Culture, Vedere, Violenza

Donna transgender: per il Texas la sua sparizione conta meno

Kimberly Avila, che i media americani si ostinano a chiamare Ramiro, è una donna transgender ed è una delle centinaia di migliaia di missing person che nel Texas diventano meno importanti se nativi americani, afroamericani, latini e transgender. Nel suo caso le è stata imputata la “colpa” di essere una sex worker e dunque di essersela andata a cercare, in più ne è derivato un caso di criminalizzazione della sua famiglia, delle persone transgender e sex worker che secondo la polizia non sarebbero stati disponibili a “collaborare” sebbene poche settimane prima della sparizione della donna il quartiere in cui lei lavorava fosse stato oggetto di un raid punitivo con arresti mirati proprio contro le sex worker e le transgender. La cultura punitiva e stereotipata, piena di pregiudizi e sessista e transfobica è talmente alta che la famiglia di Kimberly si è vista strappare perfino i volantini di ricerca affissi per le strade per chiedere informazioni circa la sua sparizione. Se sei donna transgender e sex worker dunque non meriti nulla.

Niente taglie da sceriffi sulle teste di chi compie crimini, nessuna ricerca allargata, salvo veder spuntare dopo trent’anni scheletri nel vicino deserto divenuto la pattumiera degli umani per molti assassini di donne. Oltretutto la legislazione statunitense è morbida con le sparizioni, se adulta non ti cercano, se non passano 48 ore non puoi fare denuncia di sparizione – perché avere casi aperti non conviene agli sceriffi che per essere rieletti devono portare a casa un bilancio in positivo, in attivo – e se non c’è un corpo non c’è un crimine. Se dunque il corpo non glielo depositano davanti la porta della centrale di polizia non spiccano mandati di perquisizione per racimolare elementi di prova contro probabili sospettati che se beccati nel fatto poi chiameranno serial killer (giammai femminicidi) per mettersi a posto con la coscienza. In realtà quella legislazione sembra un po’ istigare allo smembramento e abbandono di cadaveri donne in ogni dove. Se il corpo non c’è non c’è reato. Ed ecco ancora Kimberly alla quale si imputava il mestiere che faceva, i pericoli in cui si sarebbe messa, senza contare i raid punitivi della polizia, l’impossibilità di trovare altro lavoro in cui ti accettano come donna transgender. E’ solo una tra le tante sparizioni di cui non saprete mai molto. In Texas se ne contano seicento mila solo quest’anno. Per il prossimo vedremo.

Hola Kimberly, my sister. Spero ti troveranno prima o poi o che il riposo ti sia lieto.

La ricerca continua.

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