
Verso il 25 aprile. La mia liberazione.
Sapete che l’occupazione fascista inizia sui corpi delle donne. Colonizzate dalla nascita, destinate ad adempiere al ruolo di cura, a fare figli per la patria e per la prosecuzione della stirpe maschile, le donne sono da lungo tempo trincerate sulle montagne. Eravamo partigiane prima e dopo ogni secolo di presunto progresso culturale. Siamo assediate perché spinte a rivestire un ruolo di genere preciso.
I nostri colonizzatori, pregni di maschilismo, misoginia, volontà di possesso, continuano a picchiarci, molestarci, stuprarci, ucciderci. Il revisionismo fascista compiuto da chi vive di privilegio maschile viene realizzato da lungo tempo. Negano sempre ogni responsabilità. Negano di aver abusato dei nostri corpi, di aver esercitato potere sulle nostre vite, di averci impedito di raggiungere indipendenza economica con stipendi equi e non diversi in rapporto al genere di appartenenza. Negano di avere l’assillo ad occupare posizioni di comando e a destinarci a meri compiti di vassallaggio, a funzioni decorative e di sollazzo, alla schiavitù riproduttiva.
Ci puniscono se disobbedienti, ribelli, indipendenti, libere, con volontà di gestire i nostri corpi. Ci ricattano o ci manipolano affinché restiamo mansuete. Ci massacrano con sensi di colpa se non siamo donne secondo i loro criteri, madri secondo la loro spinta culturale, mogli secondo il loro punto di vista.
Ho disertato il ruolo di cura. Sconto ancora adesso l’oppressione di genere e il senso di colpa indotto.
Ho espresso desiderio di controllo della mia vita. Così mi hanno detto che sono inutile, fallita. Ne consegue la mia lotta interna tra quel che vuole emergere e il maschilismo introiettato. Sicurezza contro autosabotaggio.
Non sono particolarmente ordinata, fare pulizie in casa non è il mio scopo ultimo e per togliere di torno le mutande non sento il bisogno di piegarle. Ho accanto chi, per sua scelta, dopo aver fatto la spesa, lucida i pomodori, uno per uno, li sistema in fila dentro il frigo, in posa militaresca e sull’attenti, poi contesta il fatto che io li sistemo ammucchiati, in un contenitore, per fare più spazio.
Ho subito i dolori del parto. Sono quasi morta per mano di un uomo violento. Sono stata stuprata da chi pensava che mi piacesse anche se avevo detto no. Se avessi ferito uno degli uomini violenti che mi hanno massacrata mi avrebbero arrestata per disobbedienza, mi avrebbero additata in quanto strega, mi avrebbero condannata al rogo.
Quando mi sono rivolta all’autorità maschile, creata perché le donne rispettino le regole patriarcali, mi hanno detto che lo stupro era stato colpa mia, il tentato femminicidio me l’ero voluto perché pensavo e parlavo troppo, le botte paterne erano elargite per il mio bene, affinché fossi educata degnamente a soddisfare la cultura maschile.
Volevo realizzare me stessa senza annullarmi nei ruoli imposti. Mi hanno chiamata egoista, irresponsabile, stronza, “femminista” nell’accezione negativa che i patriarchi assegnano al termine. Mi hanno stigmatizzata, definita puttana, donna degenere, pazza. Infine è arrivata la depressione. E anche quello è un atto di disobbedienza. Se dentro di me non stessi combattendo una guerra tra corpo libero e corpo colonizzato non esporrei alcun conflitto.
Miro a potermi definire donna liberata, da ogni oppressione, ogni impedimento, ogni occupazione. Così ricordo il mio antifascismo.
Donazione una tantum
Donazione mensile
Donazione annuale
Scegli un importo
O inserisci un importo personalizzato
Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*
‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!
Apprezziamo il tuo contributo.
Apprezziamo il tuo contributo.
Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente