Antisessismo, Attivismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Due ragazze rumene assassinate: ecco le lotte delle donne in Romania

In Romania l’omicidio di due ragazze ha sconvolto la popolazione. Questo articolo parla della condizione femminile in Romania e del movimento femminista rumeno e internazionale.
Se cade una cadiamo tutte! Qual é il prezzo della (in)sicurezza?

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Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

No, non ci “diamo una calmata” – Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Marta del gruppo di lavoro Abbatto i Muri

(Content warning: nell’articolo si accenna a transmisoginia e violenza)

«Calmati, così possiamo parlarne da persone adulte»

Vi è mai capitato di fare un appunto sul tono di voce di una persona con la quale stavate discutendo di oppressione? La pratica del tone policing – ossia la stretta sorveglianza esercitata sul tono di voce dell’interlocutore – è quel dispositivo per cui si tende a concentrarsi più sull’emozione che sta dietro ad un messaggio che sul messaggio stesso, ed è sostenuta dalla convinzione che serva a rendere la conversazione più ‘pacata’.

In questo fumetto, però, Robot Hugs spiega in maniera puntuale come in realtà il tone policing serva piuttosto a salvaguardare il privilegio e a silenziare chi sta soffrendo. Non si tratta di un modo per ottenere giustizia, e questa analisi vi aiuterà a capire il perché.

Con amore, gli editori di Everyday Feminism.

No, non ci ‘diamo una calmata’. Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio

(di Robot Hugs) Continua a leggere “No, non ci “diamo una calmata” – Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio”

Antisessismo, Critica femminista, R-Esistenze

Non essere quel collega: consigli utili per il lavoro

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Leda del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

L’articolo è dedicato al mondo accademico, ma i consigli dell’autrice sono facilmente adattabili a qualsiasi ambiente di lavoro.

“Esiste molta ricerca su quali siano le cause di un ambiente di lavoro ostile per le donne in accademia, e perché ci sia così poca rappresentanza femminile in molti campi di ricerca. Ci sono gruppi di supporto, ci sono società intere dedicate alle donne in accademia (in generale e per campi specifici), workshops, e molti articoli e blog sull’argomento.

Queste iniziative sono importanti, ma c’è un problema: la parità di genere deve essere uno sforzo collaborativo. Se gli uomini costituiscono la maggior parte dell’organico in dipartimenti, gruppi editoriali, commissioni per l’assunzione, laboratori e conferenze, gli uomini devono essere alleati per la causa dell’equità, per il semplice fatto che hanno più peso. Sebbene vorrei fosse diverso, gli uomini tendono ad ascoltare con più attenzione quando sono altri uomini che parlano di questioni come il sessismo. Trovo inoltre che ci siano molti uomini là fuori che vogliono essere di supporto e appoggio, ma non capiscono che le loro azioni di ogni giorno rafforzano stereotipi e mancanza di parità. Quindi, ragazzi, questo post è per voi. Continua a leggere “Non essere quel collega: consigli utili per il lavoro”

Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Ricerche&Analisi

Declinazioni dei nomi professionali

di SAMANTHA MUSOLINO

Il sessismo nella lingua italiana uscì nel 1987” (di Alma Sabatini, n.d.a) mise “in luce, tra l’altro, il legame tra discriminazioni culturali e discriminazioni semantiche.” (Tina Anselmi, “Il sessismo nella lingua italiana”)

Nella prefazione di Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo, Nicoletta Maraschio (il documento è di Cecilia Robustelli) è dell’avviso che “la pubblicazione di regole e di guide non è assolutamente sufficiente a eliminare le molte ombre di un quadro eccessivamente complesso e stratificato. Innanzi tutto quelle regole e quelle guide dovrebbero nascere dalla confluenza di esperienze e competenze diverse. Inoltre è necessario trasformare singole occasioni di confronto e di formazione in un lavoro approfondito e continuo, capace di modificare atteggiamenti culturali radicati.”

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Antisessismo, Attivismo, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Compagni. Antisessisti. Talvolta un po’ machisti

Lui scrive:

Ciao. Volevo condividere con voi questa riflessione, pregandovi di restare anonimo. Un po’ perché non voglio catalizzare l’attenzione su di me, non voglio essere riconosciuto da chi mi conosce e spero che non accada in caso di pubblicazione, perché non lo reputo importante e perché mi vergogno parecchio, un po’ perché vorrei sapere se altri compagni si sono mai trovati in situazioni simili, e cosa ne pensano. Vorrei che un fatto personale venisse collettivizzato.

Cerco di farla breve, perché il contorno, lo scenario, non è così importante. Soprattutto, non è così extra ordinario. Basti sapere a chi legge che nella mia città da diverso tempo un gruppetto di resident* ha preso di mira diverse famiglie rom che avevano parcheggiato i loro camper in un parco pubblico. Nei mesi passati le azioni contro le famiglie rom hanno assunto tratti al limite del terrorismo politico, nel senso letterale della parola: blocchi stradali conditi da insulti e minacce, intimidazioni, aggressioni verbali e fisiche. La destra più becera ha cavalcato, e continua a cavalcare più o meno nell’ombra, questa situazione. Tra solidal* si è deciso di indire un presidio a sostegno di queste famiglie. Tutto bene fino a qui: il classico “presidio antifa”. Noi da una parte, loro dall’altra, le guardie in mezzo. Una situazione, questa sì, ordinaria: qualche intervento al microfono, un po’ di musica, sberleffi da una parte e dall’altra. In generale, un presidio che mi lascia con l’amaro in bocca, con un prurito di sconfitta, una sensazione di non aver saputo ribaltare i rapporti di forza, fatto indispensabile a impedire nuove iniziative razziste.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

La vittima di omicidio a San Pietroburgo era una nota attivista per i diritti LGBT

Yelena Grigoryeva mentre protestava per i diritti LGBT. Fotografia: Dinar Idrisov/ Facebook

 

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Naomi del gruppo di lavoro Abbatto i muri.

Yelena Grigoryeva ricevette minacce prima di essere pugnalata a morte, raccontano gli attivisti

Scritto da Shaun Walker and agencies

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, R-Esistenze

La rabbia degli incels: Gli incels non cercano il sesso. Essi puntano alla supremazia assoluta del maschio.

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Francesca del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Salvini, l’estrema destra e l’idea di usare i nostri uteri per ripopolare l’Europa di figli bianchi

Ciao, sono la zecca anarchica, sono anche un po’ put.tana. Lo sono e con gusto. Tolte le premesse per evitare di far sprecare bit ai commentatori fascisti che si sentiranno infastiditi da questo post ora posso andare avanti.

Più volte ho tentato di spiegare che la storia dell’attacco ai migranti, l’attacco all’aborto e l’emergenzialità sollevata sulla questione della natalità sono legati da un nesso preciso. Avete idea di cosa sia il piano Kalergi? Abbiamo un negazionista un po’ nazista – tale Gerd Honsik  – che credeva ci fosse un piano per realizzare una “sostituzione etnica” sporcando la razza ariana europea. Tutto, secondo lui, per meglio ottenere il controllo degli europei che se mischiati ad altre razze si sarebbero instupiditi. Non solo: da lì viene la teoria dello stupratore nero inteso come colonizzatore che vuole fare pulizia etnica. Honsik, nel suo teorizzare, ha evidentemente pensato di proiettare le malefatte dei bianchi europei sulle vittime della tratta degli schiavi. Da ciò derivano alcune considerazioni: chi migra da altre nazioni per arrivare da noi deve essere indubbiamente di capacità intellettive inferiori e, soprattutto, quelli che rivendicano la purezza della razza sono tra gli esseri più intelligenti della terra. Cazzate orbe. Ma la questione non finisce qui. Brenton Tarrant, stragista in Nuova Zelanda, parlò con insistenza di sostituzione etnica, di antiabortismo e di natalità. Non è il solo. Molti non commettono stragi ma la teoria è diffusa ed è parte del gergo dell’orgoglio bianco.

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