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Marcello & Leonora, rubrica di love coach su Abbatto i Muri

Da oggi diamo il via ad una rubrica Love Coach per tutte le persone che si lasciano incantare dai suggerimenti stereotipati e sessisti che vengono diffusi ovunque. Inviateci le vostre domande e vi risponderemo. Siamo in due, Marcello e Leonora. Conosciamo tutti i trucchi per potervi aiutare nelle vostre disavventure romantiche, erotiche, eccetera. Se volete porre domande scrivete a abbattoimuri@gmail.com all’attenzione di #Marcello&Leonora #LoveCoach.

Quest’oggi tratteremo del primo incontro tra donna e uomo (in questo caso etero). Proporremo una serie di quesiti e daremo le nostre risposte.

Spesso ci chiedono come affrontare il primo appuntamento.

Cara, hai fissato un appuntamento attraverso un’app di incontri?

(Si)

Non sai chi potresti incontrare?

(Boh)

Cosa porterai con te?

(Un Taser)

Come pensi di fare colpo?

(Con un Taser)

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Amare uno schiavo non è facile

Lei scrive:

Ciao Eretica, vorrei sfogarmi a proposito di una storia che ho avuto tempo fa, con un ragazzo più grande di me, che in intimità è uno schiavo e nella quotidianità un debole. Io avevo appena cominciato ad avere la curiosità di conoscere il mondo del BDSM come dominatrice. Entrai quindi in vari siti e, tra tutta quella gente, conobbi lui. Dopo poco tempo ci siamo incontrati, lui aveva la fidanzata, con cui conviveva, che però non amava più da anni e che voleva lasciare.

All’inizio, durante i primi mesi, non ho fatto caso a nulla di ciò che lui fosse realmente, ciò che volesse e cosa lo faceva soffrire, in quanto lui soffriva molto il fatto di non poter parlare con nessuno del fatto che fosse uno schiavo masochista; anche la fidanzata, con cui stava da anni, non lo sapeva. Quando lui alla fine la lasciò noi cominciammo a passare ancora più tempo assieme, come padrona e schiavo. Non so per quale motivo o logica di questo mondo, ma entrambi ci innamorammo l’una dell’altro. Io lo amavo con tutte le mie forze, pensavo e penso ancora che non amerò con la stessa intensità un’altra persona in questa vita.

Lui era davvero tutto per me, non respiravo senza di lui nonostante fossi io la parte dominante: ero io quella che lo sottometteva, lo picchiava, lo legava e soprattutto quella che lo faceva godere. Agli occhi di tutti, eravamo una coppia come tante, classici, per i fatti nostri, ed era tutto molto bello, finché non ho scoperto i suoi tradimenti di cui in seguito lui stesso mi diede conferma e, come ogni debole, cercando di giustificarlo tramite astrusi ragionamenti, non riuscì a darmi una spiegazione. Forse ho colpe anch’io, più passava il tempo, più ritornavo ad essere la classica ragazza di prima, prima del BDSM.

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Storia dell’Isteria. La scienza può essere sessista!

Questo è un articolo di Mitsu Sahay (QUI il link al pezzo originale)

Grazie a Rossella per la segnalazione e a Federico per la traduzione

Google definisce l’isteria come una “incontrollabile o esagerata emozione o eccitamento”.
è un aggeggivo comune e di solito utilizzato per descrivere le donne che esprimono una qualsiasi emozione come rabbia, tristezza, o shock.
E’ uno dei molti termini usati per sminuire le emozioni delle donne.
Un piccolo approfondimento nella storia della parola “isteria” ci conduce lungo l’oscuro percorso della subordinazione della donna nel medio evo e come il termine mantenga ancora le connotazioni iper sessiste che aveva un tempo.

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Ci sono prima io: pensieri sul piacere e la sessualità delle donne

Lei scrive:

Stamattina mi sveglio beata e trovo il mio compagno incazzato come una faina. Siamo insieme da quattro anni, lo conosco bene e intuisco.

Ieri sera, fumata e felice, sono venuta, ho sbiascicato due parole per dire che si, sono egoista, ma stavo troppo bene con me stessa per occuparmi di lui e lentamente sono scivolata nel sonno.

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Né etero né lesbica: faccio sesso con chi voglio!

Lei scrive:

Vorrei dare il via ad una serie di riflessioni sulle definizioni stereotipate che ti classificano come etero o lesbica quando in realtà tu fai sesso con chiunque ti faccia “sangue”, qualunque sia il suo genere e il suo sesso biologico.

Esiste una schematizzazione che diventa anche stereotipo sessista? Esiste una classificazione gerarchica che pone all’ultimo gradino le persone che non amano autodefinire il proprio orientamento sessuale come etero o lesbico?

So che devo molto a chi ha messo in atto la sfida sociale sulle imposizioni in fatto di orientamento sessuale e che c’era bisogno, forse un tempo, di classificazioni rigide ma oggi deve ancora essere così? Perché devo essere costretta a definirmi, a spiegare, a sentirmi dire che sono confusa, se non mi riconosco nelle logiche di gruppo? Perché non posso esprimere la mia sessualità come piace a me senza perciò che il mio corpo e la mia volontà siano dissezionate sotto l’occhio vigile di chi non si fa i cazzi propri?

Perché devo sentirmi dire che sono repressa o che non voglio classificarmi per non perdere spazio di accettazione sociale? E dire che se mi definissi lesbica avrei una comunità di riferimento, non subirei ostracismo e non riceverei le stesse critiche che subisco perché non voglio classificare la mia sessualità.

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Lui mi ricattava col revenge porn. Io l’ho sconfitto pubblicando le mie foto!

Lei scrive:

Cara Eretica non sono stata bene. Ho dato delle mie foto in intimo ad un ragazzo conosciuto su facebook. Tutto è iniziato con piccole chiacchierate che poi sono diventate qualcosa di più. In men che non si dica abbiamo cominciato a fare sesso virtuale e telefonico. Non pensavo ci sarebbero state conseguenze e mi sento stupida per questo. Poi ho incontrato un uomo nella vita reale e ho lasciato perdere le chat e anche il ragazzo conosciuto su facebook. Dopo qualche messaggio stizzito lui mi minaccia e dice che divulgherà le mie foto.

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La menopausa e il deserto dentro

Lei scrive:

Cara Eretica,

ieri hai pubblicato il messaggio di una donna in pre-menopausa e leggendo mi è venuto il magone perché sto vivendo la stessa cosa con la differenza che la mia libido è indefinitamente in sciopero selvaggio. Tutto ciò unito alla crescita orrenda dei peli delle sopracciglia (prima erano cortissimi e ora a momenti mi entrano nell’occhio), al fatto che non riesco a perdere un grammo e che la mia pancia si sia gonfiata a dismisura, alle caldane che mi pigliano dalla nuca risalendo a infiammare il mio cervello, ai cambiamenti d’umore talmente repentini da farmi sentire sempre a disagio con me stessa.

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