fa l’amore con la mia mano, mentre l’accarezza, e a occhi chiusi mi godo quella sensazione.

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#NoTav #Solidarietà #Marta: condannat* per divieto di striscione antiviolenza

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Nel luglio 2013, durante una manifestazione di No Tav, Marta, una compagna pisana, fu fermata dalla polizia dopo una carica. In seguito Marta affermò, pubblicamente, di essere stata pestata, insultata e molestata sessualmente dalle forze dell’ordine. Viene comunque denunciata (poi assolta), come altri compagni fermati quella sera. Alla prima udienza del processo il movimento No Tav organizza un presidio per non lasciare da sola Marta. Un gruppo di compagne decide di portare uno striscione con su scritto “SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE, NON UN PASSO INDIETRO, SOLIDARIETA’ A MARTA – COMPAGNE NO TAV”. Aprono lo striscione, provano ad appenderlo alle cancellate fuori dal tribunale ma vengono bloccate con violenza e poi denunciate. Le persone “identificate” sono poi indagate per violenza aggravata a pubblico ufficiale perché, così ha sostenuto la Procura, non rispettarono il divieto di appendere lo striscione. Non è servito dire che quell’ordine non avesse alcun senso perché su quei cancelli erano stati appesi, in svariate occasioni, striscioni riferiti ad altre manifestazioni. Così arriviamo a oggi.

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Dopo #OttoMarzo: sul web c’è una “svergognata” da lapidare

Gli strascichi dell’otto marzo purtroppo si fanno ancora sentire. Il vento insultante, misogino e moralista, di chi impone un comportamento “decoroso”, quasi in lutto, da parte delle donne che celebrano la giornata, continua ancora adesso grazie ad un pretesto usato da chi fa la divisione tra le donne perbene e quelle per male. Una donna per male, secondo i commentatori e tante, troppe, commentatrici, sarebbe quella raffigurata nella foto in basso, pubblicata sulla pagina di una discoteca milanese dopo l’evento dedicato alle donne. Non so se la ragazza sappia di essere stata fotografata, né se sia a conoscenza del fango che le sta piovendo addosso. Voglio sperare che la questione non diventi una “notizia” al punto da scatenare i paparazzi a scoprire e rendere pubblica la sua identità. Per la ragazza, che è diventata rappresentativa del peggio che esiste al mondo, è diventata comunque una gogna. Le offese piovono da ogni parte. Il carico di troia, puttana, zoccola, cagna, eccetera, arriva da uomini e da donne che tengono molto a distinguersi e a definirsi quali bravissime mogli, madri, sante donne.

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Ancora troviamo lo stesso atteggiamento normativo di sempre e ci ritroviamo a dover commentare il linguaggio disgustoso e vomitevole usato da chi ne approfitta per sfogare tutta la propria misoginia. Da parte mia mando tutta la solidarietà a questa ragazza e a tutte quelle che stanno ricevendo insulti o che vengono indirettamente rimproverate e ricondotte all’ovile da una cultura reazionaria che prende il sopravvento. Perfidi anche i commenti di certe donne che pensano che il “vero” otto marzo andrebbe trascorso in santità a guardare Suffraggette, invece che, non giriamoci attorno, a fare le troie. [Read more…]

“Figlio di surrogata” sostituirà “figlio di puttana”?

Speravo fosse finita con l’uscita infelice di una femminista che aveva tirato fuori la storia della presunta paternità, tramite Gestazione per Altri, di Nichi Vendola e compagno, per schierarsi contro la GpA e la step child adoption, oramai esclusa dal voto della legge sulle unioni civili. Non è stato così. Oggi un quotidiano (Libero) pubblica il suo scoop, ripreso da un bel po’ di testate nazionali, ciascuno a reclamare una fetta di carne al sangue, barattando il privato di una coppia gay con un bel po’ di click e di guadagni in pubblicità, giusto per stabilire chi è a guadagnare con un esempio di gossip di questo tipo.

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Io, figlia donata a due “padri” non biologici

Lei scrive:

Cara Eretica,

dopo aver letto questo post mi sono detta che forse è utile raccontare anche la mia storia. Dapprincipio pensavo che non interessasse a nessuno, ma ora credo che sia importante dire che vedo nella mentalità di oggi una grettezza che prima non c’era. Quando si parlava di figli da dare alle sorelle o ad altre coppie di parenti c’era un buon senso che rendeva plausibile per tutti quella scelta.

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Ashley Olsen e il sessismo/razzismo di chi ne infanga la memoria

Dopo aver scritto il post, per rabbia ed esigenza di chiamare le cose con il loro nome, a bocce ferme vorrei tentare un’analisi della comunicazione, orrenda, che riguarda Ashley Olsen, tenendo conto di chi la veicola.

La tipologia di messaggi la conoscete già. Vederli uno dietro l’altro fa un certo effetto. Così ci consegnano l’umore dell’italiot@ medio che è pur sempre un sessista che giudica le donne in base all’onore o disonore che riguarda il loro fidanzato/marito e poi in base alla razza dell’uomo con cui vanno a letto. Volutamente ignari del fatto che le donne, in Italia, vengono ammazzate soprattutto da ex mariti, ex fidanzati, mariti, compagni, conviventi, Italiani, usano parole confortanti per se stessi, traendone beneficio e consolazione, attribuendo la colpa alla donna uccisa e all’uomo nero che l’ha ammazzata. Così si autoassolvono, in principio, perché l’italiano no, non le fa mica queste cose. L’italiano è no corna, no droga, no communisti, ovunque ne immaginino traccia, e soprattutto è bello che siano ‘taliani. Poi mi spiegherranno, costoro, come mai anche tra le file dei politicanti di destra troviamo sniffatori di cocaina, puttanieri che fanno festini aperti ai compagnucci di bordata e tutto quel che l’italioto medio giudica buono per il maschio e disonorevole per la femmina che, gira e rigira, sempre puttana è.

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