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Sgombero Làbas occupato. I fascisti in festa contro le “zecche rosse”

A Bologna hanno sgomberato il Làbas e il Laboratorio Crash. Tutto in un giorno, in agosto, quando sperano di non trovare nessuna opposizione. Molte persone sono andate in presidio pacifico, disobbedienza civile, sedut* a opporsi alle forze dell’ordine. Alcune persone sono state trascinate via e colpite a suon di manganelli.

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Il Pd, il dipartimento mamme e la difesa della razza

Dunque quando scrivevo che il problema è il timore del superamento della “razza” non avevo torto. Ve lo dice bella bella la Prestipino con un candore che riesce perfino a persuadervi del fatto che il Pd non lo fa per male ad essere un po’ di destra. E dire che nel pezzo sul mio blog ne Il Fatto Quotidiano mi ero tenuta leggera.

D’altronde cosa ci si può aspettare da un partito il cui leader ripete le stesse cose che dicono i destrorsi razzisti? Aiutiamoli in casa loro, facciamo il dipartimento per la famiglia, tuteliamo le madri perché sono continuatrici della razza (voleva dire specie?). Razza come razza italiana.

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#SessismoNelMovimento: Confessioni di un’antifascista poco convinta

Lei scrive:

Cara Eretica,

ti scrivo in forma Anonima e così vorrei restare, non sono neanche sicura di voler vedere questa lettera pubblicata, ma sono giorni che non riesco a smettere di pensare a Claudia e al documento delle quattro crepe.

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#Parma #ClaudiaNonSeiSola: condannati in primo grado per stupro di gruppo

Update: questo il racconto di Claudia il giorno dopo la sentenza.

Ieri ultima udienza presso il tribunale di Parma dove le compagne presenti hanno assistito ai comportamenti insultanti di chi ha dato loro delle “indecorose” (tutta colpa delle femministe!). Una delle compagne racconta su Radio Onda Rossa che sebbene fuori dall’aula, ad occupare il corridoio, hanno comunque sentito le arringhe degli avvocati difensori degli stupratori i quali hanno sostenuto una strategia difensiva tutta volta a screditare Claudia. Già i sedicenti “compagni” le avevano  dato dell’infame, prima di arrivare in tribunale, perché si è costituita parte civile in un processo che non ci sarebbe stato, immagino, se gli stupratori non avessero conservato e fatto circolare un video in cui lo stupro è visibile. Si vede lei, incosciente, non in grado di dare consenso, e questi giovani che ridono, trovano divertente quello che hanno fatto e molti “compagni” e “compagne” del circuito di Parma lo hanno trovato divertente a loro volta senza che qualcun@ si accorgesse di quella violenza, si rendesse conto, si arrabbiasse per poi dire basta.

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Le conseguenze del fascismo, sulla nostra pelle

Sono anarchica. Non mi importa difendere ideologie totalitarie, ovunque esse si realizzino. Perciò riconosco autoritarismi ove altri vedono principi di “democrazia”. Perciò posso dire che un “né destra né sinistra” in Italia non ha senso perché qui abbiamo avuto il fascismo al potere che ha realizzato leggi razziali, con gente che ha continuato, lo ammetto, solide tradizioni che un tempo erano cristiane, quando la religione cattolica e l’inquisizione di cui era titolare compirono la loro caccia alle streghe, agli eretici e ancor prima agli ebrei che evidentemente, pur avendo adottato l’ebreo Gesù come icona della propria religione, gli stavano sul culo fin da allora.

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Almeno fatemi ridere

Lei scrive:

Cara Eretica, si può scherzare sullo stupro? Le battute sullo stupro possono essere divertenti? Te lo scrivo perché mi pare che la reazione normale sulla pagina quando viene pubblicato qualcosa al riguardo (penso al post sulla occupazione italiana in Etiopia) sia troppe volte quella di “eh, ma si tratta di black humor!” (che – come ha giustamente commentato qualcuno – sembrerebbe essere il nuovo “e fatevela una risata”).

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The handmaid’s tale: la serie tv che racconta l’oppressione delle donne

The handmaid’s tale, in italiano Il Racconto dell’Ancella, romanzo ambientato in futuro distopico scritto da Margaret Atwood, è una nuova serie televisiva voluta, prodotta e promossa, dal canale Hulu attraverso il quale potete fruirne la visione pagando un abbonamento simile a quello che si paga per Netflix. Attesissimo negli Stati Uniti e in tutte le nazioni anglofone in cui il pubblico con una minima coscienza critica sulle questioni di genere è realmente interessato alla trama, non è invece richiesto e neppure pubblicizzato a partire dai canali italici. Siamo l’Italia in cui la ministra alla sanità promuove, attraverso campagne alquanto discutibili, il Fertility Day e non mi aspetto che la serie tv qui abbia un grande seguito. Tuttavia sono convinta che la crudezza delle immagini e l’incisività della storia interesseranno moltissimo tante persone che hanno la vista un po’ più lunga del proprio naso.

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La R-Esistenza delle vittime di violenza di genere

lei scrive:

cara eretica,

sono una delle tante ragazze che ha subito uno stupro. ho detto no ma lui ha insistito, parecchio, e mi ha presa per stanchezza. alla fine stavo all’angolo, non ce la facevo più. non sapevo come uscirne se non dandogli quello che voleva per poi tornare libera. dicono che la costrizione psicologica, il ricatto, non siano fondamenti di uno stupro, ma per me lo sono stati. mi sono sentita senza via d’uscita, ho anche temuto per la mia vita, ho pensato che mi avrebbero dato la colpa se ne avessi parlato e infatti non l’ho fatto. lui continua a frequentare i posti in cui vado e gli amici che vedo.

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