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Perché i fascisti vogliono mettere le mani sulle scuole

Lo spiega perfettamente Erika Mann nel suo La scuola dei barbari – L’educazione dei giovani nel terzo reich.

Lei racconta con precisione come il nazismo ha addestrato i giovani tedeschi a considerarsi superiori come “razza ariana” mentre studiavano documenti realizzati apposta per far crescere l’odio per gli ebrei, far diventare quei ragazzi dei delatori che spiavano ogni movimento in casa e nel vicinato e dei misogini convinti che ogni ragazza “ariana” dal corpo sano fosse la futura madre dei figli donati alla patria. Perché quei figli appartenevano di fatto allo Stato.

Non erano parte della famiglia di origine ma strumenti per i sogni guerrafondai e fondamentalisti basati sul Mein Kampf. Quest’ultimo libro veniva ovviamente distribuito nelle scuole a ragazzini che da lì apprendevano le basi per diventare dei perfetti nazisti. Il lavoro della scuola è stato fondamentale per creare un popolo di persone acritiche, ubbidienti, omologate e perfettamente allineate ai bisogni di Hitler. Non serviva dargli ordini perché erano cresciuti con la convinzione che alcuni esseri umani fossero inferiori al tedesco perfetto, quello ariano. Cresciuti nella convinzione che ogni altro Paese odiasse i tedeschi e che i tedeschi fossero vittime di una congiura ebraica globale che andava rimossa con la forza. Cresciuti per diventare soldati, come le donne erano state addestrate ad essere felici di fare figli per la patria.

Questo ovviamente non deresponsabilizza coloro i quali si sono macchiati di atroci crimini quali l’olocausto ma spiega quella “banalità del male” descritta perfettamente da Hannah Arendt spiegando con geniale oggettività di dettagli raccapriccianti che coinvolgevano l’intera e omologata nazione tedesca.

Come sia stato possibile che nelle scuole dei bambini si addestrassero questi ultimi a diventare dei sanguinosi criminali di guerra? Lo è stato perché i tedeschi con un po’ di sale in zucca non pensavano che si arrivasse al limite, pensavano non fosse possibile arrivare al peggio, sminuivano e alienavano le percezioni su quanto di sbagliato avveniva accanto a loro. Oppositori reali ce ne furono pochi, spiega la Mann, perché prima di insediarsi nelle scuole il Reich aveva già licenziato insegnanti differenti e aveva spacciato quel cambio della guardia con riforme che avrebbero conferito lustro al popolo tedesco. Quindi niente più cultura, letteratura, musica, ricordo dei grandi, alcuni dei quali ebrei, che venivano studiati nelle scuole europee. Nulla di intellettuale, come spiegava il ministero addetto alla riforma scolastica. Introduzione di nuovi libri di testo in cui ruoli di genere e persone di religione e caratteristiche non “ariane” venivano sbeffeggiati, con tanto di esempi, vignette bulleggianti, elenchi di nemici del Reich descritti sulla lavagna. Tutto ciò avveniva in scuole che ospitavano bambini, poi ragazzini, infine adolescenti e dopo di ciò erano forniti di armi e divise per diventare militari nazisti.

Mi viene in mente il fatto che da noi la destra ripropone il crocifisso per pisciare sul territorio e dichiararlo proprio, mi riferisco alle classi. Mi viene in mente la costante spinta di certi sedicenti padagoghi che vorrebbero classi separate per genere e sesso, con programmi diversi dedicati a ciascuno. Mi viene in mente la costante invasione delle scuole da parte di associazioni cattoliche che non vogliono si realizzi un corso di educazione sessuale perché la loro politica della purezza è di non fare sesso prima del matrimonio, mai tra persone dello stesso sesso e ovviamente di non abortire per dare figli alla patria. Mi viene in mente l’ingerenza dello Stato nei programmi scolastici ogni volta che un governo di destra si insedia. Nulla di eclatante che spinga subito a ricordare i piccoli balilla ma attendete un po’ e ci siamo quasi. Infine mi viene in mente una discussione in pronto soccorso, dove ero andata per una visita, dove ragazzini spigliati spiegavano che i migranti dovevano stare tutti in galera. Di fatto è lì che finiscono, senza aver commesso alcun crimine, con un termine allungato a 18 mesi dalla destra. I lager nostrani vengono spacciati per centri di ospitalità ma non lo sono, come non lo sono quelli di altre nazioni che si affidano alla protezione delle frontiere per non assumersi la responsabilità di altri esseri umani. Ce lo ricorda il libro Affamati e sazi di Timur Vermes. Chissà che razza di fake news leggono quei ragazzini o chi gli insegna che migranti starebbe per criminali. L’odio strisciante è tra noi, si insinua, pretende attenzione, diventa radicale e si tramuta in crimine contro l’umanità tutta. Facciamo attenzione a ciò che accade nelle nostre scuole. I fascisti hanno già dimostrato di fare proselitismo tra la tifoseria di ragazzini amanti del calcio. Se la scuole apre loro le porte non potremo rivendicare nulla di critico per un paio di generazioni. E avremo perso la battaglia per l’umanità senza aver iniziato a combatterla.

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