Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, R-Esistenze

Come ti ricatto moralmente per farti venire al Family Day

Ne avrete sentito parlare, di sicuro. Perché la mole enorme di volantini e varie comunicazioni contro la cultura “omosessualista” e il “gender” o cose del genere è stata diffusa anche per promuovere l’evento che si svolgerà il 20 giugno. Diciamo che non si sono proprio fatti mancare niente. La cultura omosessualista non ho idea di quel che sia. Il gender ce l’hanno in testa perché insistono con il confondere gli studi di genere con una inesistente “ideologia del gender”. E dunque si sollecita la partecipazione all’evento perché bisogna fermare questo mostruoso pericolo che incombe sulle vite di figli e nipoti, altrimenti tra un po’ diventeranno, come per magia, tutti quanti gay, lesbiche e trans. Non solo. Si dice che bisogna recarsi in piazza perché nelle scuole italiane stanno tentando di fare entrare il “gender” (tipo barbablù o l’uomo nero… mangia tutto che arriva il gender…) che obbligherebbe i bambini a masturbarsi in classe, toccarsi l’un l’altro e andare alla scoperta del rapporto sessuale con lo stesso sesso.

Perciò in piazza saranno tutti uniti, credenti, praticanti, simpatizzanti, o semplicemente persone di estrema destra che si nascondono dietro una croce pur di continuare a seminare odio omofobico, a recitare un mantra esorcizzante che impedisca al “gender” di attecchire nella nostra società.

In questi giorni ho letto anche altre sciocchezze, ma proprio tante, dette e scritte da persone che con la religione cattolica non c’entrano proprio niente, ma quando c’è un osso da spolpare i cani si precipitano, rabbiosi, perché due minuti d’odio non si negano a nessuno. Il gender, perciò, mi è diventato così familiare che oramai ci parlo pure. Senti gender… ehi gender… maddai gender. Potrei dire che ho un amico invisibile che si chiama gender e ancora risulterei più sensata rispetto ai toni usati da non so chi per dire ad altri di partecipare in massa, a costo di rischiare il tutto per tutto, per riempire quella piazza, fare volare quattro palloncini in aria e fare pesare una presenza che dovrebbe indicare al mondo che Vade Retro Gender, perché abbiamo capito che il gender è anche un sinonimo, uno tra i tanti, del diavolo.

L’ultimo invito un po’ ricattatorio che mi è stato segnalato e che è stato inviato ancora ad un po’ di persone è questo:

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Insomma se non vai ne risponderai davanti a Dio e se non vai significa che dei tuoi  figli e dei tuoi nipotini non ti importa niente. Ed ecco come e perché tante persone timorate di Dio saranno indotte, con queste parole di pace e serenità, a prendere il treno, il bus, l’auto, l’aereo, e a precipitarsi in massa a Roma perché altrimenti ne risponderà davanti a Dio, ai preti e a scendere anche al sagrestano di periferia del paese tal dei tali.

Non so come sono messi i cattolici ma io ho partecipato a tante manifestazioni in nome dei miei ideali ma giuro che se qualcuno mi avesse mandato un messaggio del genere avrei fatto una pernacchia e me ne sarei rimasta a casa. Perché questi ricatti, per chi dice che la gente si muoverebbe per fede, sono intollerabili. Oh, voi, cattolici, ma come potete tollerare la strumentalizzazione che fanno del vostro credo, della vostra pratica religiosa. Come potete tollerare che la vostra religione diventi veicolo di messaggi di odio? E’ forse la discriminazione il vostro obiettivo? E’ forse un medioevale augurio di morte, pene e pestilenza che volete sopportare se non aderite a questi richiami? Io direi che questa è la palese dimostrazione che molte persone vengono chiamate alle armi seguendo la strada del ricatto e della paura. Cadrà su di voi una scomunica e si chiuderanno le porte del paradiso e ancora vi succederanno cose atroci se non obbedite subito. Fatevi due domande e datevi, ancora, due risposte. E poi ditemi che ne pensate… se volete.

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