Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

Tutte le persone a cui mi avvicino mi fanno del male?

In un precedente colloquio con lo psicologo mi aveva fatto comprendere che negli anni in cui mi rifiutavo di ascoltare tutto e tutti in realtà avevo smesso di ascoltare me stessa. Ho pensato molto a questo e ci ho pensato talmente tanto da far emergere tutti i ricordi dolorosi che custodivo fino al punto di rendermi conto di aver vissuto un matrimonio in cui sono stata ridotta al ruolo di comparsa utile allo psicodramma messo in scena da mio marito, vittima di una donna depressa. Ho delle ragioni precise per pensare che lui stesse replicando con me il rapporto che hanno i suoi genitori ma di questo parlerò con lui faccia a faccia senza permettergli di farmi sentire ancora in colpa o di pensare al suicidio per liberarlo dalla mia opprimente presenza.

Nell’ultimo colloquio lo psicologo mi ha fatto riflettere sul fatto che se ho paura del contatto con gli altri, in casa, per strada, sull’autobus, forse è perché da quasi tutte le persone alle quali ho permesso di avvicinarsi troppo ho ricavato dolore e sofferenza. La mia famiglia, i lutti, il mio ex e ora anche il mio quasi ex. A pensarci bene era anche la ragione per cui non svelavo la mia condizione. Svelare la mia fragilità mi rendeva vulnerabile a qualunque tipo di attacco. Come se fossi sempre in difesa, ancora in quella sporca guerra, seduta in un cantuccio con i miei libri e i quaderni per scrivere. Eppure la fragilità svelata oggi mi fa sentire più forte, non so dire il perché. Di certo chiunque può farmi del male, e passerà molto tempo, forse non accadrà mai più, non lo so, prima di affidarmi a qualcuno. Le relazioni private sono il luogo di sovraesposizione per chiunque. Ma raccontare delle mie fragilità mi sottrae anche dall’area di ricattabilità. Se c’è qualcuno che può parlare di me quella sono io e nessun altro.

Quanta fiducia ho negli altri? Mi sento davvero teneramente commossa mentre apro il pacchetto che Giulia mi ha inviato oggi, con un cioccolattino, crema per le mani e il corpo e del caffè. Non l’ho mai conosciuta davvero eppure il suo gesto mi fa riacquistare fiducia nell’umanità. Così per tutte le persone che mi hanno supportato in questo periodo e per chi si spende per farmi sentire valorizzata, per chi legge le mie parole e mi restituisce il valore che ne trae, per chi dice che io posso essere d’aiuto a qualcun altro. Ho sempre pensato di essere un po’ stupida nei rapporti interpersonali perché pur avendo avuto brutte esperienze torno a sorridere al mondo come se niente fosse. Ma in realtà ho messo una barriera, ho fatto vedere ciò che volevo vedessero, ho innalzato difese estreme se mi sentivo in pericolo. Il pericolo più grande: essere ferita da una persona che amo o alla quale tengo.

Quello è il mio dolore più grande. Quello che non mi spiego, per il quale non trovo una spiegazione. Non sono riuscita fino in fondo a convincermi del fatto che possono esistere genitori che non amano i propri figli, per esempio, eppure avviene. Dopo quanto ho vissuto sarei dovuta diventare cinica, non credere negli affetti, invece mi sono sempre aperta, sono sempre stata disponibile a intrecciare relazioni di amicizia e ne ho ricavato la maggior parte delle volte il peggio. A volte sono stata io a fare del male, ritirandomi nel mio cantuccio per non soffrire, lasciando prima di essere lasciata. Come posso risolvere questo problema? Come si può essere sicuri che l’altra persona non ti farà del male? Non si può. Ecco la risposta.

E con questo concludo l’aggiornamento della depressa sobria. Anzi no: venerdì parteciperò ad una attività diurna del centro salute mentale: la passeggiata dei pazzi, come allegramente l’ha chiamata l’operatrice. Ci saranno pazzi? verrò di sicuro. E’ delle persone che pensano di essere normali che ho paura. I pazzi sono come me. Depressi, fobici, disturbati, alienati, schizzati, che passeggiano insieme occupando il mondo a testa alta. Potendo porterei uno striscione per renderci riconoscibili. Ma temo questo non sia ammesso.

Un abbraccio a tutti e tutte

e grazie ancora per il vostro sostegno

Eretica Antonella

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