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Disaster Movies: la morte della fantascienza

Ebbene sì. Mentre tento di gestire i miei malesseri studio e ho fatto una lunga ricerca su una branca nata dalla fantascienza ma che poi si è tradotta in un papocchio catartico per chi vuole star bene quando vede che il mondo va a rotoli.

Si comincia con la serie di film in cui gli alieni devastano la terra, e fin qui possiamo anche lasciar correre i patriottici slogan americani che sono sempre i numeri uno nella vittoria del nemico. Se il film è di produzione russa l’eroe è russo se cinese è cinese e così via.

La cosa curiosa è che fin dagli anni ’50 hollywood si è messa in moto per tentare di rifare il trucco agli USA sterminatori tramite l’uso della bomba atomica, perciò hanno inventato un plot in cui la bomba serve ovviamente a salvare tutta l’umanità.

Si parte dalla devastazione da scongiurare perché un blocco di meteora punta la terra, ci si spinge fino a inventare traiettorie totalmente immaginarie ora di Mercurio ora di una stella, nana rossa, bianca, chi lo sa. Il terrore arriva dal cielo, non già per via dei raggi che l’ozono non filtra più come dovrebbe grazie al surriscaldameto globale ma perché ci sono sempre casualità malevole che spingono i celeri militari a usare bombe su bombe per salvare la terra. In culo al Fallout, la ricaduta di radiazioni che poi dovremmo sorbirci, e al fatto che se, per esempio, qualche folle scienziato provoca lo scioglimento dei ghiacciai o la siccità ovunque, ci sono sempre ‘ste bombe che rimetteranno tutto a posto. La rotazione del pianeta, l’inversione dei poli magnetici, la ricalibrazione delle temperature.

Le trame sono sempre uguali, che la produzione costi miliardi di dollari o molto meno, come fa la Asylum, specializzata in questo. C’è uno scienziato screditato che avverte del pericolo, poi riscattato magicamente quando i potenti sentono friggersi il culo perché hanno provocato un disastro. C’è la famigliola che si salva miracolosamente da una serie di terremoti infiniti, l’adolescente antipatica, quasi sempre una ragazza, in conflitto con madre o padre, che scappa e deve essere ritrovata per il rotto della cuffia dal genitore paziente. C’è il gruppo di potere che ha sempre qualche strategia nascosta per distruggere il mondo o sono gli ambientalisti che vogliono distruggere il pianeta con un virus e la conseguente epidemia.

Dalla distruzione alla salvezza sono in media un’ora e mezza di battute riciclate, bandiere sventolate, cattivi definiti secondo stereotipi e buoni sempre pronti a compiere atti di eroismo.

Dicevo che iniziarono così a dare una visione positiva, un marketing leggiadro, per il possesso di armi di distruzione di massa. Poi i film cominciarono a tratteggiare disastri ambientali, lasciando che dimenticassimo i veri responsabili che li causavano. Perché nei film i cattivi muoiono sempre e i buoni scongiurano il pericolo.

Se c’è qualcosa che la fantascienza può fare è capovolgere gli archetipi della narrazione, senza cospirazionismi ma definendo universi che possono essere post apocalittici a patto che alla fine si vedano le scimmie a guidarci verso la ragione. Diversamente lo schema del thread post apocalittico è sempre uguale, pure quello: uomini che non pensano ad altro se non a stuprare giovani pulzelle, donne che tentano di curare la pianta da cui il mondo risorge, madri incatenate al ruolo di cura. Salvo le guerriere che sono anche liberatrici, Mad Max Fury per tutte.

Non si tratta più di fantascienza ma di far apparire lontane le previsioni degli ambientalisti. Il film dice che i ghiacciai si sciolgono? Ma non è affatto vero, tranquilli, voi che guardate. Il film parla di un sole oscurato dalle nebbie di eruzioni vulcaniche? Tutto finto, non abbiate paura. E’ tutto sotto controllo. E se non lo fosse abbiamo sempre l’atomica che aggiusterà ogni cosa, no?

Tante risate, tante macchiette, meglio la fantascienza distopica che ti regala pensieri saggi sull’oggi e su quello che può avvenire domani.

Un abbraccio

Eretica

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3 pensieri su “Disaster Movies: la morte della fantascienza”

  1. Eh, lo stereotipo della famiglia in crisi che si ricompatta grazie al disastro è uno degli aspetti più irritanti del genere – se per ricucire i rapporti devono prima morire in milioni, forse non ne vale la pena.

  2. Tra i tanti generi cinematografici questo è uno dei peggiori sotto molteplici punti di vista ma soprattutto sono quelli più infarciti di errori tanto da essere tanto lontani sia dalla realtà che dalla fantascienza. Personalmente li evito come la peste per tante ragioni ma soprattutto per questa visione del mondo dove, se c’è un problema la soluzione dello stesso è sempre affidato a dei militari (quasi sempre statunitensi ovviamente!) mentre la comunità scientifica viene sempre mostrata come un nugolo di nerd hippie disadattati con l’aspetto di un predicatore pazzo di qualche setta. Sta cosa mi urta e finisce per alimentare tutta quella immondizia che finisce sui social dove chiunque ne sa sempre di più di un povero cristo che ha passato la sua vita a studiare e fare ricerche sul suo ramo di competenza.

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