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Sul poliamore, senza esagerare

Un’altra storia poliamorosa. Di Aspasia. Buona lettura!

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Sul poliamore, senza esagerare

Non sono monogama e non voglio farne un vanto. Riguardo all’amore penso che ciascuno abbia una sensibilità particolare, frutto della propria cultura e della propria vicenda personale, e che sia impossibile trovare una formula che colmi ogni mancanza.

L’educazione che abbiamo ricevuto ci ha imposto di pensare l’amore come accadimento unico, l’innamoramento come evento eccezionale nella vita di un individuo; da questo discende che l’innamorarsi di più persone, sia simultaneamente che in momenti diversi della propria vita, sia un atteggiamento da considerarsi fondamentalmente falso. “Un amore nega l’altro”, pare l’implicito motto della visione fondata sull’esclusività.

E se non è possibile innamorarsi e amare addirittura più di una persona nell’arco di una vita (figurarsi contemporaneamente!) ciò che ne deriva è che ogni legame nato al di fuori dell’ “amore vero” è privo di autenticità: non è amore quello che si prova verso un’altra persona dopo la dolorosa rottura di una relazione storica, che si credeva potesse durare “per sempre” (e se si addivenisse a scoprire che nella nuova relazione d’amore si tratta, sarà allora il caso di correggere orwellianamente il passato ed eliminare, almeno formalmente, la parola amore dal legame precedente); non è amore quello che si prova per il proprio compagno se contemporaneamente si è attratti, addirittura innamorati di altre persone (e se a questi sentimenti “si cede” facendo seguire la carne alle emozioni allora la falsità dell’amore è ormai acclarata); non è amore se una relazione non porta ad un legame socialmente riconoscibile… e così via.

Siamo così sicuri che il nostro cuore non sia in grado di contenere una vastità di sfumature e sentimenti diversi e più ampi di quel che dice la vulgata? Siamo così sicuri che la nostra capacità di aver cura di una persona, di ascoltarla, di amarla, di darle tenerezza si riduca ad un solo essere? Siamo così sicuri che questa capacità debba ripetersi identica in ogni relazione, che ogni persona abbia bisogno, quasi meccanicamente, della stessa quantità di cura, tempo e attenzione?

Sì, alcuni ne sono così sicuri da ritenere che qualsiasi altro modo di relazionarsi, di esprimere i sentimenti, di usare il corpo escluda l’amore, anzi lo svilisca depravatamente. Io non mi schiero apertamente contro la loro sicurezza fin quando essa non si tramuta in un dispositivo coercitivo: obbligando, ad esempio, il partner che s’innamora d’un altra persona al di fuori della coppia, o che sente un rapimento erotico, estetico, sentimentale, non solo a mentire al suo compagno o alla sua compagna, ma anche a schiacciare la propria emotività riducendola al rango di consumo predatorio, anafettivo, di presa rapida d’un altro corpo da negare al canto del gallo.

La sessualità è certamente anche gioco, anche accadimento non necessariamente ripetibile, anche piacere misterioso e fugace legato ad un determinato momento, a certe condizioni di luce, ma in una visione dell’amore e dell’innamoramento come avvenimenti unici ed eccezionali tutta la sessualità al di fuori della coppia non può essere altro che atto fulmineo, istantaneo, privo di sentimenti, di anima, di calore. Un momento di ebrezza pagato a caro prezzo: sensi di colpa, rabbie, paure e soprattutto fuga immediata dal corpo con cui si è stati in contatto intimo fino a poco prima.

Tutto questo a me pare molto violento. Vi sono persone che esauriscono la loro capacità affettiva nell’amore e nella cura verso un unico essere amato, e la cui attenzione sessuale non riesce che a concentrarsi su di un solo punto. A quelle persone auguro una vita felice, e l’incontro fortunato con una creatura che condivida spontaneamente il loro sentire. Ma possiamo davvero farne una regola?

Il poliamore non è un amore senza regole: tutt’altro. La base del poliamore è la condivisione con tutti i partner del proprio mondo emotivo e delle proprie relazioni; per un poliamoroso mentire ad un partner equivale al tradimento per un monogamo, ed è altrettanto grave; a differenza di un monogamo, tuttavia, un poliamoroso non crede che l’amore sia un sentimento irripetibile, ma sente la possibilità di essere amato pienamente da una persona pur non avendo esclusività affettiva, sessuale, relazionale. Una relazione poliamorosa richiede un grande impegno emotivo, perché bisogna acquisire la capacità di ascoltare e accogliere i sentimenti di un’altra persona, di rispettare i propri bisogni senza schiacciare i bisogni dei partner, e dei partner dei partner.

Non si tratta, insomma, d’una scelta facile, ma senz’altro d’una scelta altrettanto etica di quella compiuta da coppie che, spontaneamente e fecondamente, fondano il loro legame sull’esclusività sessuale.
Del poliamore non voglio fare un’apologia: non credo che sia la panacea di tutti i mali, né che condurrà l’umanità verso un futuro più radioso, come non credo, del resto, che la visione dell’amore esclusivo sia l’unica in grado di far maturare relazioni durature e profonde. Credo che finché generalizzeremo, i monogami tacciando i poliamorosi di superficialità e bollando tutti i loro legami come “non amore”, i poliamorosi accusando i monogami di viltà, istintualità repressa e desiderio di possedere l’altro, non si andrà molto lontano. In entrambe le visioni esistono lati positivi, slanci poetici e ideali, difficoltà da affrontare e superare.

L’importante, secondo me, non è quante persone amiamo o con quante andiamo a letto, ma che qualità di rispetto, cura, ascolto, accoglienza, felicità siamo in grado di offrire loro. Mi si potrebbe obiettare, e a buona ragione, che oggi è difficile prendersi cura finanche di una sola persona alla volta! Purtroppo è assolutamente vero: ma l’amore non può diventare un’occasione per lavorare su di sé, per superare l’insicurezza e il senso di competizione, per far crescere il proprio cuore e i propri sentimenti, per diventare più generosi abbandonando in una certa misura il proprio egoismo e imparando ad accogliere gli altri in tutta la pienezza della loro libertà? Può.

Aspasia

Ps: per le vostre storie poliamorose, monogame, qualunque sia la vostra preferenza sessuale, scrivete a abbattoimuri@grrlz.net

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4 pensieri su “Sul poliamore, senza esagerare”

  1. “L’educazione che abbiamo ricevuto ci ha imposto di pensare l’amore come accadimento unico, l’innamoramento come evento eccezionale nella vita di un individuo; da questo discende che l’innamorarsi di più persone, sia simultaneamente che in momenti diversi della propria vita, sia un atteggiamento da considerarsi fondamentalmente falso. “Un amore nega l’altro”, pare l’implicito motto della visione fondata sull’esclusività.”

    Io non sono d’accordo con questo passaggio e con altre cose. Non commento per polemizzare, dato che non ce n’è motivo, ma visto che vengono dette cose sugli altri e che viene presentata una filosofia di vita che si differenzia da altri modi di vivere penso che sia bene chiarire alcuni punti. L’idea che gli esseri umani si innamorino per via dell’educazione ricevuta non ha riscontro con la realtà. Abbiamo fame tutti i giorni, ma non ci innamoriamo tutti i giorni, ergo l’innamoramento è un evento eccezionale, che capita poche volte nella vita, altrimenti non sarebbe così speciale. E non si capisce come mai invece proviamo attrazione sessuale per tantissime persone. Su questo perché l’educazione non ha potere? evidentemente l’educazione non c’entra. L’educazione semmai ci può imporre di avere relazioni monogame, ma non ha potere sull’attrazione sessuale e sull’innamoramento. Innamorarsi simultaneamente cosa significa? Che una sera una persona si innamora di due persone, tre persone, quante? Nessuno poi considera falso innamorarsi in diverse fasi della vita o l’amore come evento irripetibile, succede spesso che una relazione amorosa nel tempo subisca cambiamenti, poichè si incontrano altre persone, del tempo è passato, e un amore consolidato che perde in passione e acquista in profondità dà modo alle persone di innamorarsi e di riprovare quelle sensazioni passate. capita di lasciarsi e di provare ancora amore; tutto questo già accade e nessuno lo chiama poliamore, non ce n’è bisogno. è lo stesso di chi fa musica o scrive eccetera, che è follemente appassionato di una cosa, due al massimo, poiche il suo amore lo rende concentrato solo su quello. Il poliamore, ma già scegliere un nome del genere crea ambiguità, pretende di chiamare relazioni multiple con un nome che si riferisce a una cosa ben precisa, ovvero l’amore. Per questo genera anzitutto scetticismo. Perché fa pensare a gruppi di persone che si amano a vicenda, e questo di fatto non capita spesso, per cui chiunque fa fatica a crederci. e perché fa pensare a una cosa che uno sceglie a tavolino, come se uno potesse decidere di amare intenzionalmente. Essere innamorati di una o due o tre persone fa poca differenza. Quello che differenzia il poliamore è l’idea di coppia, e su questo dovrebbero esprimersi coloro che vogliono raccontare la propria esperienza, non sulla qualità del poliamore, che è la stessa di chi ha relazioni monogame, dato che l’amore è uguale per tutti, a meno di credere che le definizioni modifichino la realtà, mentre differenti sono le persone e le relazioni. Senza stare a dire che gli altri sono condizionati dalla cultura e l’educazione imposta, come fossero marionette. è come se si presentasse qualcuno a dire che l’amicizia non va riservata a poche persone, dovremmo essere amici di tutti. Ma che discorso sarebbe? L’amicizia si riserva a pochi perché è per pochi, perché l’affetto che si sviluppa per qualcuno impedisce di fatto di svilupparlo per altri, e così per l’amore. Io voglio leggere una lettera di un poliamoroso che ama veramente 367 persone, allora sì. ad amare due tre persone siamo capaci tutti e nessuno lo ha mai messo in discussione. Chi scrive potrebbe essere più chiaro dicendo semplicemente che la relazione poliamorosa si basa sull’idea di non esclusività di coppia, e non ci sarebbe altro da aggiungere. Se invece si fanno considerazioni sulle persone, per di più sbagliate, identificando le persone con il tipo di relazione che vivono, come la monogamia, è chiaro che sorgono obiezioni.

  2. Sono d’accordo sul finale. Il limite è che ciascuno di noi ha 24 ore al giorno, non di più. E questo influenza la qualità della relazione.
    Il poliamore non fa per me, perché io per primo voglio dedicarmi ad un persona sola, voglio essere sicuro di dare il massimo e come potrei, dovendo dividere il mio tempo con più persone? Ma rispetto le opinioni differenti così come rispetto chi si vuole dedicare ad una persona dello stesso sesso o preferisce la vita ascetica.

  3. Molto interessante da leggere. Grazie.
    L’unica cosa che non condivido, in un discorso molto attento al rispetto, è il paragrafo “Vi sono persone che esauriscono la loro capacità affettiva nell’amore e nella cura verso un unico essere amato, e la cui attenzione sessuale non riesce che a concentrarsi su di un solo punto.”
    A me pare un modo poco velato per dire che o monogami sono limitati, e non mi sembra né utile né necessario.

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