Bar AIM – chiacchiere del sabato pomeriggio su squirting, punto A e apertura del chackra

di Annalisa

Bar AiM. Esterno festivo pomeridiano, la primavera si affaccia dalla finestra. Palme, sì, parleremo anche di palme. Ognuno, immagino, stravaccato a casa sua. Birretta, pistacchi, tuta del sabato. Città lontane, che magari a congiungerle con i puntini ne esce fuori il Delta di Venere. Interno luminoso, confortevole, chiacchierino.

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Elle – il film: vivere la violenza senza nutrire ipocriti parassitismi

::Avviso Spoiler::

E’ un film straordinario e per apprezzare la meravigliosa interpretazione di Isabelle Huppert, nel ruolo della protagonista, vi suggerisco di guardarlo in lingua originale sottotitolato o anche no. Fate voi.

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Solo un’altra storia di umana solitudine

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Lui scrive:

Ciao 🙂
Oggi ti scrivo per regalarti un pezzetto di me, qualcosa che ho covato a lungo e che ho bisogno di buttare fuori e condividere con menti fresche, lontane e sconosciute perché non sempre le persone che hai vicino possono essere le più giuste ad ascoltarti.

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Il sesso non dovrebbe essere un dovere coniugale

Lei scrive:

Cara Eretica,

non voglio fare sensazionalismo e non mi piace che mi vedano come una vittima. voglio soltanto raccontare come ho vissuto due anni di stupri continuati in una casa che pure era la mia. lui era il mio compagno e io ero obbligata a fare sesso con lui tutte le volte che voleva, perché altrimenti erano sempre gran sensi di colpa e urla e litigi che volevo risparmiare a me stessa per vivere un po’ meglio. l’ho fatto spesso senza piacere, per dovere, per respirare. non è lo stupro violento che lascia tracce fisiche, ma è quello che per alcuni maschilisti dovrebbe anche essere legalizzato, in certi Stati infatti lo è e qui non è mica detto che ti credano. mi sono sempre chiesta, nel caso avessi avuto voglia di denunciare, che fine avrei fatto. mi avrebbero creduto? il condizionale è indispensabile perché sarebbe stata la mia parola contro la sua. le scuse sono evidenti: tu resti con lui, ci fai l’amore, dormi con lui, vivi e dimentichi e quello che ti sembra di subire non è che una tua proiezione. questo me l’ha detto uno che consideravo amico e anche la sua ragazza, tanto buona e comprensiva.

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#SexWorking: chi è migliore di me?

sexworkerLei scrive:

Cara Eretica,

sono Mary (nome di fantasia), ho 44 anni, sono stata in carcere, ho avuto problemi di tossicodipendenza, e sono uscita da quel circolo vizioso quando ho cominciato a fare la sex worker. Può sembrare strano ma dare valore ai miei servizi mi ha portata a dare valore a me stessa. Non si tratta di “prezzi” ma di qualità del servizio, di empatia, capacità di costruire intimità anche se in poco tempo. In galera ho conosciuto alcune sex worker e dicevano che quando sarebbero uscite di prigione avrebbero continuato a vendere servizi sessuali.

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Buon anno per chi ricomincia a partire da se’

Mi sono sentita a pezzi, quella volta in cui mi dissero che non ero bella. Volevo piacere e più di tutto volevo essere amata. A volte la ricerca di un modello di bellezza standard non è altro che la ricerca di un amore. Sbagliato dire che qualcuno possa amarti così come sei perché in realtà passiamo tanta vita a conformarci, per fare parte di qualcosa, per riconoscerci l’un l’altro, per liberarci pur restando in catene e per incatenarci pur dicendo che la nostra massima aspirazione è la libertà. Che io sia una donna o un uomo poco cambia, giacché non credo che per altri valga meno quello che sto dicendo. Non è una tesi e non serve confutarla, ma è soltanto analisi del reale, di quella mancanza di linguaggi diversi per comunicare che non siano il corpo, l’attrazione, il desiderio di appropriarci di qualcosa. Quand’è che sapremo guardare noi stessi per vedere quanto sangue ci scorre nelle vene, che il nostro cuore batte uguale e che non tutto può ridursi alla ricerca di carezze. Io sto con qualcuno, da molto tempo, eppure non riusciamo più a parlare. Ci accarezziamo distrattamente ogni tanto ma poi restiamo soli, ciascuno avvolto da una tenebra diversa e in cerca di qualcosa che ci dia un senso di pienezza che in realtà non troviamo.

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Le forme d’amore dei piccoli e le perversioni degli adulti

La memoria della luce barbara e impietosa dell’estate greca dei miei dodici anni mi secca ancora la gola e rende – a distanza di decenni – la mia muscolatura fiacca, le palpebre di piombo. Come posso descrivere la sensazione corrosiva del sale mischiato al sudore e alla polvere sul cuoio cappelluto? Come posso raccontare l’odore di alga e yogurt del corpo di una bambina? Con quali parole posso dire che quando la accarezzai il suo sussulto fu incredulo e divertito? Come posso restituire nel racconto lo stesso vivido impeto di un’ondata di desiderio che tutto travolge e sommerge, mischiandosi alla burrasca del mare, risalendo in superficie come spuma luccicante, guizzando come le larve acquatiche e rituffandosi a capofitto con le disinvolte contorsioni degli invertebrati, diventando la vergogna che non ho ancora smesso di provare? Che forma hanno i desideri dei bambini? Perché la mia amica è stata picchiata, punita e allontanata da me? Perché mia madre mi ha impresso sulla pelle uno sguardo di disprezzo, disgusto e amarezza che, come le marchiature a fuoco del bestiame, non va più via?

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Sessismo nei movimenti: lui mi ha stuprata e la sua ragazza mi ha cacciata via dagli spazi militanti

Lei scrive:

Cara Eretica,

sto leggendo i post sullo stupro di gruppo a Parma e altre storie di donne che raccontano mettendo in rilievo la rabbia sopita per tanto tempo, come se non ne avessero diritto e non vi fosse alcuna ragione per nutrirla o spingerla in direzione di chi le ha ferite. Vorrei contribuire con una riflessione a posteriori, su un fatto che ha riguardato me e che avrei preferito non ricordare.

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Se all’assemblea femminista partecipa la donna che è stata a letto col mio partner

Lei scrive:

Ciao, vorrei chiedere un consiglio a tutt* voi, approfittando dello spazio che Eretica offre.
Sono una militante femminista in difficoltà. Un tempo ero una forza della natura, che viveva la sua sessualità felicemente, ma non è più così e questo problema si sta scontrando con la mia militanza.
Ho una relazione da molti anni con un uomo con cui l’intimità sembra impossibile. Non c’è sintonia, non mi sento desiderata, non facciamo sesso e quando lo facciamo il risultato è terribile sotto tutti i punti di vista: emotivo, mentale e fisico. E’ sempre stato un problema e sembra peggiorare giorno dopo giorno.

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