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Ecco la vera natura della famiglia detta “tradizionale”

La famiglia tradizionale? Ma certo, è un incanto. Ve la racconto.

    • è patriarcale, prima c’è il patriarca e poi tutti gli altri.
    • è maschilista perché i ruoli di genere sono ben separati. la moglie pensa alla casa e al ruolo di cura e il marito lavora, fa carriera e quando torna a casa esige di essere servito perché si sa che la funzione di serva è cosa da donne.
    • è sessista perché si educa la figlia femmina a prepararsi alla riproduzione e a fare la moglie e se per caso è lesbica ci sta che viene accoltellata (successo davvero, che credete!). poi educa il figlio maschio a sperare in una sposa altrettanto sottomessa che possibilmente abbia letto tutta la trilogia masochista della Miriano.
    • è autoritaria perché decide come deve comportarsi e vestirsi una figlia femmina, come dovrà sedersi, comportarsi e quali scuole dovrà frequentare e quali invece no. al maschio saranno riservate raccomandazione su come egli dovrà godere di molti privilegi proprio in quanto maschio. potrà girare per strada a tutte le ore del giorno e della notte senza temere di essere stuprato, potrà descriversi come individuo virile al quale il padre padrone ordinerà di farsi più femmine che può. se non vuole farsene nessuna, se è gentile, se è gay, il padre dirà “meglio morto che frocio” (già successo anche questo). nel caso in cui egli stupri una ragazza la famiglia lo appoggerà e dirà che ella era la zoccola che l’ha provocato. lo dirà il padre e pure la madre.
    • è totalitaria perché attribuisce alla figlia femmina il coprifuoco, e di non attirare l’attenzione, di non vestirsi come una “zoccola”, di non uscire con quelle amiche libertine là, di non frequentare un uomo giacché è al marito che ella dovrà donare la verginità.
    • è femminicida perché nel caso in cui alle femmine di famiglia non piaccia la sottomissione e rivendichino il diritto alla libera scelta, quella di fare quel che vogliono e di lasciare il marito, per esempio, lui sarà legittimato ad ucciderle in quanto donne.

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Amo due persone contemporaneamente e va bene così

Lei scrive:

Ciao Eretica,

sono sposata da venticinque anni con un uomo che amo moltissimo ma penso che nella vita ci sia spazio per più di una persona. Non si smette di amare una persona se si inizia ad amarne un’altra. Non sono così egoista da dirglielo. Mi tengo tutto il peso e non scarico su di lui le mie scelte che potrebbero ferirlo. Non ho bisogno di essere perdonata e non mi serve avere la sua autorizzazione. Amo lui e amo una donna. Sono bisessuale o meglio non mi importa quale sia il tuo genere. Se mi piaci e ti amo va bene così.

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Vorrei fare la webcam girl ma lui non vuole

Lei scrive:

Cara Eretica,

sono una precaria che cerca lavoro da molto tempo senza trovarlo. Vivo con un uomo meraviglioso che si carica di ogni sorta di problema e che lavora il doppio per poterci mantenere entrambi. Mi spiace vedere la sua fatica e sapere che se avesse più tempo lo userebbe per fare cose che sicuramente lo gratificano di più: leggere, andare al cinema, fare molte cose e raggiungere altri obiettivi che da tempo vorrebbe raggiungere. Invece non si può permettere nulla di più che la sopravvivenza.

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L’abbraccio di Louise

di Thelma

“E’ colpa tua”.
Troppe volte me lo sono sentita dire e adesso ci credo.
Sarà vero se me lo dicono tutti, chi mi ama e chi appena mi conosce.
Mi è stato detto da bambina, poi da ragazza, da giovane donna e da donna matura.
Sarà vero, è colpa mia.

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Sono gay e lo sono da sempre

lei scrive:

Sono gay.
Sono gay e lo so dalle elementari, da quando avevo otto anni e tutte le mie coetanee cominciavano ad interessarsi ai maschietti e a fantasticare su un futuro accanto a loro. Ma io no, e ricordo di aver pensato che ‘gay’ era proprio quello che ero la prima volta che mi hanno spiegato cosa significasse. Non gli detti peso, ero una bambina e non mi sembrava un problema. Un giorno, in quinta, cominciarono a prendermi in giro chiamandomi lesbica, insistevano con cattiveria e ridevano di me. Sapevo che avevano ragione, e per la prima volta sentii tremendamente sbagliata per come ero e cominciai a convincermi che l’unico modo per vivere una vita felice sarebbe stato farmelo passare. Mi nascosi e piansi tutte le mie lacrime.

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E vissero per sempre

di Maria Vittoria

Che cos’è per te, il lieto fine?
Te lo dico io: per te il lieto fine sono io che mi ravvedo, che torno sui miei passi, che mi sveglio dai cento anni di sonno e ancora cieca e intorpidita cerco la mano di mia figlia. Che la riconosca tra mille.
Tu che mi vuoi bene, tu che mi conosci da una vita, tu che mi cambiavi il pannolino, tu che sai cosa voglio fare da grande, tu che mi hai vista piangere in mezzo agli scatoloni del trasloco.
Tu, tu, tu, tu e tu.

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Secchezza vaginale: sfogo di una comitiva di donne in menopausa

La simpatia di certi siti in cui si parla del problema e ti si para davanti un deserto. Posso dire che io non ce l’ho proprio così?

 

di fikuzza assetata

Ho un problema in comune con varie amiche, tutte in menopausa. C’è l’intenzione di trombare, in modo energico e con grande piacere reciproco, ma basta una penetrazione con sfregolio e avanti-indrè e parte il dolore che si diffonde come una tempesta senza che tu abbia riparo. Cistiti, Cerviciti, Vaginiti, Sospette Nefriti. Perfino febbre per qualcuna.

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