Antiautoritarismo, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Il furto della felicità

da Lo Stato Sociale

Michele si è tolto la vita, a trent’anni. E prima di farlo ha scritto una lunga lettera. La trovate sui giornali, su internet. Parla di furto della felicità, della nostra generazione, dei no che uccidono, di sistema, di sogni, di libertà di scelta. È una lettera lunga e piena di amore e rassegnazione, di rabbia e serenità. Di vita, a dire il vero. E a tutti i moralizzatori col culo degli altri di internet chiedo di indossare un po’ di silenzio, che di certo il dolore dei cari ed il suo gesto non meritano inutili accuse gratuite.

Continua a leggere “Il furto della felicità”

Affetti Liberi, Autodeterminazione, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Caro Michele, noi siamo te!

Caro Michele,

ho letto la tua lettera di addio e vorrei condividerla con le persone che mi leggono per dire che il tuo dolore l’ho provato anch’io. Ho pensato alla precarietà, ai debiti, al peso schiacciante di un’economia che tutto chiede e nulla restituisce, a chi ti dice che sono le tue competenze che contano quando in realtà non contano un cazzo. Alle persone che ti dicono che per lavorare non serve altro o che tutto quel che conta di te è che tu sia bella dentro. Tutte cazzate.

Continua a leggere “Caro Michele, noi siamo te!”

La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Storie, Violenza, Welfare

L’abuso economico contro vittime di violenza di genere

flashcards-_intersectionality1323387834491

Sto tentando di raccogliere, tra i tanti messaggi che arrivano ogni giorno all’indirizzo di Abbatto i Muri, quelli che parlano di violenza di genere aggravata o indotta da dipendenza economica. Inizio una minima carrellata, qui, invitandovi a continuare a raccontare, perché è ascoltando i vostri racconti che si capisce anche quale tipo di prevenzione forse è più necessaria contro la violenza di genere.

Continua a leggere “L’abuso economico contro vittime di violenza di genere”

Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Storie

Studio perché da grande non vorrò dipendere economicamente da nessuno

Lei scrive:

Cara Eretica, sono una ragazza di 17 anni ed è da qualche mese che seguo la tua pagina, devo ammettere che mi hai fatto aprire gli occhi su questioni a cui prima non davo minimamente peso. Proprio per questo motivo vorrei condividere con te la situazione che ultimamente sto vivendo in famiglia, rimanendo nell’anonimato.

Continua a leggere “Studio perché da grande non vorrò dipendere economicamente da nessuno”

Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Storie, Welfare

Per rialzarsi in piedi serve scansare le donne vittimiste

l_bf9f9430-ef90-11e1-8d67-370210f00006Ho sempre sopportato molto poco il tono piagnucoloso di certe donne che non sanno rialzarsi in piedi con le proprie gambe. Vederle, ascoltarle, mi ha sempre dato molto fastidio. Sarà che sono stata e sono molto combattiva, senza temere le conseguenze delle mie azioni e per azioni intendo quelle resistenti, lotte, battaglie condotte contro chi voleva impedirmi di fare le mie scelte. Ho sempre odiato quelle che non ce la fanno e allora tentano di convincere anche te che non avrai altro futuro che quello. Si lamentano di essere vittime di tutto fuorchè di se stesse. Come se non volessero crescere mai, entrare a pieno titolo in età adulta, perché dopo aver analizzato i tanti perché della tua condizione finisce che devi renderti conto che se sprechi la tua unica vita nessuno te la restituirà mai.

Continua a leggere “Per rialzarsi in piedi serve scansare le donne vittimiste”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze, Violenza

#25Novembre #IoMiSalvoDaSola: siamo tutt* Cappuccetto Rosso!

Siamo tutt* Cappuccetto Rosso
Siamo tutt* Cappuccetto Rosso

 

La giornata del 25 novembre volge al termine e io vorrei raccontarvi la storia di tre donne.

Barbara è una quarantacinquenne che è stata licenziata cinque anni fa a causa della “crisi”. Non ha più trovato lavoro ed è rimasta ad abitare con l’ex marito, da separati in casa. L’ex marito non è una persona violenta e anzi le è molto amico. Ma Barbara ha tante colleghe che sono disoccupate come lei e dice che una delle loro maggiori preoccupazioni, all’epoca del licenziamento, era il fatto di dover dipendere da mariti e genitori. Tre su 27 si sono separate senza possibilità di mantenersi da sole. Sono tornate a vivere con i genitori e a subire perciò situazioni di grande tensione. In qualche caso sono tornate dagli stessi genitori dai quali erano fuggite molti anni prima. Due su 27, a parte Barbara, sono state costrette a restare in casa con l’ex marito, per il bene dei figli, e dopo qualche tempo hanno confidato che pur volendo andare via non potevano farlo. Perciò la dipendenza economica, spesso, è causa di gravi conseguenze per le vittime di violenza. Tale dato viene trascurato da borghesi e teoriche della violenza da estirpare semplicemente estirpando l’uomo. Cosa certa è che tante di queste signore non hanno bisogno di un lavoro, hanno una casa e percepiscono un reddito. Ecco perché non gliene frega niente di proporre leggi a prevenzione della violenza, di genere, economica e sociale, che parta da una redistribuzione equa del reddito per tutt*. Meglio legittimare, all’insegna dell’emergenzialità, giocando con i numeri della violenza, esagerando, gonfiando, come oggi fa Repubblica contrariamente agli stessi dati diffusi dai Centri Antiviolenza che segnano un – 40 rispetto al dato fasullo del quotidiano online, leggi repressive, securitarie, che sono fedeli alla prassi di uno stato paternalista, di istituzioni patriarcali che esaltano le presunte operazioni di salvataggio a cura di tutori dell’ordine invece che esaltare le scelte autodeterminate delle donne. Più denunce non significa meno violenza. Chi lo afferma dice il falso. Se le donne restano sole e dipendenti dagli ex mariti dai quali, peraltro, continuano a dipendere economicamente (con assegno di mantenimento e varie), la denuncia non è una valida opzione. Prima devono realizzarsi le condizioni affinché le donne possano ricominciare a vivere altrove e poi, solo poi, si chiede alle donne se vogliono denunciare o meno. Ricordo, tra l’altro, che tutto il percorso che le istituzioni al momento seguono, dal percorso rosa negli ospedali all’impossibilità di ritirare la querela, tende a dimostrare che le donne non sono affidabili e che possono perfino essere considerate delle bambine non in grado di intendere e di volere al punto che le istituzioni insistano nel sostituirsi a loro in ogni decisione possibile.

Continua a leggere “#25Novembre #IoMiSalvoDaSola: siamo tutt* Cappuccetto Rosso!”

Antiautoritarismo, Antifascismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, La posta di Eretica, R-Esistenze, Violenza

#Diritti #Aborto: la nostra lotta non è gentile!

125424567-51e4ec5d-8edd-4bd3-a568-6c12f2f26bdb

Quando si parla d’aborto si immagina sempre di dover essere molto obbedienti, rispondendo alla violenza dei contenuti antiabortisti con la pacatezza delle donne che – ferite – temono di sfidare l’autorità invece che esprimere la rabbia che hanno in corpo. Ma non è tutto qui. Ci sono compagne che per aver occupato farmacie che non vendevano la pillola del giorno dopo o per aver pisciato davanti a obiettori di coscienza che vendono servizi sanitari si beccano la presa di distanza di chi va a manifestare in fila per due. Ci sono compagne che per aver lasciato una bella scritta sui muri sono guardate con la puzza sotto il naso da chi vorrebbe fare battaglie pro/choice senza sfidare proprio nessuna autorità (patriarcale). Sono le compagne con la puzza sotto il naso, quelle che pensano sia incisiva una mediazione con chi ti fa schiava, ritengono sufficiente una quieta dimostrazione indignata.

Continua a leggere “#Diritti #Aborto: la nostra lotta non è gentile!”