Antiautoritarismo, Antirazzismo, Attivismo, R-Esistenze

Non chiedete alle persone di colore di farsi arrestare per la crisi ambientale

Testo in lingua originale QUI. Traduzione di Leda del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

Extinction Rebellion è fortemente influenzata da preoccupazioni, priorità e idee della classe media bianca. Se non affront il problema della supremazia bianca, a noi non serve.

Popolazioni indigene, nativi e persone di colore sono colpite molto più duramente dalla crisi ambientale. Ma nel movimento verde mainstream e nei media vengono spesso dimenticate. Questo è Tipping Point, una nuova serie di VICE che riporta storie di giustizia ambientale su comunità che vivono la dura realtà dei cambiamenti del nostro pianeta, quando possibile scritte dai membri delle comunità stesse.

Tatiana Garavito è colombiana e lavora con comunità razzializzate nel Regno Unito. Lavora anche con attivisti che portano avanti campagne di giustizia ambientale in Colombia ed è parte di Wretched of the Earth.

Nathan Thanki è un ecologista, scrittore e attivista che lavora a supporto dei movimenti globali per la giustizia ambientale, inclusi quelli nel United Nations Framework Convention on Climate Change.

Lo scorso Aprile, London veniva scossa dalle proteste del movimento Extinction Rebellion (XR), con più di un milione di persone arrestate durante un’occupazione di una settimana di Marble Arch, Waterloo Bridge, e altri famosi punti di ritrovo. Da allora, XR ha raccolto molte attenzioni mediatiche, e supporto da celebrità come i Radiohead, per le loro espressioni di disobbedienza civile. Ma per quelli di noi il cui status di immigrazione è messo in dubbio anche dopo essere diventati cittadini, essere arrestati è fuori questione.

XR è stata fondata nel 2018 da un piccolo gruppo di accademici britannici interessati alla disobbedienza civile, e da allora si è presentato come un movemento decentralizzato, “apolitico” e fuori dal movimento ambientalista mainstream. Dicono di non avere leader e di usare azione non violenta ma diretta per richiamare l’attenzione sul cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. XR è finalizzato ad avere la massima attrattiva possibile e promuovere movimenti locali in stati al di fuori dell’Europa occidentale, anche se manca di una base fuori dal Regno Unito.

Come persone attive nell’ambientalismo, abbiamo assistito a quello che l’attivitsta americano Van Jones descrive come “l’insostenibile bianchezza del verde”a lungo nel movimento ambientalista mainstream.Nonostante l’apparente novità, XR incarna gli stesi problemi: riflette prevalentemente le preoccupazioni, priorità, idee della classe media bianca nelle nazioni abbienti del nord del mondo. In questo modo, finisce per silenziare le storie delle nostre comunità, che per centinaia di anni hanno opposto resistenza a ciò che sta alla radice del cambiamento climatico.

Queste tendenze sono evidenti guardando alle richieste di XR: che il governo “dica la verità” e diminuisca le emissioni a “zero netto”prima del 2025.

Ma quale verità? Come abbiamo scrittoin una lettera aperta a XR da parte del collettivo ecologista per la giustizia climatica collettiva per popolazioni indigene, persone di colore, e gruppi diasporici nel Regno Unito “Wretched of the Earth”: “Le strutture economiche che ci dominano sono state supportate dai progetti colonialisti il cui solo scopo è stato quello della dominazione e del profitto. Per secoli, razzismo, sessimo e classismo sono stati necessari per questo sistema, sostenendolo e dando forma alle condizioni in cui troviamo oggi”.

Consideriamo la violenza climatica non come una minaccia per una futura apocalisse ma come il vento che soffia sulle fiamme dell’ingiustizia che già esiste. È già qui, nel ciclone Idais, il tifone Hayans, l’urgano Katrina e gli altri lenti disastri che hanno devastato comunità in Africa, America Latina, Asia e nel Medio Oriente (il sud del mondo) e le persone marginalizzate nel nord del mondo.

Non abbiamo bisogno degli ultimi rapporti scientifici per sapere che quelli che sono meno responsabili per la crisi ambientale sono di solito quelli che sono più colpiti dai suoi effetti, inclusa la migrazione. E che queste persone sono povere, di colore, e nel sud del mondo.

Eppure XR, nel suo tentativo di acquistare attrattiva, sta abbandonando la maggioranza. In Europa dobbiamo già affrontare discorsi anti-immigrazione di politici e figure mediatiche. Adesso questi atteggiamenti sono ancora più legittimati dall’ambientalismo: abbiamo entrambi sentito “attivisti ambientalisti” bianchi dire che bisogna fermare il cambiamento climatico per evitare che ondate di persone di colore povere vengano a chiedere asilo nella fortezza della Gran Bretagna.

È stato doloroso quando, in un video recente, l’attivista XR Ronan Harrington ha incoraggiato altri nel movimento ad imparare dai politici xenofobici ed evitare di prendere posizioni “di sinistra liberale” come quella dei “no borders”, per non alineare potenziali alleati a destra. Se la sezione dei commenti dice qualcosa, è che la sua posizione ha molto supporto, incluso quello del co-fondatore di XR Roger Hallam.

Hallam vede le nostre posizioni anti-razziste, femministe e di gustizia globale come “troppo critiche, radicali e sinistroidi”, e quindi un errore strategico e un ostacolo al successo.Raccomanda invece di mettere i dati scientifici prima dell’ideologia politica, quando si tratta di definire la strategia di XR. Ma questa è una posizione ideologica. Chi definisce le priorità strategiche? Perché non è gente come noi?

La tattica primaria di XR, l’arresto di massa, ha lasciato molti attivisti sconcertati. Molti di noi già vivono con il rischio di essere arrestati e criminalizzati a causa delle nostre origini. Come diciamo nella nostra lettera aperta, la strategia di XR “deve essere riveduta alla luce di un’analisi del privilegio e della realtà riguardante la violenza di stato e di polizia”.

Le persone bianche in XR, invece, assumono che se saranno educate e ragionevoli, il governo le ascolterà e proteggerà. Le comunità razzializzate ed emarginate conoscono un’altra realtà.

La mancanza di responsabiità di XR nei confronti delle comunità nel sud del mondo e di quelle senza accesso al potere è un fallimento tattico e morale. Nonostante abbiano un gruppo per la “solidarietà internazionale”, XR non sostiene la nostra richiesta fondamentale: che le nazioni ricche facciano diano il loro equo contributo nello sforzo globale di contenere l’innalzamento della temperatura sotto i 1.5 gradi.

Chiedere a Regno Unito, USA e altre nazioni ricche di contenere le loro emissioni fino allo zero entro il 2025, come fa XR, non è abbastanza per evitare la catastrofe. Secondo il Climate Equity Reference Calculator sviluppato dalla nonprofit Stockholm Environment Institute and Ecoquity, il Regno Unito dovrebbe ridurre le emissioni del 202% sotto i livelli del 1990 entro il 2030 per dare un contributo giusto. Al momento, tutti gli impegni presi dalle nazioni più abbienti sono ben sotto la soglia.

In più, senza le riparazioni nella forma di enormitrasferimenti di capitali e di tecnologia, le nazioni del sud del mondo semplicemente non saranno in grado di ridurre le loro emissioni, né saranno capaci di aiutare le persone ad adattarsi agli effetti, già ardui e sempre più gravi, della crisi climatica.  Secondo le stime, alle nazioni in via di sviluppo serviranno 4.4 miliardi solo per rispettare gli accordi di Parigi. XR ha ignorato questi fatti a favore di quelli che sono messaggi più semplici e attraenti.

Se XR avesse ascoltato i molti movimenti nel sud del mondo nelle ultimi decadi, avrebbe adottato politiche di anti-razzismo, femminismo e giustizia globale non solo per una questione morale, ma anche strategica.

Quando abbiamo sfidato XR a proposito della sua formazione prevalentemente bianca e le sue tattiche problematiche, Ronan McNern, un rappresentante, ha inisisti che “sta provando ad assicurare un movimento più diversificato”. Ha menzionato un’iniziativa di volontariato, che faccia in modo che non siano solo le persone benestanti a poter partecipare all’azione, e un workshop sulla decolonizzazione a Luglio.

“Non siamo perfetti ma ci stiamo provando e diamo il benvenuto a quelli con diverse esperienze e conoscenze” ha detto.

Tuttavia, per quanto possiamo vedere, questi sforzi non sono stati portati avanti, al di là del chiedere pubblicamente alle persone di colore di sostenere la ribellione apertamente.

Molti all’interno di XR concordano sul bisogno di affrontare la supremazia bianca nell’ambientalismo e di evitare di ripetere gli stessi squilibri che hanno portato alla crisi in primo luogo. Ma questo richiede ascolto attivo, non fare finta di prendere in considerazione le nostre istanze spuntando una casella. XR dovrebbe ricordarsi che i suoi critici a sinistra non sono il nemico. Questa è una battaglia per le vite di tutti, e dobbiamo farla come si deve.

 

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