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#DoctorWho: sessant’anni dopo è interpretato da una donna

 

di Francesca Ambrosi

Sedici Luglio duemiladiciassette.
Roger Federer vince per l’ottava volta il torneo di Wimbledon, entrando nella storia come primo tennista uomo ad ottenere questo risultato. Lacrime di gioia e commozione.
Sedici Luglio duemiladiciassette.
Jodie Whittaker entra nella storia come prima donna ad interpretare il Dottore nella serie televisiva inglese Doctor Who, che da quasi sessant’anni vede un uomo come protagonista principale. I fan più fedeli – uomini e donne – gridano allo scandalo, alla rovina, al disastro.

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Non sono “pippe mentali”. L’abc femminista spiegato ai/alle newbies

Sulla pagina facebook è ricominciata la campagna body liberation front. Ciascuna invia una foto della parte di se’ che non preferisce o di cui va fiera e ci racconta quel che significa per lei. Quali stati d’animo sono legati all’essere magre, sovrappeso, troppo chiare di carnagione o con cellulite, smagliature, cicatrici e tutto quel che fa sentire ciascuna delle persone che si raccontano non a proprio agio con se stesse.

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Perché questa foto per il Photo Vogue Festival 2017?

Update: Dopo tutto il casino fatto Vogue ha sostituito la foto con quest’altra.

Che ne dite? L’immagine fa parte di una serie non proprio bella dell’autore Steven Maisel. Laura segnala questa foto (in particolare, perché scelta come pubblicità del festival di cui lei stessa parla) e scrive:

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Se ubbidisci lui ti uccide

Lui scrive:

“Cara eretica,

Seguo la tua pagina e il tuo blog da tempo, la maggior parte dei tuoi post li condivido anche se in poche cose dissento. È comunque una pagina meravigliosa con storie incredibili. Ma ti devo segnalare questa foto che è veramente squallida che ho trovato su un social network. Ho espresso il mio disgusto e il mio rigurgito. “Se ubbidisci non ti uccide” ma che razza di post è questo? Significa che una donna pur di sopravvivere alle sevizie del proprio uomo deve sempre accettare e ubbidire quando le fa del male?
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Almeno fatemi ridere

Lei scrive:

Cara Eretica, si può scherzare sullo stupro? Le battute sullo stupro possono essere divertenti? Te lo scrivo perché mi pare che la reazione normale sulla pagina quando viene pubblicato qualcosa al riguardo (penso al post sulla occupazione italiana in Etiopia) sia troppe volte quella di “eh, ma si tratta di black humor!” (che – come ha giustamente commentato qualcuno – sembrerebbe essere il nuovo “e fatevela una risata”).

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ShitShaming e PissSpreading: Chi vuole saperne di più?

Una delle forti discriminazioni sessiste nei confronti delle donne è quella che si riferisce all’ipotesi di purezza dell’ano femminile. Le donne non dovrebbero cagare proprio mai e se lo fanno, se si sente la puzza, se ne parlano, se introducono il momento cacantizio con giuste dosi di entusiasmo, allora prende il via lo shitshaming. Cacare è la cosa più naturale del mondo, come lo è anche fare la pipì, però alle donne, per esempio, si evita di consentire culturalmente il fatto che facciano pipì per strada. Per gli uomini sarebbe naturale, altrimenti gli esplode qualcosa, come se le donne invece fossero munite di bottone di resistenza da pigiare e rilasciare solo quando sono tornate a casa.

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Confessioni di una sgrillettatrice seriale

Lei scrive:

Oggi ho letto l’articolo di Pasionaria sul porno, e mi sono decisa a mettere nero su bianco quello che, da molto tempo, penso in proposito.

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L’insulto è un atto politico

da Comune-Info.Net

Maria Galindo, femminista del Collettivo Mujeres Creando, è di certo tra le donne che hanno ricevuto più insulti nel mondo. La sua lunga e coraggiosa attività creativa, in un paese tutt’altro che facile come la Bolivia, è sempre stata segnata da azioni dirompenti e provocatorie nei confronti del dominio maschile e dell’ipocrisia dello Stato e della Chiesa cattolica. È dunque in primo luogo l’esperienza che la spinge a riflettere sulle possibilità concrete di neutralizzare la portata e la valenza politica di comportamenti – quasi sempre ispirati dalla debolezza, dall’incapacità di confronto e dalla frustrazione – che però acquisiscono efficacia solo nel momento in cui fanno male. Quando l’insulto incontra indifferenza o ironia, perde invece ogni possibilità di umiliare o di screditare la persona che lo subisce. Per questo ridere di un insulto che ci viene diretto non è solo un segno di forza ma un atto politico che afferma una grande e bella libertà [Read more…]