Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Irlanda- La Sex Workers Alliance si è dichiarata “inorridita” in seguito all’incarcerazione di due prostitute, una delle quali incinta.

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Luca del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

di Laura Lynott

La Sex Workers Alliance si è dichiarata “inorridita” in seguito all’incarcerazione di due prostitute – una delle quali incinta.

Adrina Podaru (25) e Ana Tomascu (20) abitavano a Newbridge, Co Kildare, quando, in seguito a lamentele, lo scorso novembre è stata fatta irruzione nella loro proprietà.
Le donne sono state accusate di tenere o dirigere un bordello.
Gli agenti sono entrati nella proprietà servendosi di un mandato di perquisizione, dopo un periodo di sorveglianza.

Le donne hanno ammesso ai Gardaí (membri del corpo di polizia della Repubblica d’Irlanda) di lavorare come prostitute e hanno firmato le deposizioni.
In tribunale, però, è emerso che non c’erano clienti al momento della retata e che non è stata rinvenuta una somma significativa di denaro.
Il giudice Desmond Zaidan ha chiesto: “Gli affari andavano così male?” a cui un Gardaí ha risposto: “La notte era appena iniziata.”

Nell’udienza è emerso che Podaru sta aspettando un bambino dal partner.
L’avvocato delle donne ha detto che le due, provenienti dalla Romania, erano disponibili a pagare una somma a un’ente di beneficienza, ma il giudice avrebbe risposto: “Nessuno le ha costrette a mettersi in questa posizione.”
È riportato che le due siano state condannate a nove mesi. Podaru ha presentato ricorso ed è stata rilasciata su cauzione.

Kate McGrew, direttrice della Sex Workers Alliance Ireland (SWAI), ha detto: “Quando abbiamo combattuto per abrogare l’ottavo emendamento abbiamo parlato di compassione per le persone incinta.”

“Abbiamo un lungo passato di vergognosa istituzionalizzazione di ‘donne perdute’.

“I fatti di questo caso mostrano che la Legge sul Reato a Sfondo Sessuale del 2017 è inadatta agli scopi che si prefigge. Non erano presenti clienti, il denaro era poco e non ci sono prove che le lavoratrici siano state forzate a fare tale lavoro contro la propria volontà.”

McGrew ha detto che la riforma del 2017 è stata “salutata come una legge che avrebbe protetto le sex workers – ma allo SWAI non riusciamo a capire come mettere in carcere due giovani donne migranti possa aiutarle o salvarle.”

 

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