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Contrattacco maschilista: padre separato femminicida

Dan Roberts è stato condannato a 55 anni di prigione per il femminicidio di Melissa Mendoza. Ha cercato di appellarsi ma non c’è riuscito perché le prove confermano quanto stabilito nella condanna.

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Contrattacco maschilista: scontro tra patriarchi

Lei scrive:

“Cara Eretica, seguo il tuo blog e ho letto gli ultimi post dedicati agli Stati Uniti. Ho pensato tante volte di scriverti ma ora posso farlo per dare un contributo, almeno spero. Vivo negli Stati Uniti, in uno degli Stati più conservatori che hanno subito ribaltato il diritto di famiglia e accolto le richieste dei Father’s right movement. Ho vissuto sulla mia pelle un’esperienza che non pensavo possibile. Sono nata e cresciuta qui, anche se i miei sono italiani e l’Italia per me è una seconda casa. Avevo fatto molti sforzi per crearmi uno spazio indipendente, soprattutto per allontanarmi da mio padre che pensava di essere Dio sceso in terra. Lavoravo, poi ho conosciuto un ragazzo, ci siamo sposati, abbiamo avuto un figlio, abbiamo divorziato. Inutile specificare i dettagli, non servirebbero o forse li immagini.

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Contrattacco maschilista: il primato degli USA per i femminicidi

Dagli anni settanta in poi si è registrato un aumento dei casi di femminicidio dovuti al contrattacco maschilista in opposizione alle leggi su aborto, stupro, violenza domestica, divorzio e affido dei figli. Secondo un’indagine della Thompson Reuters Foundation gli Stati Uniti si piazzano, secondi solo a paesi del Sud Est asiatico, tra i primi dieci paesi al mondo in cui le donne sono in pericolo. La tendenza è stata registrata anche da FBI, OMS e ONU (qui il pdf). Ulteriori dati stabiliscono che in America viene uccisa una donna ogni cinque ore. Molto spesso perisce perché perfino a chi è condannato per stalking viene concesso l’uso di un’arma da fuoco. Il diritto a possedere un’arma, in Usa, è prioritario rispetto al diritto delle donne a non essere uccise. Più di recente i casi di femminicidio vengono messi in relazione al regresso delle leggi sull’aborto in alcuni tra gli Stati confederati. Nell’analisi di alcune organizzazioni contro la violenza di genere i femminicidi vengono contestualizzati nella descrizione di una crescente opposizione del father’s right movement a separazioni, divorzi e affidi pacifici. Si spiega che le donne non vengono credute quando denunciano le violenze di un ex marito e anzi sono costrette a condividere l’affido dei figli, quindi a tenere contatti con l’ex, pur in presenza di abusi.

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Contrattacco maschilista: il padre rapitore di figli e femminicida

John Patrick Addis era un agente di polizia che grazie alla campagna dei Father’s Right Movement era riuscito ad ottenere di poter vedere i figli avuti con la prima moglie, la quale aveva denunciato di aver subito violenze per tutto il matrimonio. In una delle occasioni in cui lui avrebbe dovuto tenere i bambini li rapì e furono ritrovati solo qualche tempo dopo rinchiusi in uno stanzino mentre lui si spacciava per istruttore di palestra dopo aver assunto un’altra identità.

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Contrattacco maschilista e i father’s right movement

Darren Mack, assassino di Charla, ex moglie e attentatore del giudice che aveva rilasciato sentenza sugli alimenti che Mack doveva ai figli

Continuando a ricucire memoria sul contrattacco maschilista in Usa (cosa che accade anche qui) ecco un altro tizio che divenne martire dei Father’s Right Movement (MRA, movimento per i diritti degli uomini e FRA movimento per i diritti dei padri).

Darren Mack è un miliardario che viene lasciato dalla moglie, sempre più preoccupata per la violenza dell’ex marito. Un giudice supporta la richiesta di alimenti per i figli che lui avrebbe dovuto corrispondere a lei. In realtà fa di tutto per non pagare mentre lei e i bambini devono perfino stare in casa senza riscaldamento e luce perché non ha soldi per le bollette.

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