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La tratta di esseri umani: la globalizzazione del ragionamento debole e del linguaggio improprio

[cliccate sulle immagini per leggere in lingua inglese e nella traduzione in italiano]

Il pezzo è tratto dal blog: The Naked Anthropologist

Qui la Dott.ssa Laura Agustín espone i risultati delle sue ricerche sulla migrazione, il sex work, la tratta e l’industria del salvataggio

Questo il pezzo in inglese. Traduzione di Elena e Giorgia

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Cosa vuol dire essere una vittima di tratta

Per fermare la tratta si deve legalizzare il lavoro sessuale

Per fermare la tratta si deve legalizzare il lavoro sessuale

Per me, essere una vittima di tratta, può non essere lo stesso che per te. Io non mi considero una vittima. Fui vittimizzata? Sì, assolutamente sì. Ma non voglio che sia parte della mia identità.

Nel 2004 avevo 18 anni e da poco mi ero trasferita nella parte alta del quartiere ovest di New York. Durante gli anni del liceo partecipai ad un programma per il quale dovevo seguire delle lezioni all’università. Questo comportò che cercassi un lavoro – in nero e probabilmente non molto legale – come cameriera, che mi occupava dalle quaranta alle cinquanta ore alla settimana. Risparmiai a sufficienza per trasferirmi a New York senza averlo previsto – senza famiglia, amici o altro – subito dopo la fine del liceo.

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Volete la verità sui processi per traffico di esseri umani a New York? Chiedete a un* sex worker

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Articolo in lingua inglese QUI. Traduzione di Antonella. Buona lettura!

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Volete la verità sui processi per traffico di esseri umani a New York? Chiedete a un* sex worker

Di Mike Ludwig, Truthout (truth-out.org)

Il modello processuale per la prostituzione nello stato di New York che tratta gli imputati come “vittime del traffico di esseri umani” bisognosi dei servizi sociali sta prendendo piede, ma i/le sex workers asseriscono che la narrativa sul traffico di esseri umani si basa su una visione limitata e inattendibile del commercio del sesso che invece dovrebbe essere depenalizzata completamente.

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Sono una sopravvissuta della tratta e questa è la mia storia

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E’ una lunga intervista a Meg, ex vittima di tratta. E’ divisa in due parti anche se qui la pubblicherò per intero. E’ lunga ma veramente interessante. Spero che interessi anche a voi. Grazie a Antonella per traduzione. Trovate le versioni in lingua originale QUI (prima parte) e QUI (seconda parte). Buona lettura!

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“Sono sopravvissuta alla tratta e questo è ciò che ho da dire agli attivisti cristiani”

di  Benjamin L. Corey

Come forse molt* di voi sanno, la tratta di esseri umani è uno dei problemi che più mi appassionano, e ho avuto occasione di studiarlo dettagliatamente per molti anni, negli Stati Uniti e in India, come parte della mia ricerca di dottorato. Questa mia ricerca è stata in gran parte una fenomenologia dei modi di assistenza alle vittime coinvolte nella tratta, e sarà ora inserita nella mia tesi dal titolo provvisorio ‘Tutto Bene? Una Teologia dello Shalom (Pace) nell’Assistenza alle Vittime di Tratta’.

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Speciale inchiesta: lucro e bugie nelle Ong dell’anti-tratta (delle prostitute)

E’ una inchiesta approfondita, scritta da una giornalista, scrittrice, che si è già occupata di questioni di genere, sulle organizzazioni anti-tratta di alcuni Paesi degli Stati Uniti. Lucro, menzogne, cifre approssimative in eccesso e mille dubbi sulla gestione dell’industria del salvataggio che porta avanti un business sulla pelle delle donne sono descritte in questo lungo ma prezioso articolo pubblicato su Truth-Out.org. Grazie Ad Antonella per la memorabile traduzione. Buona lettura!

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Rapporto speciale: soldi e bugie nelle ONG dell’anti-trafficking.

di Anne Elisabeth Moore

La paladina statunitense (seppure caduta in disgrazia) dell’anti-trafficking, Somaly Mam, sta ottenendo un lento ma regolare ritorno alla gloria dopo che la storia di copertina del settimanale Newsweek del Maggio 2014 la portò all’estromissione dalla fondazione cambogiana che reca il suo nome. Le accuse nell’articolo non erano nuove: erano state riportate e dettagliate in piccole dosi per anni. La rivista si limitò a sottolineare il fatto che la narrazione personale della Mam in qualità di sopravvissuta del sex trafficking (e storie simili che venivano fuori sia da assistite che dallo staff della ONG da lei fondata per soccorrere le vittime del trafficking) erano spesso non verificabili, quando non addirittura palesi menzogne.

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#Irlanda: una App che terrorizza i clienti che cercano sex worker

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Parliamo di questo. Traduzione in sintesi da Paolo. Dalla pagina del Comitato in difesa dei diritti delle prostitute. Premetto che per abolizionismo si intende quella corrente di pensiero che vorrebbe abolire la prostituzione e che si serve di una propaganda che vittimizza tutte le prostitute negando che vi siano persone che si prostituiscono per scelta e dunque delegittimando qualunque richiesta e rivendicazione di diritti di chi chiede che la prostituzione sia regolarizzata e legalizzata.

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#SexWorking: Ronald Weitzer “Errori di calcolo sulla tratta di esseri umani e la schiavitù”

Traduzione dell’articolo originale di Marianna Bonina

“Sull’autore dell’articolo Ronald Weitzer.

Ronald Weitzer è professore di Sociologia all’Università George Washington, Washington DC.

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#SexWorking: Somaly Mam-La falsa schiava del sesso che ha preso in giro il mondo

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Tradotto da Paolo. QUI il testo originale. Buona lettura!

La Ragazza di Phnom Penh

Somaly Mam-La falsa schiava del sesso che ha preso in giro il mondo.

Negli ultimi tre anni, il giornalista Simon Marks ha indagato i retroscena di Somaly Mam, una delle “attiviste per i diritti” più venerate – e meglio introdotte tra la gente che conta – al mondo. Ha trovato una rete di bugie e inganni.

La Somaly Mam Foundation è un’organizzazione creata per combattere e sradicare il traffico di ragazze e donne nel mercato del sesso.
Per Mam, una superstar con sostenitori del calibro di Hillary Clinton e Oprah Winfrey, le sontuose sale da conferenza sono state il traguardo un lungo cammino partito dai bordelli di Phnom Penh, nei quali dice di aver sopportato per anni stupri, torture e violenze .

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#Olanda #SexWorking: dati sulla tratta non veritieri e usati a scopi politici

540676_543429545675984_1785758646_nArticolo tradotto da Elisabetta della nostra lista Traduzioni Militanti. Buona lettura!

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Olanda: Dati sulla tratta non reali e usati a scopo politico

di Marco Leening

Percentuale di prostitute ridotte in schiavitu’ fortemente sovrastimato

Molto spesso i media ritraggono le prostitute come una maggioranza di donne ridotte in schivitu’ e vittime della tratta. Tuttavia, chi si prendesse la briga di studiare con attenzione i dati relativi alla prostituzione nel nostro paese, scoprirebbe che la percentuale di donne schiave e’ almeno dieci volte inferiore al dato assurdo ma largamente utilizzato del 80%.

Nel 2005 l’ex memebro del partito laburista Karina Schaapman sostenne ripetutamente di fronte ai media che tre quarti delle prostitute presenti nel paese fossero in realta’ donne ridotte in schiavitu’. Lo studio a cui faceva riferimento, tuttavia, provava solamente che la maggior parte delle prostitute presenti ad Amsterdam avesse contatti di diversa natura -e soprattutto di diversa entita’- con membri della criminalita’ legata alla prostituzione. Solo alcuni di questi uomini utilizzavano la coercizione delle donne a fini prostitutivi.

Schone Schijin
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#Germania: Il giornalismo spazzatura di Der Spiegel sulle sex workers

der-spiegel-mock-cover-matthias-lehmannArticolo tradotto da Annarella della nostra lista Traduzioni Militanti. Buona lettura!

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La prostituzione legale realmente aumenta il traffico di esseri umani in Germania?

Postato da feministire

Guest post di Matthias Lehmann e Sonja Dolinsek

[I sostenitori della campagna irlandese per criminalizzare i clienti de@ lavorat@ del sesso (sex workers) hanno regolarmente fatto riferimento all’esperienza tedesca come ‘prova’ del fallimento della legalizzazione – a prescindere dal fatto che in realtà nel dibattito irlandese nessuno abbia rivendicato il modello tedesco. Un recente articolo nella rivista tedesca Der Spiegel apparentemente supportava la prospettiva che la legalizzazione avesse fallito, e questo è stato raccolto e citato dai sostenitori della criminalizzazione in Irlanda. In questo post, tradotto dagli autori dall’originale in tedesco, due ricercatori basati a Berlino spiegano che cosa c’è di sbagliato nell’articolo di Der Spiegel]

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#SexWorking: I confini di genere dell’Europa

I confini di genere dell’Europada EuroNomade.Info:

di Antonella Festa e Roberta Pompili. 

Il 26 febbraio Il Parlamento Europeo ha approvato la risoluzione basata sul rapporto presentato dalla deputata laburista Mary Honeyball che, pur non avendo carattere vincolante per gli stati membri, indica le linee guida in materia di prostituzione, individuando come riferimento il cosiddetto modello nordico, cioè quello abolizionista in vigore in Svezia, Irlanda e Norvegia e da dicembre anche in Francia. Il voto sulla risoluzione, con 343 favorevoli, 139 contrari e 105 astenuti, è stato trasversale, perché in linea di massima quasi equamente distribuito tra le fila dei conservatori del centro-destra (PPE) e quelle dei Socialisti e Democratici (S&D)

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