La posta di Eretica, MalaRazza, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

MalaRazza e la cena con gli amici precari

Cena, siamo in cinque. Tutti precari, pressappoco della stessa età dai 37 ai 40 e rotti. Noi abbiamo solo un ripiano con due sedie e quindi si finisce per sedere per terra ma va bene lo stesso. Siamo ecologici e usiamo i piatti in ceramica che poi laveremo. Dopo i convenevoli si salta subito alla situazione di ciascuno di noi. Io guadagno quasi niente, come ho già raccontato, il mio compagno ha un piccolo stipendio da operaio che dovrebbe coprire quasi tutte le necessità. Chiediamo per curiosità se qualcuno di loro ha preso il reddito di cittadinanza, la famosa spinta all’economia che ogni tanto i politici pubblicizzano quando sulle prime pagine dei giornali si parla di poveri discriminati e ricacciati indietro o che non trovano neppure un posto per dormire, senzatetto. La nostra amica è stata fortunata: è riuscita a superare un concorso per entrare in un ente locale ma il patto era che non avrebbe guadagnato mai un soldo di straordinario. Non ha la qualifica adatta, dicono. Prende 1300 euro lorde, e al netto, dato che paga le tasse, fate un po’ voi.

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La posta di Eretica, MalaRazza, Precarietà, R-Esistenze

MalaRazza e le anime nere

Oggi alla gelateria dove lavoro tre volte a settimana, per 20 euro al giorno, in nero, ho litigato con una cliente che voleva cacciare il ragazzo che cercava di vendergli delle rose. Non so di che nazionalità fosse ma il colore della sua pelle era nero. Come il mio contratto. Mi sono chiesta se la cliente avrebbe strepitato tanto contro il mio datore di lavoro sapendo quanto non-guadagno. Ho chiesto alla signora di evitare scenate e poi ho preparato un gelato per il ragazzo. Glielo offro io, ho detto. E la tizia se ne andata con un’espressione di disappunto.

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Antiautoritarismo, Precarietà, R-Esistenze

Ordinanze contro gli “accattoni” e dissuasori per i senzatetto

dog-patrolProvate a cercare su google le parole “ordinanza & accattoni”. Troverete una marea di norme che ancora interpretano il quadro securitario voluto a suo tempo da Maroni. Fu lui che diede poteri ai sindaci, simpaticamente ribattezzati come “sceriffi”.

Con quel decreto i sindaci, per motivi di “sicurezza”, ebbero il potere di decidere a proposito di poveri (gli accattoni), migranti, prostitute e tutto quel che nella concezione leghista costituiva motivo di degrado. Ma questa cosa non piace solo alla destra, anzi. Scorrendo le ordinanze, le decisioni, i muri cittadini, le regole anti/degrado, quelle per il decoro, a marginalizzare accattoni, migranti e prostitute sono anche fior di sindaci di centro sinistra, del Pd.

Ad avercela con “gli accattoni” sono gli assessori preoccupati, di volta in volta, della salute fisica di anziani e bambini, a seconda dei casi, e ne abbiamo lette di cose in questi anni, tipo l’ordinanza fiorentina di un paio di sindaci fa dove l’assessore diceva che sugli accattoni, quelli che chiedono la questua, si può inciampare e questo avrebbe messo a repentaglio la salute fisica dei cittadini e dei turisti.

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Precarietà, R-Esistenze, Storie, Violenza

Case pericolanti a Palermo? Sono utili anche a prevenire la violenza!

Piedi per terra. Perché avere una casa nel centro storico di Palermo non è soltanto ottimo per una sensuale e silenziosa sessualità anticrollo. E’ utilissimo anche per altre evenienze che mi appresto a narrarvi. Sarina abita in un edificio che appartiene a una famiglia tal dei tali. Loro hanno l’attico. In basso sta la plebe. L’attico è ben rifinito, perfetto, ristrutturato. I piani bassi invece hanno le crepe al muro. Bisognerebbe dirlo ai pidocchi arrinisciuti che per una mera questione di gravità i danni strutturali partono dal basso. A meno che i ricconi, o sedicenti tali, che speculano sulla pelle della povera gente lucrando con affitti mediamente indecenti, per case fragili, spesso destinatarie di visite di topi di fogna, con l’idraulica che s’intoppa e con il rischio di crolli ai piani inferiori, a meno che costoro non abbiano fissato il proprio appartamento su lacci d’acciaio a tenerlo lì sospeso, non potranno certo evitare di cadere giù all’inferno assieme a tutti gli altri.

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Pensieri Liberi, Precarietà, R-Esistenze, Welfare

In Italia precarietà e debiti ti uccidono: grazie governo, grazie Bce!

violenzaè88999rosalbaIo non ho parole. Davvero. Tre persone si suicidano per debiti e povertà e la ministra Fornero che dice? Secondo Repubblica dice questa roba qui:

Sono profondamente addolorata per questo fatto tremendo. E per la solitudine che devono aver vissuto queste tre persone. Evidentemente hanno sentito troppo forte il peso della crisi che stiamo vivendo. Adesso, dobbiamo onorare la loro memoria lavorando in modo costruttivo, tanto più che ci sono piccoli segnali di ripresa“, ha detto. “Oggi – ha aggiunto Fornero – chi punta il dito contro di me e il governo che rappresento, accusandomi di eccessiva rigidità, se non avessi fatto quello che ho fatto, per esempio l’innalzamento dell’età per la pensione, mi avrebbe attaccato per inefficienza“.

Sai cosa ce ne facciamo del dolore dei membri del governo che se ne fregano della povera gente. Poi mi si spiegherà cosa significa “devono aver sentito troppo forte il peso della crisi” perché la “crisi” non è una roba astratta che c’è chi la sente di più e chi meno. C’è tanta gente che è nei guai e annaspa o sopravvive, rischia lo sfratto, è già fuori casa, non è in grado di vivere e progettare, e questa cosa non arriva, così, per un “sentire” individuale, come se fosse responsabilità dei singoli che non la pigliano troppo bene mentre dovrebbero sorridere anche se hanno voglia di impiccarsi. Questa cosa ha responsabilità precise, nomi e cognomi, leggi che hanno massacrato lo stato sociale, diritti sacrosanti, ammortizzatori sociali, pensioni, e la Fornero può consolarsi quanto le pare con il fatto che sennò l’avrebbero attaccata per inefficienza ma se un ministro, come fosse una burocrate qualunque, antepone il timore di un attacco per inefficienza alla responsabilità che ha nei confronti delle persone che rappresenta, anche se non l’hanno mai eletta, mostra perfettamente quali sono le sue priorità.

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Affido condiviso, Antiautoritarismo, Critica femminista, Genitori separati, Precarietà

Come risolvere la povertà delle madri?

La povertà delle madri. La povertà dei padri. La povertà delle persone. Quando smette la solidarietà reciproca si fa a gara a chi è più povero di chi. Ho sempre odiato questa cosa e non capivo perché fosse necessario rilevare la povertà dei padri, per esempio, fintanto che non ho inserito quel ragionamento nell’analisi di una economia in cui a lui, padre, marito, ex marito, viene assegnato il compito di sopperire alla spesa laddove un datore di lavoro o lo Stato non ci sono.

Non si tratta più di responsabilità reciproche, che è chiaro che devono esserci. Non c’entra neppure il fatto di cavarsela con poco dopo che per anni hai vissuto una vita con una partner che con te condivide compiti di genitorialità. Si tratta solo di prendere atto del fatto che per quante madri povere esistano la mia stessa lotta sociale è ridimensionata, è tremendamente addomesticata e orientata a legittimare quello stesso Stato che si serve di me per reggere in piedi il suo modello di Welfare in cui io, donna, madre, altro non sono che un ammortizzatore e uno psicofarmaco sociale.

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