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Se la non-monogamia non è consensuale non è poliamore

Lei scrive:

“Cara Eretica,
ti scrivo per rispondere all’articolo della ragazza che si definisce poliamorosa.

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#Poliamore: Amo due uomini e sono felice così!

Lei scrive:

“Ho da poco visto un articolo su abbattoimuri riguardante il poliamore che mi ha fatto venire il desiderio di raccontare, per la prima volta e anonimamente, la mia storia. Una storia difficile sotto tantissimi punti di vista in cui, però, ho trovato il mio equilibrio.

Iniziamo con ordine. ho diciotto anni. Ho una relazione stabile da diversi anni, piena di amore, passione, comprensione, fiducia. E ogni cellula di me ama il mio ragazzo, C. In contemporanea a C, anni fa, conobbi in un contesto molto “scomodo” R. (scomodo per due motivi: per primo perché il luogo in cui ho avuto e ho tutt’ora modo di vederlo non ha legalmente spazio per una relazione tra controparti, e secondariamente perché tra di noi c’è una differenza di età di parecchi, parecchi anni). Ho sempre saputo, in fondo alle viscere, di amare R., ma i nostri ruoli, le nostre età, e il fatto che entrambi fossimo effettivamente coinvolti amorosamente mi aveva sempre allontanato. Inoltre, per una ragazza minorenne quale ero io al momento in cui ho avuto modo di conoscerlo, tutto mi sembrava costringermi a pensare che fosse l’ennesimo frutto delle mie perversioni.
Mi sono fatta male, ho lasciato che il tempo scorresse sentendomi da un lato confusa perché innamorata fino al midollo di C, dall’altro perché una parte di me sperava di essere ricambiata da R. nonostante l’impossibilità evidente di una relazione. Il problema reale era, alla fine, proprio questo.
Io ero ricambiata. Lo ero, ebbi modo di scoprirlo dopo, e ogni volta che R si avvicinava facendomelo capire, mi sentivo da un lato inorridita e terrorizzata dalle conseguenze che questo avrebbe potuto avere, dall’altro oppressa e mortificata da un mondo che non lascia spazio all’amore genuino per ridicolizzarlo sempre e comunque come una perversione.
Figuriamoci.
Figuriamoci se una diciottenne e un quarantenne possono stare insieme senza sembrare due mostri.
Figuriamoci poi se la diciottenne in questione è fidanzata e ama il suo partner, idem per R. [Read more…]

Storia di un riscatto intimo e personale

Lei scrive:

Sono nata in un paesino in provincia di Venezia. Piccolino, rurale, antico. Così rurale ed antico che lo era anche la mia famiglia. Il nonno a capo della famiglia, le donne in cucina a prendersi cura della casa e soprattutto tanta omertà. Non mi sono mai adeguata, mi stava tutto stretto. Se dovessi scrivere la mia vita senza aggiungere quello che ho scoperto dopo, scriverei per giorni e leggere sarebbe noioso perché si dovrebbe ritornare indietro per interpretare tante parti con la chiave di lettura adeguata. Perciò sarà un misto.

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Bar AIM – chiacchiere del sabato pomeriggio su squirting, punto A e apertura del chackra

di Annalisa

Bar AiM. Esterno festivo pomeridiano, la primavera si affaccia dalla finestra. Palme, sì, parleremo anche di palme. Ognuno, immagino, stravaccato a casa sua. Birretta, pistacchi, tuta del sabato. Città lontane, che magari a congiungerle con i puntini ne esce fuori il Delta di Venere. Interno luminoso, confortevole, chiacchierino.

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Su Barbara D’Urso e i sentimenti pop: dialogo sulla morte del ragazzino di Lavagna

 

Ciao Roberta, grazie mille per la risposta, molto pacata (cosa che raramente ci meritiamo), sentita e ben argomentata.

In primis, è vero: le parole del nostro articolista nascono in larga parte dalla rabbia, “de panza”, come si usa dire oggi.

È il motivo del “disclaimer”, che di solito non viene inserito nei nostri articoli. [Read more…]

Caro Michele, noi siamo te!

Caro Michele,

ho letto la tua lettera di addio e vorrei condividerla con le persone che mi leggono per dire che il tuo dolore l’ho provato anch’io. Ho pensato alla precarietà, ai debiti, al peso schiacciante di un’economia che tutto chiede e nulla restituisce, a chi ti dice che sono le tue competenze che contano quando in realtà non contano un cazzo. Alle persone che ti dicono che per lavorare non serve altro o che tutto quel che conta di te è che tu sia bella dentro. Tutte cazzate.

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Che tipo di madre sono stata?

Raccolgo con l’indice una goccia di latte che scivola dalla buccia di un limone. Sembra una coccinella polare. L’ ha sputato poco fa mia figlia, spruzzi di latte sulla coppa azzurra colma di agrumi un po’ avvizziti. Schizzi di collera perlacea sui frutti, sulle piastrelle cobalto, sul mio pigiama.

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Mi voglio bene: amatevi anche voi!

Lei scrive:

“Cara Eretica,
è da qualche mese che seguo la tua pagina e sono sempre stata indecisa se scriverti o meno perché, nonostante ci sia l’anonimato, condividere quel che si sente è comunque un’impresa.
Ho 24 anni, sono una ragazza e non so da che parte iniziare.

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Il sesso non dovrebbe essere un dovere coniugale

Lei scrive:

Cara Eretica,

non voglio fare sensazionalismo e non mi piace che mi vedano come una vittima. voglio soltanto raccontare come ho vissuto due anni di stupri continuati in una casa che pure era la mia. lui era il mio compagno e io ero obbligata a fare sesso con lui tutte le volte che voleva, perché altrimenti erano sempre gran sensi di colpa e urla e litigi che volevo risparmiare a me stessa per vivere un po’ meglio. l’ho fatto spesso senza piacere, per dovere, per respirare. non è lo stupro violento che lascia tracce fisiche, ma è quello che per alcuni maschilisti dovrebbe anche essere legalizzato, in certi Stati infatti lo è e qui non è mica detto che ti credano. mi sono sempre chiesta, nel caso avessi avuto voglia di denunciare, che fine avrei fatto. mi avrebbero creduto? il condizionale è indispensabile perché sarebbe stata la mia parola contro la sua. le scuse sono evidenti: tu resti con lui, ci fai l’amore, dormi con lui, vivi e dimentichi e quello che ti sembra di subire non è che una tua proiezione. questo me l’ha detto uno che consideravo amico e anche la sua ragazza, tanto buona e comprensiva.

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Buon anno per chi ricomincia a partire da se’

Mi sono sentita a pezzi, quella volta in cui mi dissero che non ero bella. Volevo piacere e più di tutto volevo essere amata. A volte la ricerca di un modello di bellezza standard non è altro che la ricerca di un amore. Sbagliato dire che qualcuno possa amarti così come sei perché in realtà passiamo tanta vita a conformarci, per fare parte di qualcosa, per riconoscerci l’un l’altro, per liberarci pur restando in catene e per incatenarci pur dicendo che la nostra massima aspirazione è la libertà. Che io sia una donna o un uomo poco cambia, giacché non credo che per altri valga meno quello che sto dicendo. Non è una tesi e non serve confutarla, ma è soltanto analisi del reale, di quella mancanza di linguaggi diversi per comunicare che non siano il corpo, l’attrazione, il desiderio di appropriarci di qualcosa. Quand’è che sapremo guardare noi stessi per vedere quanto sangue ci scorre nelle vene, che il nostro cuore batte uguale e che non tutto può ridursi alla ricerca di carezze. Io sto con qualcuno, da molto tempo, eppure non riusciamo più a parlare. Ci accarezziamo distrattamente ogni tanto ma poi restiamo soli, ciascuno avvolto da una tenebra diversa e in cerca di qualcosa che ci dia un senso di pienezza che in realtà non troviamo.

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