Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Il #FamilyDay raccontato da un’Eretica

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Ho ascoltato quasi tutti gli interventi fatti dagli ospiti sul palco del family day. Ho guardato le facce, le espressioni, mi è sembrato di intuire le intenzioni di chi era in piazza. Tante famiglie numerose, quelli che hanno dieci figli a testa o poco meno. Tante persone che credono in qualcosa che non mi riguarda e poi la scommessa per una manifestazione partita dal basso, da quel che mi dicono, organizzata e popolata dai neocatecumenali e che non ha avuto l’appoggio delle grosse organizzazioni cattoliche (tipo Cl) ma ha ottenuto un cenno di assenso del Papa. Non so distinguere tra le varie categorie comprese nel mondo cattolico, perciò perdonatemi l’approssimazione o qualche inesattezza.

Mi permetto però di fare una sintesi degli interventi che io ho ascoltato, includendo alcuni commenti a margine rubati su twitter.

La Miriano ha detto: “Ci dispiace per quelli che si sentono discriminati, ma è la natura che discrimina.”

Dunque il problema sta tutto lì, nella solita battaglia tra cultura e natura. Così, gentilmente, vorrei capire se la natura ci ha fatte tutte per far figli, sposarci, servire i mariti e stare sottomesse, come lei suggerisce nei suoi libri. Non è certo la natura che decide quali ruoli di genere ci riguarderanno in futuro o che tipo di desideri, inclusi quelli sessuali, dovremo seguire e soddisfare.

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C’è un video che è stato condiviso da uno dei gruppi organizzatori e parla del gender, questo mostro contro il quale tanta gente si è mobilitata. Ad un certo punto dice che: il gender si manifesta quando una ragazza può guidare un camion. Ditemi voi cosa significa o cosa ci sia di male sul fatto di guidare un camion.

Qualcuno fa un parallelismo tra la teoria del gender e la pedofilia. Su twitter si scrive che si vuole far passare la “teoria del gender” per poi legalizzare la pedofilia.

Ad un certo punto dal palco del #familyday si parla di “maschietti costretti a mettersi il rossetto dalle maestre”.

Poi c’è chi chiarisce che “Non vogliono le unioni gay e le adozioni gay, perché un bambino ha diritto a un padre e una madre perché solo così un bambino cresce meglio.” Sostanzialmente dicono che le unioni gay sarebbero un modo per accedere alle adozioni gay, perciò no pasaran, secondo il loro punto di vista.

Si lancia un appello: “Rifiutati di mandare tuo figlio in un campo di indottrinamento gender”. Perché c’è la convinzione che se a scuola si vuole insegnare il rispetto della diversità, per prevenire il bullismo e l’omofobia, sarebbe come aprire le porte dell’inferno.

Mancava l’analisi sul basso tasso di natalità: “ci sono sempre meno figli e dunque bisogna farne di più”. Ovviamente è tutta colpa delle donne che abortiscono e delle coppie gay. Tutta gente che non fa il proprio dovere.

Parte l’intervento di Adinolfi, che si conclude con un’ovazione. Così dice:

“Scalfarotto ha proposto un ddl che voleva mandarci in galera”- e credo si riferisca al ddl contro l’omofobia. Non capisco come si possa arrivare a queste conclusioni dato che, da quel che ricordo, il ddl distingueva le valutazioni sessiste contro i gay espresse in ambito “religioso” e quelle in zone laiche. Vale a dire che si lasciava libertà di espressione religiosa, in misura di un rispetto verso credenze e dogmi e poi si parlava di altro genere di comportamenti e offese di stampo omofobico. La domanda era: se esiste il reato di istigazione al razzismo perché non quello di istigazione all’omofobia? Del ddl non se ne sa più nulla e per quanto io non ami la galera, i reati e in generale l’uso di maniere forti a risoluzione di problemi che dovrebbero essere discussi in termini culturali, penso che Adinolfi, diciamo così, abbia un tantino esagerato.

Poi ha fatto tutto un discorso contro l’utero in affitto, occupandosi degli uteri e delle libere scelte altrui. Non si ritiene la donna, evidentemente, in grado di intendere e volere e di decidere se affittare o meno un utero o se fare una donazione di ovuli, per esempio. Infine conclude dicendo che i gay “vogliono essere Dio ma devono accettare i propri limiti e la propria natura”.

Parte un altro intervento di una persona, forse spagnolo, di cui non ho capito il nome (Kiko Arguello?), credo sia il padre del movimento neocatecumenale. Si addentra nei meandri della narrazione sulle famiglie ed esplicita la sua preferenza per famiglie in cui la mamma fa la mamma e i papà fanno i papà. Dice che non esistono ruoli interscambiabili. Dunque le mamme accudiscono i figlioli e i padri portano il pane in casa? E che dire delle istanze dei padri separati che invece affermano esattamente il contrario? Cosa dire dei papà che dicono che i ruoli sono interscambiabili e che un padre, un richiedente affido di un bambino, è esattamente in grado di fare tutto quello che può fare una madre?

L’uomo continua e tira fuori una teoria complottista sull’Onu fatta di laici che vorrebbe una società in cui prevale l’ateismo. Non sono state citate fonti, dati, nulla. Dobbiamo prenderla per buona così com’è.

Poi comincia a mischiare discorsi e dalla famiglia finisce col parlare di violenza di genere, poi di femminicidio e poi di un padre che ha ucciso due figli. Dice che lo avrebbe fatto perché gli mancava l’amore della moglie. E ora provate a seguire perché questo insieme di parole potrebbe non avere senso per voi ma è più o meno quello che lui ha detto (Qui il video con questa parte di discorso registrata integralmente): se la moglie lo lascia e va con un’altra donna lascia l’uomo senza amore e quindi tocca l’inferno, sente una morte tanto profonda che non sa come eliminare questo sentimento. lui pensa: come posso fare capire alla moglie il danno che mi ha fatto, la sofferenza che ho. ecco, uccidere i bambini, e uccide i bambini. perché l’inferno esiste. non possiamo vivere se non siamo amati. 

E allora possiamo concludere che le donne sono colpevoli di:

– mettere a rischio la natalità e dunque l’economia di una nazione.

– affittare uteri a gay che si sentono come Dio.

– causare la morte violenta dei propri figli per aver lasciato un uomo a combattere contro l’inferno.

Sulle colpe dei gay, varie ed eventuali, potete fare un po’ voi il conto.

Mi è stato detto che bisogna osservare in modo costruttivo alle cose e io che costruttiva lo sono sempre, tentando di abbattere muri anche dove sono altri a ergerli, in questo caso non so davvero da dove si possa cominciare per ragionare serenamente di opinioni tanto diverse. E il punto non è che sono opinioni diverse e basta. Il punto è che queste opinioni toccano intimamente me e tante persone che mi somigliano. Sono opinioni che parlano di un progetto di società in cui a me donna, a te gay, viene assegnato un ruolo ben preciso. Per me quello di donna-riproduttrice-valium, per far figli e per non far sprofondare il marito all’inferno, anche se c’è violenza nella coppia, e per un gay quello di umile servo di Dio che deve accettare il limite che riguarda il fatto che con un altro uomo non può riprodursi.

Osservo poi, ancora, tutto il ragionamento che tende a stabilire che la natura avrebbe assegnato a noi ruoli ben precisi. Il punto è che io per natura sarò anche nata con una vagina e un utero ma tutto il resto, tutti gli altri compiti e ruoli che mi sono stati assegnati, non c’entrano nulla con la natura, così come non c’entra il matrimonio, che non ha nulla di naturale. La natura non dice che io devo lavare i piatti, fare necessariamente figli, fare sesso con un uomo, sposarmi. La natura non dice che io devo comportarmi così come piace ad alcuni e la stessa cosa vale per gli uomini, perché queste valutazioni stereotipate e sessiste riguardano tutti. Se tu sei nato uomo, con un pene e spermatozoi pronti per la riproduzione, non è detto che tu debba fare “l’uomo” così come lo faceva mio nonno. La natura non dice cosa dovrai essere o chi dovrai amare. E questo non è “gender” ma semplice buon senso.

In generale poi avviso di un rischio: il fatto che si demonizzi così tanto una materia che neppure si conosce, così come persone che vengono descritte come mostri, invece che come creature fatte di emozioni, sentimenti e tutto quel che compone un essere umano, non porterà, secondo voi, a scontri tra integralismi, con irrigidimenti e incapacità di ragionare in modo sensato? Dov’è la strada per discutere di tutto ciò con le persone cattoliche di buon senso? Perché so che ci siete e io vorrei ascoltare la vostra opinione. Che ne pensate?

Un ultimo appunto: quante delle persone di quella piazza, che lottano per la vita, sono a favore dell’accoglienza di immigrati e rifugiati che vengono da altri mondi? A me interesserebbe molto saperlo.

Ps: dimenticavo, uno dei gruppi organizzatori ha diffuso un volantino in cui è scritto chiaramente che nel caso in cui i manifestanti volessero querelare chi li offende e commenta i loro contenuti, possono contare sul loro supporto. Io non ho mai avuto particolare attitudine ad attaccare le persone perché per me la discussione è sempre politica e non personale ma una domanda viene spontanea. Se Adinolfi temeva la galera per un ddl che parlava di istigazione all’omofobia e dichiarava contrarietà rispetto a quel genere di soluzione, come si può, allora, inibire la critica e il dissenso parlando di querele, nel caso in cui qualcuno volesse dare un giudizio politico sulle loro opinioni? Garantisti di comodo o cosa? Nel loro palco si può parlare di gender, pedofilia, e cose del genere e noi non dovremmo sentirci offesi? Invece a noi non è permesso esprimere un giudizio politico? Fate voi.

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19 pensieri su “Il #FamilyDay raccontato da un’Eretica”

  1. Arrivare ad accusare la scuola di manipolare le menti dei nostri figli a favore della “teoria del gender” è inqualificabile. La scuola educa al confronto, a sviluppare senso critico e un’opinione personale. Forse è questo di cui hanno paura.

  2. Sinceramente non so come si possa ragionare con queste persone. A me pare che più che family day questo sia un ipocrit day. E continuo a ricordare un family day di qualche anno fa in cui un certo premier presenziava sbandierando famiglia a destra e a manca ricevendo osanna ed acclamazioni mentre in concreto la sua famiglia era poi quella di circondarsi di ragazze che pagava per i suoi festini. Per carità…liberissimo di farlo…ma è l’ipocrisia che proprio non digerisco.E in questa giornata ne vedo troppa. Che poi vorrei tanto chiedere a sti signori qual è il problema se delle persone(lasciando perdere orientamenti sessuali e quant’altro che sono cose che riguardano la libertà individuale) decidono di vivere sotto lo stesso tetto e fare la loro famiglia. Perchè queste persone non dovrebbero vedersi riconosciuti i diritti che le famiglie tradizionali hanno? Quale minaccia darebbero alla società?
    Per come la vedo io ognuno dovrebe essere libero di farsi la famiglia che vuole.Il resto è solo integralismo della peggior specie.

  3. Gli uomini, si sa, sono degli handicappati e come tali vanno trattati, suvvia ci vuole pazienza e amore. Le donne e I gay in generale invece possono vivere benissimo senza amore, anzi devono essere coperti di insulti, tutti I giorni, se no non sentono il peso del peccato originale.
    Immigrati e rifugiati sì, ma solo con certificato di eterosessualità e di matrimonio (fruttuoso).
    Ah, e ad halloween vesto mio figlio da Gender! Brrrr!

  4. Eretica, dovresti chiamare le cose col loro nome. La manifestazione di ieri è un esempio di clerico fascismo. Punto. Quelli sono gli eredi di chi ha bruciato migliaia di “streghe” , di chi ha costretto popoli interi a conoscere la loro idea di “peccato” e vergognarsene, di chi ha passato milioni di “eretici” a fil di spada, di chi ha incarcerato e ucciso gli omosessuali fino a ieri, di chi ha reso infelici milioni di individui con la sua morale. Non è possibile stabilire nessun dialogo con queste persone. Si estingueranno, e rideremo della loro estinzione.

  5. Aspetta aspetta… ma quelle bandiere sono di FN?
    Oddio… beh se c’è FN allora ecco spiegato perché sono tutti così ignoranti a questi family day

  6. Ti sei dimenticata della famiglia che va a lamentarsi con la professoressa perchè ha espresso la sua opinione sui matrimoni tra omosessuali e ha ricevuto un applauso dalla classe.

  7. Io mi ritengo cattolica e ragionevole. Dal tuo riassunto traspare un odio che non credo sia stato così presente in quel luogo, soprattutto per quanto riguarda la questione del ruolo della donna nella vita famigliare. La Miriano ha scritto dei libri mooolto interessanti con titoli volutamente provocatori, sfortunatamente i più si sono fermati al titolo per poter sfogare liberamente il proprio pregiudizio. Per quanto riguarda la questione degli uteri in affitto, il disprezzo verso questa faccenda è equiparabile a quello verso la prostituzione: ovvio che una donna può usare il suo corpo come vuole; i veri colpevoli sono i clienti, che creano domanda e quindi un mercato.
    L’opinione di chi ha fatto il suo intervento non è che un parere, non si è parlato a nome della Chiesa… che se fosse stata davvero così contro la parità di genere, non si sarebbe schierata a favore del voto femminile a suo tempo 😉
    Parlando di affettività, la passione e i sentimenti, se volessimo essere proprio pragmatici non sono altro che influssi ormonali; e per quanto possa essere forte, la passione non dura per sempre, ergo non è da ritenersi giustificazione della cessione di un diritto che è diventato… tristemente più simile a un contratto legale che a un’unione d’anime. Per questo, personalmente, sono favorevole alle unioni civili per gli omossessuali; è una tutela legale che volete? Prendetela pure, non riguarda la fede. Ma l’adozione… non sono favorevole per diversi motivi, al di là di quelli religiosi. Primo, non ce n’è bisogno: le domande di adozione sono sempre e comunque superiori al numero di bambini orfani; dobbiamo ringraziare il paranoico sistema di adozioni italiano se questi ragazzini non hanno già tutti una casa. Secondo, una psicologa di mia fiducia mi ha assicurato che per il corretto sviluppo affettivo un bambino deve identificarsi nel genitore del proprio sesso e innamorarsi di quello di sesso opposto; non dico che due donne e due uomini non amerebbero un bambino, semplicemente continuerebbe a mancare una delle due figure sessuali. Per lo stesso motivo sono contraria alle adozioni da parte di single, non la trovo una mossa molto intelligente.
    P.S.: se sei atea è scorretto definirti eretica, in quanto gli eretici sono, dal greco, “coloro che compiono una scelta”; in ambito storico quelli che decidono di scostarsi dalla dottrina principale, ma sono sempre appartenenti a un credo.

    1. “Parlando di affettività, la passione e i sentimenti, se volessimo essere proprio pragmatici non sono altro che influssi ormonali; e per quanto possa essere forte, la passione non dura per sempre, ergo non è da ritenersi giustificazione della cessione di un diritto che è diventato… tristemente più simile a un contratto legale che a un’unione d’anime.”

      La prima parte di questo passaggio mi lascia alquanto basito perché non capisco se volevi intendere che tutte le unioni fra persone sono mosse da una passione destinata a finire, e nel tal caso se così non sarebbe giustificabile la concessione del diritto al matrimonio ad alcuna coppia, oppure se intendevi che le unioni fra omosessuali sono basate sulla passione destinata a finire e in tal caso non capisco da che basi parti per sostenere che l’umanità si divide fra chi è capace ad amare sul lungo periodo e chi invece è preda di mere passioni.
      Ma può anche essere che il passaggio sia poco chiaro e tu intendessi tutt’altro.

      Sulla seconda parte del periodo posso solo dire che il matrimonio giuridicamente inteso non ha niente a che fare con l’unione delle anime (argomento del quale il diritto non si occupa affatto) è un istituto giuridico che certifica che due persone si sono prese degli impegni reciproci e godono di diritti reciproci. Non è un contratto (perché richiede l’intervento dello Stato per venire in essere) ma è effettivamente un fascio di diritti e doveri attinente al mero rapporto fra due persone*, per cui non vedo perché non si dovrebbe estendere agli omosessuali.

      *precedentemente atteneva anche al rapporto fra genitori e figli ma col passare dei decenni i due rapporti sono stati separati e disciplinati da istituti diversi così che oggi nessuna influenza ha, nel rapporto genitori-figli il fatto che i primi siano sposati o meno.

    2. ciao. Ti dico alcune cose tanto per… L’odio probabilmente no, ma questo è tipico di certe persone. Se uno ascolta il Papa non c’è quasi mai traccia d’odio, l’intervento di Costanza Miriano è gioioso (il video della giornata è qua: http://www.radioradicale.it/scheda/445594/famiglia-mobilitazione-nazionale-su-gender-nelle-scuole-e-ddl-cirinna ), spesso parlano di amore. Ma questo che significa? Loro sono felici, e si sentono minacciati. Il problema è ciò che comporta per chi non la pensa come loro.

      Per quanto riguarda l’adozione di cui parli ci sono due problemi. Il primo è opinabile, riguarda il benessere dei figli, e ti posso solo dire che non è ragionevole 🙂 basarsi sul parere di una persona, seppure di tua fiducia, per un tema del genere. Quindi almeno potresti cercare di documentarti meglio. Poi potrai rimanere lo stesso della tua opinione…

      Il secondo invece è di carattere “oggettivo”. Se delle persone hanno diritto a una tale cosa, questo non può essere negato per motivi di utilità sociale. Sarebbe come impedire, ad esempio, alle persone di colore di iscriversi a giurisprudenza poiché ci sono troppi avvocati.

    3. La spiegazione data dalla amica psicologa è purtroppo grossolana ed anche un po’ antiquata, consiglio di leggere libri come “crescere in famiglie omogenitoriali” o “maestra, ma Sara ha due mamme?” o tanti altri libri che riportano dati e studi sull’argomento, inoltre ricordo che esiste la grande opportunità di informarsi direttamente presso associazioni come quella delle Famiglie Arcobaleno. Rispetto al tema dell’adozione viene chiesto di legiferare principalmente per far sì che il o la coniuge della coppia omosessuale, che non è biologicamente genitore, possa assumersi le sue responsabilità e i suoi diritti sul minore e fare in modo che non sorgano problematiche legali, in pratica si parla di persone che già stanno crescendo il o la bambino/a e non di un minore in orfanotrofio.

  8. Da cristiano dico chiaramente che QUESTI non mi rappresentano in ALCUN MODO e neanche rappresentano in alcun modo I CRISTIANI: I cristiani VERI stanno SEMPRE dalla parte dei più DEBOLI, degli OPPRESSI e di chi lotta per i suoi DIRITTI.

  9. Qui , nel (per niente) evoluto nord est un mio conoscente , insegnante di Religione, ha dovuto fare la “lista nera” circa la presenza di insegnanti omosessuali nella sua Scuola. Insegnanti da allontanare , avrebbero inculcato la teoria gender negli studenti. Colleghi omosessuali non ne ha , non ha dovuto far allontanare nessuno. La cosa ironica è che lui è omosessuale. Per insegnare Religione ( L’Insegnante di Religione viene scelto dalla Curia , non dalla Pubblica Amministrazione) ha mentito dicendo di essere sposato con una donna . In realtà convive con il suo compagno da una 20ina di anni. Per insegnare l’etica della vita ( tratta argomenti base sulle religioni ai ragazzi di prima-seconda superiore , per poi passare alla sessualità , aborto, eutanasia e tutti gli aspetti della vita ai ragazzi più grandi ) ha dovuto, insomma, fingersi etero. Lui questo lavoro lo vuole fare , ma qui c’è un’ottusità da parte della Curia e della Scuola che non scherza !

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