Culture, Ricerche&Analisi, Vedere, Violenza

Contrattacco maschilista: l’ex marito violento e la “nuova” compagna complice

Deborah Smarrella

Fine anni novanta, quando gli antifemministi hanno reso alle donne più difficile divorziare e ottenere la custodia dei figli. Negli Usa ottengono anche che i diritti di custodia siano estesi ai nonni, come vorrebbero fare qui, e i risultati si vedono. Le cronache statunitensi sono strapiene di delitti compiuti dall’ex marito o dal padre della ex moglie.

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Culture, Recensioni, Vedere, Violenza

Aurelia e il femminicida bugiardo

Aurelia Laurenti viene uccisa dal compagno Giuseppe Forciniti il 25 novembre 2020, in provincia di Pordenone. La sua storia è la prima della nuova serie di Amore Criminale e sono lieta di non aver dovuto vedere sfilare i difensori del femminicida tra gli interventi. Coraggiosi e meravigliosi i familiari che hanno donato questa storia che può insegnare ad altre qualcosa che permetta loro di trarsi fuori da relazioni rischiose prima di essere uccise.

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Antisessismo, Culture, La posta di Eretica, R-Esistenze, Violenza

Anatomia di un femminicidio

Il corpo della vittima è più ampio, non comprende solo la donna che risiede poi su un tavolo in obitorio, comprende la sua cerchia ristretta e quella più ampia. La famiglia, i figli, gli amici, le amiche, le colleghe di lavoro o di studio, tutti ne restano coinvolti. Il punto di vista di una figlia di una vittima di femminicidio è importante ed ecco la sua lettera:

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Culture, Ricerche&Analisi, Violenza

Contrattacco maschilista: manipolazioni, controllo e teorici delle “false accuse”

Matthew Leili, nel 2011, in Georgia, uccide la moglie Nique. Prima di farlo attua un piano di controllo sulla donna con registrazioni settate giusto nei momenti in cui lei reagiva, perché lei apparisse isterica diversamente da lui che dimostrava calma.

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Antisessismo, Culture, Violenza

Contrattacco maschilista: il padre rapitore di figli e femminicida

John Patrick Addis era un agente di polizia che grazie alla campagna dei Father’s Right Movement era riuscito ad ottenere di poter vedere i figli avuti con la prima moglie, la quale aveva denunciato di aver subito violenze per tutto il matrimonio. In una delle occasioni in cui lui avrebbe dovuto tenere i bambini li rapì e furono ritrovati solo qualche tempo dopo rinchiusi in uno stanzino mentre lui si spacciava per istruttore di palestra dopo aver assunto un’altra identità.

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Diario di una fuggitiva

Diario di una fuggitiva: le violenze di mio marito

Lei scrive:

Perché sono scappata? Perché mi ha stretto i polsi così forte da averli slogati, ha preso il bambino e quasi lo lanciava dalla finestra. Però ora lo vuole in affido mentre io tento di salvare la vita a entrambi. E lo Stato non mi aiuta. Mi ha sminuita, mi ha urlato contro che ero solo una di quelle, mi ha dato della paz.za, mi ha detto che non avrei vissuto un solo istante di più se me ne fossi andata, mi ha lanciata dalle scale, per poco non ci rimettevo l’osso del collo, mi ha colpita dove nessuno può vedere, mi ha legata e lasciata chiusa in camera da letto “finché non ti calmi”. Mi ha impedito di telefonare ai miei.

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La posta di Eretica, Salute Mentale, Violenza

Ero troppo piccola e non potevo fare niente

Mi ha scritto una ragazza che ha letto il post sulle malattie mentali e sui modi sbagliati in cui alcuni medici le affrontano e mi ha raccontato quello che è successo a lei quando non era ancora maggiorenne. Aveva circa 14 anni un po’ più forse e all’improvviso non riusciva più a fare niente, a parlare, a concentrarsi, a dormire, a studiare. Si trovava in una condizione di immobilità e non riusciva a capirne la ragione e non sapeva spiegarla a chi tentava di capire quello che stava succedendo. I genitori la portarono da uno psichiatra che le prescrisse dei sedativi, banali benzodiazepine, per calmarla e farla dormire meglio. Lei comunque non stava bene e continuava ad avere sensazioni negative e a non riuscire a fare molto per se stessa o per chi le stava intorno.

Continuo’ a studiare con molta difficoltà anche se dovette saltare un anno. Quando ebbe compiuto diciotto anni decise di smettere di prendere quelle medicine e di rivolgersi a un altro medico. Il medico ovviamente dapprincipio le sconsigliò di smettere i farmaci all’improvviso e senza un piano graduale e poi le fece una semplice domanda che sarebbe stato utile le facesse lo psichiatra che l’aveva liquidata con le benzodiazepine. Il nuovo medico le chiese cosa le fosse successo nel periodo in cui comincio’ a star male. Una domanda semplice, per risalire ad una causa era necessario che lei ricordasse qualcosa di quel periodo. Lei ricordò di un brutto litigio tra sua madre e suo padre e del fatto che il padre aveva picchiato la mamma.

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Cresciuta in un contesto abusante e ancora non dimentico

Lei scrive:

Scorrevo nella home e mi è capitato il post “Mio marito mi picchia ma non voglio lasciarlo“.
Leggerlo mi ha fatto stringere lo stomaco.
Sono nata in un contesto abusante, non proprio come quello descritto.
Sono la prima di 3 figli.
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Aver paura di trovare i genitori vittime di omicidio/suicidio

Lei scrive:

Cara Eretica, ho letto il post della donna che subisce violenza e non vuole lasciare il marito e mi sono identificata nella figlia perché mia madre fa le stesse cose. Sono andata via di casa quando mi sono spostata per frequentare l’università, ma ogni settimana, per cinque anni, sono tornata sperando di trovare i miei genitori vivi. Leggevo di uomini che uccidevano le mogli e poi si suicidavano e io pensavo di arrivare, aprire la porta e trovare lei in un lago di sangue e lui impiccato. Ho avuto gli incubi per tanto tempo e poi ho capito che dovevo provare a vincere l’ansia e che non potevo essere io a preoccuparmi per i miei genitori perché erano loro che dovevano preoccuparsi per me. L’ho capito, ma questo non vuol dire che ci sia riuscita.

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Affetti Liberi, La posta di Eretica, Personale/Politico, Storie, Violenza

Mio padre

Lei scrive:

Ciao Eretica, ti scrivo perché sono a casa da sola con mio padre, dato che mia mamma se n’è andata di nuovo. Tornerà stasera sul tardi, credo sia andata a farsi un giro per calmarsi, come fa sempre in questi casi. La storia che voglio raccontare non è su di lei però, è su mio padre. Ho 21 anni, vivo coi miei, mentre mio fratello, che mia madre ha avuto da un matrimonio precedente, vive per conto suo già da molti anni.

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