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Cyberbullismo contro chi supporta la SeaWatch: “I vostri insulti sono medaglie”

Lei scrive:

Mi chiamo Claudia. Sono di sinistra. Ieri mattina bevendo un caffè ho risposto a un post, lo faccio spesso. Sono sotto shitstorm da 36 ore. Cosa avrò mai scritto di così impopolare? Graziano Delrio ha pubblicato il resoconto di quello che hanno fatto i parlamentari sulla Sea Watch. Come avevo fatto il giorno precedente con Nicola Fratoianni, come faccio spesso, ho ringraziato. Educatamente. Semplicemente.

Grazie a tutti voi per il lavoro che avete fatto, mi sono finalmente sentita rappresentata.

Tutto qui. Inaccettabile, vero, ringraziare qualcuno?
Mi sono volate addosso circa 150 persone.
Stupida, cogliona, idiota, ipocrita, radical chic, prenditeli a casa tua, vattene, ignorante, fiancheggiatrice degli abusatori di bambini in Emilia, mafiosa… potrei continuare.
Ma è tutto pubblico, basta andare a vedere.

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Volevo suicidarmi, a causa delle bulle…

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Mi hanno accerchiata, una cominciò a spintonarmi, l’altra le disse “lasciala perdere”, e si allontanarono accompagnando un fastidioso chiacchiericcio con risatine ed espressioni dispettose. Avevano più o meno dieci anni e frequentavamo la quinta elementare. Non fosse per il fatto che non avevo modo di trasferirmi avrei smesso di frequentare quella scuola e ne avrei scelta un’altra. Mia madre disse “prova a pazientare” e ogni volta che mi vedeva tornare a casa in lacrime il giorno dopo veniva ad accompagnarmi a scuola, parlava con la maestra, e quella rivolgeva un rimprovero superficiale e quando mia madre andava via tutto ricominciava come prima. Anzi peggio. Il fatto di rivolgermi a mia madre mi faceva sembrare ai loro occhi ancora più meritevole di disprezzo, perfidia, sarcasmo. Quanto male può fare una bambina di dieci anni? Moltissimo, credetemi, perché io ne sono uscita molto male, con mille insicurezze e con la convinzione di non poterci fare proprio niente. Ero senza via d’uscita e non immagino quel che deve essere la vita delle vittime di bullismo oggi, con l’uso di computer e telefonini, che permettono alle bulle di fare ancora più male all’oggetto della loro perfidia.

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