Lei scrive:
“Cara Eretica, seguo il tuo blog e ho letto gli ultimi post dedicati agli Stati Uniti. Ho pensato tante volte di scriverti ma ora posso farlo per dare un contributo, almeno spero. Vivo negli Stati Uniti, in uno degli Stati più conservatori che hanno subito ribaltato il diritto di famiglia e accolto le richieste dei Father’s right movement. Ho vissuto sulla mia pelle un’esperienza che non pensavo possibile. Sono nata e cresciuta qui, anche se i miei sono italiani e l’Italia per me è una seconda casa. Avevo fatto molti sforzi per crearmi uno spazio indipendente, soprattutto per allontanarmi da mio padre che pensava di essere Dio sceso in terra. Lavoravo, poi ho conosciuto un ragazzo, ci siamo sposati, abbiamo avuto un figlio, abbiamo divorziato. Inutile specificare i dettagli, non servirebbero o forse li immagini.
Eravamo giovani, lui immaturo e aggressivo, io testarda e indipendente. Non potevamo conciliare. Dopo il divorzio abbiamo tentato di far funzionare le cose per nostro figlio, lui però lo lasciava in attesa o non inviava l’assegno di mantenimento. Stringevo la cinghia, ho dovuto chiedere aiuto ai miei per fare la spesa, quindi si sono sentiti coinvolti ed era l’ultima cosa che volevo. Proprio nel momento in cui qui si perdeva il lavoro e tutti dichiaravano crisi per la pandemia ho dovuto traslocare e sono tornata dai miei genitori assieme a mio figlio. Mio padre ha cominciato a pensare di poter essere la figura maschile di riferimento e nel frattempo io combattevo per chiedere gli alimenti al mio ex. Usando il fatto che io non avessi più uno stipendio nè una casa mia il padre di mio figlio ha deciso fosse giunto il momento di chiedere l’affido esclusivo, così avrebbe evitato di darmi il mantenimento e pensava di poter risolvere tutto con facilità. Il fatto è che io non ero né alcolista o tossica, nulla che i servizi sociali potessero segnalare come pericoloso per il bambino. Le perizie mi descrivevano come una buona madre, almeno fino a quando lui non ha assunto un legale che mi ha dato della pazza. Diceva che alienavo il bambino e che gli impedivo di vedere il padre.
Non era vero, era lui che non si presentava a prenderlo. Il mio avvocato consigliò allora di trasferire la custodia del bambino ai miei, almeno fino a quando la faccenda non si sarebbe risolta. Cosa che qui viene fatta spesso. Se di me poteva dire falsamente che ero pazza, lo stesso non poteva dire dei miei. Avevano una situazione economica stabile, una bella casa, contrariamente al mio ex erano più concilianti con le autorità. Questo però mi ha costretta a consegnare la gestione della situazione a mio padre, quel Dio di cui parlavo. Non c’è nulla di peggio che vedere uno sfoggio di testosterone, una gara a chi ce l’ha più grande. Io quasi non esistevo più, c’era mio padre che bestemmiava contro il mio ex e la situazione si è ulteriormente esasperata al punto che una volta si sono presi a botte nel parcheggio di un supermercato.
Se io non avessi chiesto a mio padre di smetterla di fare il violento, non in mio nome, penso sarebbe potuto accadere di tutto. Per fortuna si è calmato e ha capito che se non si fermava sarei stata io stessa a consegnare il bambino al mio ex dichiarando i miei genitori inaffidabili. Questo ha alleggerito l’atmosfera e indotto il mio ex a ritirare richieste esagerate istigate dal suo avvocato. Abbiamo trovato un accordo sensato, almeno così è sembrato. Lui può vedere il bambino, mi manda quel che può per gli alimenti, per il resto la mia considerazione è che se restaurando il ruolo del pater familias ritenevano di poterne trarre vantaggio non avevano tenuto conto dei patriarchi che sono ancora in circolazione e che da queste parti imbracciano il fucile per difendere l’onore delle figlie femmine. Lo so che può sembrare strano ma talvolta penso che l’Italia sia molto più progredita, è solo un punto di vista. Ecco, spero che questa testimonianza possa aiutare a capire che quel contrattacco sta risvegliando mostri e ci sta obbligando a riconsegnarci a padri padroni dai quali vorremmo fuggire. Al solito ci ignorano, ci chiamano pazze e poi si trovano come interlocutore il padre incazzato della figlia che hanno chiamato pazza. Non credo che abbiano tenuto conto del fatto che se rafforzi il patriarcato quello ti sommerge, in tutte le situazioni. Grazie ancora e ti mando un abbraccio. F.
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‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
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