Dopo un crollo conseguente a disturbo depressivo il corpo ne risente. Si riparte da capo, come quando si rompe un osso e segue la riabilitazione dopo aver tolto l’ingessatura. Un attimo perché si rompa e mesi e mesi per recuperare. Così bisogna riallenare la mente affinché i neuroni funzionino come si deve e poi si riprende a faticare prima per risollevarsi e poi per reimparare a camminare.
Sarebbe comprensibile se fosse un problema visibile. Invece diventa meno scontato riuscire a farsi ascoltare da chi ti sta intorno se si tratta di malattia mentale. Normalmente si ricomincia con una nuova ripartizione di farmaci e poi con una rieducazione dei ritmi sonno-veglia e della alimentazione. Metabolismo di base e infine movimento, per quel che si può. Sembra impossibile ma la paralisi psicologica equivale ad una immobilità fisica. Serve una vera e propria ripresa della mobilità. Si reimpara a masticare senza digrignare i denti. Si fa attenzione a tutti quei movimenti che sono naturali per chiunque: funzionamento dell’intestino, metabolismo, mantenimento dell’igiene, esercizio muscolare, riattivazione dell’uso delle ginocchia, pochi passi al giorno per riuscire a restare in piedi.
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