Comunicazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

Nancy Fraser: “Lo scopo del femminismo non è l’uguaglianza per le donne privilegiate”

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Elisa del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

Secondo la filosofa americana Nancy Faser la battaglia femminista è destinata a restare incompiuta se ignora i rapporti di dominazione fra classi sociali.

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Comunicazione, R-Esistenze, Recensioni

Division 19 – il film/distopia che immagina l’era della tele-sorveglianza

::Avviso Spoiler::

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Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

No, non ci “diamo una calmata” – Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Marta del gruppo di lavoro Abbatto i Muri

(Content warning: nell’articolo si accenna a transmisoginia e violenza)

«Calmati, così possiamo parlarne da persone adulte»

Vi è mai capitato di fare un appunto sul tono di voce di una persona con la quale stavate discutendo di oppressione? La pratica del tone policing – ossia la stretta sorveglianza esercitata sul tono di voce dell’interlocutore – è quel dispositivo per cui si tende a concentrarsi più sull’emozione che sta dietro ad un messaggio che sul messaggio stesso, ed è sostenuta dalla convinzione che serva a rendere la conversazione più ‘pacata’.

In questo fumetto, però, Robot Hugs spiega in maniera puntuale come in realtà il tone policing serva piuttosto a salvaguardare il privilegio e a silenziare chi sta soffrendo. Non si tratta di un modo per ottenere giustizia, e questa analisi vi aiuterà a capire il perché.

Con amore, gli editori di Everyday Feminism.

No, non ci ‘diamo una calmata’. Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio

(di Robot Hugs) Continua a leggere “No, non ci “diamo una calmata” – Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio”

Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Ricerche&Analisi

Declinazioni dei nomi professionali

di SAMANTHA MUSOLINO

Il sessismo nella lingua italiana uscì nel 1987” (di Alma Sabatini, n.d.a) mise “in luce, tra l’altro, il legame tra discriminazioni culturali e discriminazioni semantiche.” (Tina Anselmi, “Il sessismo nella lingua italiana”)

Nella prefazione di Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo, Nicoletta Maraschio (il documento è di Cecilia Robustelli) è dell’avviso che “la pubblicazione di regole e di guide non è assolutamente sufficiente a eliminare le molte ombre di un quadro eccessivamente complesso e stratificato. Innanzi tutto quelle regole e quelle guide dovrebbero nascere dalla confluenza di esperienze e competenze diverse. Inoltre è necessario trasformare singole occasioni di confronto e di formazione in un lavoro approfondito e continuo, capace di modificare atteggiamenti culturali radicati.”

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Comunicazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze

Privilegio 101: una guida veloce e “sporca”

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Naomi del gruppo di lavoro Abbatto i Muri

scritto da Sian Ferguson

“Privilegio” è una parola che sentirai spesso negli spazi di giustizia sociale, sia offline che online. Alcune persone capiscono facilmente il concetto. Altri – ed io ero così – trovano il concetto confusionario e hanno bisogno di un po’ d’aiuto.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Recensioni

The Great Hack – come social e analisti della comunicazione rubano la nostra privacy

Ho appena finito di guardare The Great Hack, la privacy negata, che parla di social e soprattutto di come facebook sia stato coinvolto nello scandalo che ha riguardato la Cambridge Analytica, una società di comunicazione, di analisi di dati tratti senza il nostro consenso da facebook, per poi restituirci una serie precisa di fake news e una campagna propagandistica a noi indirizzata a sostegno del voto per la Brexit e per Trump. Continua a leggere “The Great Hack – come social e analisti della comunicazione rubano la nostra privacy”

Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Comunicazione, R-Esistenze

Solidarietà ad Angela Azzaro: insultata perché donna, giornalista critica e antirazzista

Finita di vedere la puntata dell’8 luglio di Quarta Repubblica, su Rete Quattro, ho capito che per certi versi non sono i commentatori social leghisti ad aver copiato i vari personaggi tv. Ogni tanto è il contrario. Altrimenti come si spiegherebbe l’inutile sbraitare sui complotti delle Ong, con finanziatori XY, che starebbero programmando l’invasione dell’Italia? Insomma, una puntata che mi ha ricordato perché non guardo la tv. Con la solita trama in cui si parla della cattiva maniera in cui all’estero trattano i migranti (invece quanto siamo umani noi!), intervista senza contraddittorio al ministro Salvini, tale Meluzzi che urlava “SOROS SOROS” e Capezzone che continuava a ripetere gli slogan sovranisti. Nel frattempo c’era pure Di Pietro ma quella è un’altra storia. La trama si fa epica quando inseriscono l’intervista della signora e famiglia, due figlie, cui un immigrato ha ucciso il marito titolare di una tabaccheria a Napoli. A loro la mia solidarietà e i miei complimenti dato che nel corso di una trasmissione in cui il loro dolore rischiava di essere strumentalizzato hanno dignitosamente parlato non solo delle tante denunce inascoltate fatte contro le molestie di quell’uomo ma anche di accoglienza e del fatto che i migranti accolti non dovrebbero essere abbandonati a se stessi.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Contributi Critici, Precarietà, R-Esistenze, Welfare

La retorica razzista vi distrae dai problemi che il governo non risolve. Raccontateci la vostra precarietà!

Mentre il ministro dell’interno tiene banco sui media raccontando balle che costano tempo e salute alla gente migrante che arriva sfinita a Lampedusa ecco quel che il governo lega-m5s cerca di nascondere alla gente come noi, gente comune, persone precarie che si vedono sfilare via diritti come niente fosse. Prendo spunto da una notizia che è solo un esempio tra tanti. Un senzatetto viene multato per questione di “decoro”. Una persona povera e senza casa e soldi dovrà pagare 200 euro non si capisce per cosa. Ed ecco la sconfitta dello stato sociale, così come ben racconta Wolf Bukowski nel suo libro “La buona educazione degli oppressi – piccola storia del decoro“.

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