Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico

#TuttaColpaMia #TW: concedersi il permesso di essere “indecente”

La testimonianza che segue viene pubblicata sul blog non perché sia più importante di tutte le altre pubblicate sulla pagina fb di Abbatto I Muri ma solo perché la lunghezza e la terminologia (#triggerwarning) usata non è adeguata alla divulgazione su fb che, come minimo, la censurerebbe subito. E dato che a me non piace censurare nulla e a parte edulcorare qualche parola tendo a lasciare il testo così come l’avete inviato, mi pare più opportuno che il testo resti in questa cornice, aperta ai vostri commenti e ovviamente alla vostra lettura e partecipazione. Come sempre vi invito a prendere parte alla campagna #tuttacolpamia scrivendo a abbattoimuri@gmail.com.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze

Risposta a Concita de Gregorio

In quanto donna e trans sento il bisogno di scrivere questa risposta.

Egregia Professoressa De Gregorio

ho letto con crescente costernazione il suo articolo intitolato “L’identità di genere è contro le donne”. Non pretendo di farle cambiare idea, vorrei tuttavia portare la sua attenzione su alcuni fatti incontrovertibili:

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La posta di Eretica, Personale/Politico, Violenza

Il mio ragazzo mi picchiava. Io costretta con lui per il Corona Virus

Lei scrive:

Cara Eretica, credo di non dire niente di nuovo quando descrivo la trappola in cui mi sono trovata per mesi per via del Corona Virus. Il mio (ora ex) ragazzo è venuto a trovarmi dalla città in cui vive (abitiamo a chilometri di distanza) e poi tutto è stato bloccato e io mi sono trovata a vivere in un incubo. Capisco che la situazione creata poteva essere claustrofobica ma lo era per entrambi, eppure ad essere violento era solo lui. Lo conoscevo ma non avevamo mai passato insieme più di due giorni.  Ci vedevamo nei week end, io andavo da lui o viceversa, e tutto sembrava magnifico. Così mi sono ritrovata assieme ad un uomo geloso, insicuro, narcisista e violento.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Io non sono un oggetto sessuale, ma a volte vorrei esserlo.

Lei scrive:

Io non sono un oggetto sessuale,

ma a volte vorrei esserlo.
Vorrei sapere com’è avere addosso uno sguardo di desiderio. Sentirmi radiogafare il corpo da qualcuno che mi immagina nuda mentre faccio sesso con l*i. Vorrei andare ad una serata e trovarmi un* sconosciut*, anche un* soltanto, che mi guarda, si avvicina e vuole parlare con me perché spera di portarmi a letto.
Vorrei avere il privilegio di lamentarmi perché ho ricevuto troppe attenzioni sessuali. Non voglio sminuire l’esperienza di chi ne è infastidit* o se ne sente addirittura violat*, voglio solo raccontare che, dal mio punto di vista, perfino quello è un privilegio.
Sono una donna, lesbica, disabile e il mio corpo non è desiderabile. Non conto più le volte in cui sono stata friendzonata. Uso la app di incontri perché mi consentono di mostrare per prima cosa un’altra parte di me, farmi notare per come mi esprimo. Ormai ho una tale esperienza nelle dinamiche delle app di incontro che potrei pubblicare uno studio. Ho provato tutte le strategie possibili e portato avanti centinaia, forse migliaia di conversazioni. Alcune di queste sono durate giorni o settimane, sono state profonde, brillanti, divertenti. Ho studiato come scrivermi un profilo accattivante e ironico, ho inventato battute d’attacco originali, ascoltato pazientemente i resoconti di non so più quanti lesbodrammi e condotto conversazioni senz’altro migliori del 90% di quelle che possono capitarti su Tinder. Alla fine, la maggior parte delle ragazze non le incontro mai; alcune si fanno di nebbia con scuse improbabili, altre dicono apertamente che si scusano tanto ma non se la sentono di fare sesso con me. Alcune le incontro e ci dimentichiamo in fretta; ogni tanto, infine, mi lascio scegliere da qualcuna, che in genere è più in difficoltà di me col suo corpo o con la sua vita, e ci vado a letto o avvio qualche forma di pseudorelazione insoddisfacente.

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Il luminare che mi ha molestata durante una visita medica

Lei scrive:

Ciao Eretica, ti seguo da anni ma non avevo mai sentito la necessità di scriverti in prima persona. Oggi invece voglio contattarti per rispondere alla ragazza che hai pubblicato poco fa, che si è sentita a disagio per i commenti fatti dai chirurghi durante la sua operazione. Ti chiedo cortesemente di poter rimanere anonima.

Anche a me è successo un fatto gravissimo, legato alla sanità, di cui vi (ma soprattutto le) vorrei parlare.

Quando ero alle medie -l’età precisa ora non la ricordo, ma comunque se ero alle medie ero una ragazzina e per certo ero minorenne- andai accompagnata da mia madre all’ospedale per alcuni accertamenti.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Un violento, figlio di padre violento

Lei scrive:

Cara Eretica, volevo ringraziarti. E volevo ringraziare tutt* coloro che testimoniano le loro silenti e atroci sofferenze causate dalle ingiustizie subite. Mi hanno dato coraggio, ed eccomi qua a scriverti. Sono una ragazza molto introversa e timida e vorrei rimanere anonima. Ho 20 anni, eppure sento di averne molti di più. Purtroppo la mia fase adolescenziale non è stata spensierata come quella dei coetanei che mi circondano. Ho dovuto rinunciare a tanto; ho dovuto rinunciare alla leggerezza. All’età di 14 anni ho conosciuto un ragazzo che di anni ne aveva 25 e ci siamo innamorati. Solo dopo la chiusura della relazione mi son resa conto che quello non era amore. Lui aveva una storia molto macabra alle spalle: il padre era un uomo violento, pedofilo.

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Sessualità

Ecco perché non riesco a fare sesso

Lei scrive:

Ciao Eretica. Ti scrivo perchè le tue storie mi fanno sentire meno sola, e ora che mi sento persa e svuotata, so che potrei essere compresa solo da voi.
Ho 30 anni e ho un problema: non so cosa voglia dire vivere una relazione.

Sono cosciente di aver sempre avuto un rapporto complesso con l’altro sesso: a 16 anni la mia prima volta è stata una ‘violenza velata’ condita da un abuso di alcol, un pavimento freddo e un giovane idiota che ha pensato bene di penetrare un corpo caldo. Le esperienze successive, seppur in maniera inconscia, mi hanno portato a concepire il sesso in questo modo ‘subordinato’, dove l’uomo abusa del mio corpo-oggetto.
Tutto questo, (e molto altro), mi ha portato ad attraversare disturbi alimentari di vario genere da cui sono uscita a testa alta. Ho sconfitto i miei mostri e, nella mia ingenuità, ho sempre creduto che una volta uscita da quel vortice buio, niente mi avrebbe fermato.

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