Leggendo la notizia sulle intercettazioni che coinvolgono alcuni medici, chirurghi, ginecologi, di reggio calabria, a parte le bestemmie, mi vengono in mente delle cose essenziali da ribadire. I corpi delle donne sono campi di battaglia. Alcuni medici, e questa considerazione prescinde dall’inchiesta in se, prendono scorciatoie e considerano quei corpi carne da macello. Chi immagina che in ospedale si trovi tanta gente carica di empatia sbaglia. Non sempre è così. Eppure effettivamente ci sono tante persone empatiche, gentili, e, questo deve essere chiaro, ti informano di tutto e chiedono il tuo consenso qualunque cosa facciano. Lo devono fare per legge perché il consenso informato non è una cazzata, e se tu firmi per ricevere un determinato intervento chirurgico di certo non possono fare altro se non quello per cui li hai autorizzati. A volte ti avvisano, in caso di possibili complicazioni, perché un chirurgo non è Dio, anche se potrebbe ritenersi tale ed è così che a volte si mostra liquidando le domande dei e delle pazienti come rotture di coglioni che non possono tollerare.
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