Annunci

Lo stigma sui disturbi mentali: io sono proprio come voi!

Lei scrive:

Sono una donna di 24 anni, in terapia da quasi 2 e sempre da quasi 2 uso uso psicofarmaci. Soffro di DOCDP, cioè, disturbo ossessivo compulsivo della personalità, fin da quando me lo posso ricordare (prima infanzia) e di depressione da quando avevo 10 anni che, se entro 2 anni non viene curata adeguatamente, si trasforma, come nel mio caso, in depressione cronica. Soffro di ansia sociale e di disturbo da stress post-traumatico. Ho pensato a suicidarmi talmente tante di quelle volte che, se le impilassimo tutte, una sopra l’altra, lo zenit di questa piramide metaforica arriverebbe a toccare l’infinito punto dove due rette parallele, finalmente, si incontrano. Ora sto meglio. A volte ci penso e mi rattristo, perché non mi ricordo com’è successo. Prima ero là, al buio e ora qua e… Ma lasciamo perdere.

[Read more…]

Annunci

Stigmi e miti sulla verginità

Questo video sfata alcuni miti riguardanti la perdita di sangue dopo la “rottura” dell’imene. È stato realizzato da due ragazze che hanno studiato medicina e che cercano di dare il loro contributo contro tutti i fenomeni di “honour killing” e in generale di shaming delle donne che non sono più vergini. Questo video può essere di grande aiuto per tutte le ragazze, in particolar modo a quelle che si fanno venire dei veri e propri complessi sul dolore dell’atto sessuale e non riescono a continuare quando si trovano in intimità. Chi ci segnala il video conosce una ragazza che ne soffre e, avendo 25 anni, ha dovuto rinunciare a delle relazioni importanti per questo problema.

[Read more…]

#Mantova: festa benefit per il prete che ha stuprato due sex workers

65247_10151588314483635_1174433428_n

Marghe scrive:

Cara Eretica,

ti scrivo per segnalarti quanto sta succedendo a Mantova, nel cuore della Lombardia, dove un gruppo di parrocchiani ha organizzato una festa benefit (avvenuta con successo) dedicata a don Walter Mariani, un prete condannato in via definitiva a sei anni e due mesi di carcere per violenza sessuale su due donne. Questo personaggio gestiva un centro “di recupero” per sex workers nella provincia di Mantova, e si è macchato di abusi nei confronti di almeno due di loro, che hanno poi deciso di denunciarlo, nonostante le intimidazioni subite, l’aura di santità che avvolgeva questo “salvatore” e ovviamente lo stigma nei loro confronti come soggetti inaffidabili e ingrati che si stavano rivoltando contro il proprio “salvatore”.

[Read more…]

La mia storia di accettazione

Lei scrive:

“Sono una donna di cinquant’anni e seguo abbatto i muri che trovo interessante con grandi spunti di riflessione.

[Read more…]

La realtà, di corpi, vite, generi, che spaventa il mondo

Quel che si sa è che l’imperfezione non può essere tema di rivendicazione. Se vuoi restare in riga devi rivendicare quel che comunque è fedele alle norme sociali. Rivendichi di poter vivere in santità, del tuo corpo rivendichi il riconoscimento della sacralità, della tua vita la maggior parte delle volte vendi menzogne che ti facciano comunque apparire fedele alle convenzioni sociali. Non puoi rivendicare uno spazio per dirti imperfetta e umana. Per descrivere la perdita di verginità di qualunque tuo orifizio. Per raccontare il fatto che il tuo corpo non è affatto sacro e dunque non lo tieni mummificato, perfettamente levigato, come tu fossi una statua di marmo.

[Read more…]

Se sei stata abusata o se abortisci è sempre colpa tua

Lei scrive:

Ciao Eretica, volevo scrivere della mia battaglia ormai quotidiana. Faccio una premessa: quando avevo 3 anni mia madre (single) andava a lavoro e mi lasciava a casa con mio fratello, di 18 anni più grande di me. Non ricordo come cominciò, ma mio fratello ogni volta che si presentava la situazione appena descritta mi obbligava a masturbarlo. Ho pensato che fosse una cosa normale finchè mi è sorto il dubbio a 8 anni (le molestie erano durate un paio d’anni.

[Read more…]

Lo stigma fa più male della follia: la mia storia

Lei scrive:

Cara Eretica,
Ti leggo spesso con piacere e stima per le battaglie che porti avanti.
Ho pensato di scriverti per sfogarmi raccontando un po’ della mia storia, che in questi giorni come non mai mi fa sentire esausta, stanca di stigma e pregiudizi.
Il recente attentato a Nizza, in particolare, è stato motore di alcuni riflessioni che covavo dentro da tempo.

[Read more…]

Sono una sex worker: lui non si sente un eroe per il fatto di amarmi!

A un passo dalla soglia, prima di andare incontro a un altro pezzo di futuro, mi volto indietro per guardarlo e dirgli ancora una volta che lo amo. Per quelle volte in cui mi accarezza sebbene io sia così trascurata. Per le volte in cui mi sveglia, la notte, in un impasto di mani e lingue, e facciamo l’amore, per poi riaddormentarci. Poche ore fa l’abbiamo fatto, e ho ancora il suo odore addosso. Non voglio lavarlo via per portarlo un po’ con me, dopo la sveglia pigra e le mie azioni abitudinarie. Metto sul fuoco un po’ di latte, mangio qualche fetta biscottata con la marmellata di fragole. Cerco di trovare un capo di vestiario che non sia sporco e mi accorgo che ho tardato troppo ed è ora che faccia un doppio bucato. Sistemo i capelli come posso, con i ciuffi che sfuggono, disobbedienti, e un ricciolo plasmato dal guanciale.

[Read more…]

#Stanford – Voce alla vittima di stupro: “Lettera al mio stupratore”

rape_rf_getty

Da Communianet.org (grazie a Saura Effe) a proposito di questa vicenda, riferita ad un ragazzo bianco, di buona famiglia, noto per le qualità sportive e il cui padre ha affermato che la condanna, se pur lieve, sarebbe troppo per una cosa durata “solo” “venti minuti”:

Pubblichiamo la traduzione della lettera scritta da una ragazza stuprata a Stanford, che è stata letta dopo la sentenza che ha visto l’incarcerazione (anche se con una condanna molto lieve) del suo stupratore e che è rimbalzata nelle ultime ore su diverse testate americane e britanniche. A precederla una nota introduttiva della traduttrice*.
_________________________________

Inizio chiedendo scusa. Chiedo scusa perché tradurre questa lettera non è stato facile e perché la traduzione perfetta, purtroppo non esiste. Se qualcuno di voi volesse confrontare questo mio testo con la sua versione originale in inglese, troverà che in alcuni punti, viste le strutture grammaticali inconciliabili tra inglese e italiano, ho dovuto apportare qualche piccola modifica.
Vorrei qui dichiarare che nessuna modifica però è stata effettuata sul corpo semantico del testo, che anzi ho cercato sempre e strenuamente di rendere perfettamente, fino all’ultimo rigo. Il tutto perché volevo concedere a questa donna un altro po’ di giustizia, anche in una lingua diversa dalla sua, e far conoscere la sua storia anche a questo paese, che non è senz’altro estraneo ai casi di stupro.
Chiedo scusa inoltre per le mie imprecisioni, per gli errori che non escludo possano esserci stati. Ma da donna e da femminista mi sono dovuta interrompere più volte, per bere un sorso d’acqua, mettere il caffè sul fornello, per asciugarmi le lacrime. Spero però con tutte le mie forze di aver restituito un testo quanto più simile e vicino all’originale, autentico nel coraggio e nella forza della voce di questa donna.
Ad uso e consumo di tutte le ragazze del mondo.
_________________________________ [Read more…]