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Lo stigma della puttana: un approccio non proibizionista al lavoro sessuale

 

di Pia Covre (da La Falla)

Parlare di prostituzione o di sex work (lavoro sessuale) oggi, implica avere presente un ampio spettro di fatti, leggi e soggetti, contrariamente alle semplificazioni che vengono attuate dalla maggioranza dei media o nel dibattito generale, che di volta in volta rendono visibili solo porzioni di un mercato che è assai variegato.

Quello che nel mondo viene genericamente definito il “mercato del sesso” va, infatti, dai bordelli alle saune, dagli strip-club agli angoli delle strade, dai set dei video porno agli appartamenti, dalle agenzie di escort alle cam-girl. Ci lavorano donne, uomini, transgender e transessuali. Essi costituiscono una comunità di lavoratori e lavoratrici che, a seconda dei contesti sociali e legali del Paese dove operano, delle condizioni personali e dell’età, possono operare autonomamente oppure in forma dipendente da terzi che gestiscono e organizzano il loro lavoro. Un esempio sono i bordelli in Austria, dove la prostituzione è legale con licenza, o i grandi eros center in Germania e Austria, in cui il/la sex worker affitta i servizi ma decide in maniera autonoma sul proprio lavoro. Quest’ultima è attualmente l’opzione più comune in Europa, nei Paesi dove il lavoro sessuale è regolamentato.

La condizione di autonomia è soggettiva e dipende ovviamente molto dalle opportunità, dalla consapevolezza e dall’autodeterminazione. A volte ci sono circostanze che la limitano pesantemente, ci sono persone che sono obbligate a prostituirsi contro la propria volontà e con forti pressioni e abusi; fra queste, vi sono anche vittime di tratta.   [Read more…]

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Vorrei fare la camgirl ma mi sento insicura

Lei scrive:

Cara Eretica, sono una donna di 40 anni e sono disoccupata da due per motivi prima di famiglia e poi perché reinserirsi nel mercato del lavoro per me è molto difficile. Non ho particolari titoli e specializzazioni e mi sono fermata al diploma che come sapete non serve a molto. Avevo maturato un po’ di esperienza in un settore ma ora non spendibile perché dalle impiegate si aspettano la luna e io non gliela posso dare. Mi sono molto flagellata pensando fosse colpa mia, perché ho lasciato gli studi e perché mi sono dedicata a tante cose che non mi sono utili adesso. Ciascuno crea il proprio destino, mi dicevo. Poi ho cambiato idea. In realtà il destino lo crea chi gestisce l’economia e lascia che i datori di lavoro trattino le persone come oggetti da sfruttare e poi da buttare via.

Un giorno mi sono imbattuta in un tizio su facebook e con lui abbiamo prima stretto un’amicizia e poi abbiamo cominciato a scambiarci video e foto erotiche. Prima di quel momento mi sentivo una chiavica e non pensavo di poter ancora suscitare un certo tipo di emozioni. Mi sono ricordata dei tuoi post sul revenge porn e ho pensato alla soluzione che proponi. Se lui un giorno mi tradirà io pubblicherò le mie foto autonomamente. Non mi interessa e non mi sento in colpa per quello che ho fatto.

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Cosa fai se la persona che ami soffre di disturbi psichiatrici?

Relazioni e malattie psichiatriche. Meglio: avere una relazione con una persona che soffre di una malattia psichiatrica. A parte la definizione che può risultare più o meno controversa o più o meno stigmatizzante quel che vorrei approfondire, con il vostro aiuto, come sempre, con le vostre storie e le vostre esperienze personali, è il fatto che una relazione con una persona affetta da un qualunque tipo di disturbo sia di fatto una scelta consapevole o una scelta in presenza di ricatti emotivi e sensi di colpa.

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La mia storia da webcam girl

Lei scrive:

Ciao Eretica,

Vorrei raccontare la mia storia (anonimamente per favore) della mia esperienza come webcamgirl. L’anno scorso per 2-3 mesi ho fatto la webcamgirl, il motivo non e’ molto chiaro nemmeno a me. Era sopratutto per sentirmi in grado di sedurre dopo alcune brutte esperienze con gli uomini, e imparare ad essere confidente nel mio essere sensuale, capire meglio gli uomini in alcuni sensi, divertirmi (anche se a volte non era affatto divertente…) e provare i miei limiti, capire cosa si prova facendo un lavoro del genere e, essendo una studentessa universitaria anche sentirmi un po’ piu libera con le spese (non sono italiana e il valore dei soldi che ho sono quasi 5 volte meno dell’euro). A quel punto avevo avuto dei rapporti sessuali con delle persone per me poco significative ma mai la penetrazione (per scelta mia). Con questa esperienza ho imparato tantissime cose sia sul mio corpo, sia sugli uomini, sia sul funzionamento del mondo e le mie capacità.

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L’insulto gratuito per chi vuol fare il sex worker

Lui scrive:

Cara Eretica,
non sto a perdermi in 200 righe di ringraziamenti e complimenti, ma ci sono. Andiamo al dunque.
Sono un giovane uomo di 33 anni (ma mi dicono che ne dimostro meno) e ultimamente mi sono capitati fatti interessanti.

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Lo stigma sui disturbi mentali: io sono proprio come voi!

Lei scrive:

Sono una donna di 24 anni, in terapia da quasi 2 e sempre da quasi 2 uso uso psicofarmaci. Soffro di DOCDP, cioè, disturbo ossessivo compulsivo della personalità, fin da quando me lo posso ricordare (prima infanzia) e di depressione da quando avevo 10 anni che, se entro 2 anni non viene curata adeguatamente, si trasforma, come nel mio caso, in depressione cronica. Soffro di ansia sociale e di disturbo da stress post-traumatico. Ho pensato a suicidarmi talmente tante di quelle volte che, se le impilassimo tutte, una sopra l’altra, lo zenit di questa piramide metaforica arriverebbe a toccare l’infinito punto dove due rette parallele, finalmente, si incontrano. Ora sto meglio. A volte ci penso e mi rattristo, perché non mi ricordo com’è successo. Prima ero là, al buio e ora qua e… Ma lasciamo perdere.

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Stigmi e miti sulla verginità

Questo video sfata alcuni miti riguardanti la perdita di sangue dopo la “rottura” dell’imene. È stato realizzato da due ragazze che hanno studiato medicina e che cercano di dare il loro contributo contro tutti i fenomeni di “honour killing” e in generale di shaming delle donne che non sono più vergini. Questo video può essere di grande aiuto per tutte le ragazze, in particolar modo a quelle che si fanno venire dei veri e propri complessi sul dolore dell’atto sessuale e non riescono a continuare quando si trovano in intimità. Chi ci segnala il video conosce una ragazza che ne soffre e, avendo 25 anni, ha dovuto rinunciare a delle relazioni importanti per questo problema.

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