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Tutte zitte se il “raptus” viene attribuito a una madre assassina?

Io ricordo bene la storia delle “tre sorelline di Lecco” uccise dalla madre. Lo ricordo soprattutto per il diverso approccio che ha avuto Alfano nel tentativo di annunciare una azione forte di contrasto alla violenza da parte del governo. Appena fu nota la notizia dell’assassinio delle tre bambine Alfano, dando per scontato che le avesse uccise un uomo, scrive su twitter:

Non daremo scampo a chi ha compiuto gesto efferato e ignobile #Lecco. Troveremo chi è stato e non daremo scampo a responsabile

Poi viene fuori che ad ucciderle fu la madre e allora il registro cambia:

Arrestata dai Carabinieri la madre delle tre sorelline uccise a Lecco. Gesto di follia scatenato da separazione dal padre. Enorme tristezza

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Se la tua compagna è gelosa e anche un po’ stalker

female-stalker2-233x300Mi chiamo Massimo e ho avuto una storia con una donna gelosissima, talmente gelosa da essersi mostrata, fin da subito, nei panni di una stalker. Inizialmente sapete com’è, sei innamorato, ti piace fare sesso, esiste solo lei e poi però le cose mano a mano cambiano. Succede che fai rientrare il mondo nella tua vita un po’ per volta, richiami gli amici e stavolta dici che li incontrerai, la vita a due non ti basta più, ti trattieni al lavoro e poi vai a bere un aperitivo con i colleghi e le colleghe, se lei non vuole venire in quel tal posto tu non ti fai condizionare e comunque vai.

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Bullarsi della bulla è un atto di profonda inciviltà

E’ già successo. Si denuncia la violenza compiuta da una bulla su un’altra ragazza, così com’è già accaduto in passato, e alla bulla viene destinato un linciaggio senza eguali da giustizieri e giustiziere del web che scrivono minacce, istigano alla violenza e da una gogna all’altra a questa ragazza è destinato il percorso di un girone dell’inferno che è pari a quello destinato ai neri dell’apartheid. Se una bulla ha fatto male ad un’altra persona ci sono dei metodi affinché capisca che ha sbagliato. Ma il mondo non è bianco o nero e chi istiga al suo linciaggio non è migliore di lei, anzi, siete molto peggio. Personalmente io ho molta più paura di questa gente armata di forconi e nobili sentimenti, che, sentendosi autorizzati a fare di tutto in nome di una giustizia superiore, potrebbe anche voler appendermi a testa in giù senza neppure rendersi conto di stare compiendo un atto di profonda violenza.

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La mia ex è una stalker e nessuno mi crede

Ho spostato i mobili mille volte prima di trovare un ordine preciso. Ho cambiato casa, le mie finestre stanno sempre più o meno chiuse, sono discret@, volo basso, latito rispetto a qualunque invito arrivi dal mondo esterno. Concretamente, diciamolo, ho paura. Da quando ho chiesto la separazione e ho provato a ricominciare le mie giornate sono state molto complicate. Ogni mattina mi sono sforzato di respirare e trovare un punto di equilibrio, poi c’era il lavoro, qualche amic@, se non riuscivo a stare sol@ la sera invitavo una persona con cui andare a letto. A volte solo per dormire abbracciati, per scacciare la paura, la vergogna, a volte il senso di colpa.

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#Guantanamo: donne molestavano sessualmente i prigionieri

Abu-Ghraib

Una delle conseguenze della repressione contro il terrorismo, come dicevo in un altro post, è stata non sono quella di aver visto vittime, anche uccise, sospette di essere terroristi solo perché stavano in metropolitana con uno zainetto, ma è stata anche l’indifferenza della gente rispetto a quel che succedeva a Guantanamo. La sicurezza prima di tutto e in nome della sicurezza sono state legittimate torture atroci nei confronti di prigionieri arrestati solo perché arabi o musulmani.

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Donne che usano l’acido per aggredire gli uomini

Tempo fa un amico mi raccontò una vicenda che gli era capitata. Aveva avuto un alterco con una donna che gli stava dietro e quando se la ritrovò davanti, in un ristorante, era accompagnata da un uomo che in men che non si dica, sicuramente aizzato da lei, per proteggere il di lei onore, sollecitato nella sua funzione di cavaliere, va dal mio amico e lo strattona non senza dirgli un mucchio di gratuite cattiverie. Il mio amico si rifiuta di reagire, giacché non è proprio il tipo che ingaggia una lotta, in rissa con un altro uomo, e l’altro, non contento, ad alta voce gli dà del vigliacco. A qualche metro di distanza restava lei che si godeva lo spettacolo e sorrideva soddisfatta.

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#Bulle: se l’alternativa alla bulla è la fanciulla in stile medioevale!

1C’è un litigio tra due adolescenti. I media parlano di uno scazzo per “motivi sentimentali“, cultura del possesso e affini, insomma. Quel ragazzo è mio e allora ce l’ho con lei che difende quella che lo frequenta e tra una parola e l’altra arrivano i calci in testa, gli schiaffi, l’ha menata, con tutto il pubblico attorno prima divertito, intento a filmare per avere la dose di accessi quotidiana sul proprio post facebook, poi, solo poi, timidamente, una persona interviene, due ragazze, una aiuta la picchiata a rialzarsi e un’altra tiene bloccata la picchiatrice. Commento a posteriori dei presenti: “ha fatto bene perché quella là se l’è cercata“. Di altri pensieri dedicati contro la picchiatrice invece parlo qui.

Su facebook i commenti alla vicenda in ambito femminista sono di vari tipi. Frequentemente si attribuisce la violenza commessa da una persona di sesso femminile al fatto che avrebbe interiorizzato modelli maschili. E’ una visione che se ci ragioni su diventa anche un po’ sessista e omofoba. Lo stesso si dice dei “maschi” quando  si comportano non da “uomini veri” e perciò vengono chiamati femminucce.

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La comunicazione secondo l’Armata del Bene

Da Femminismo a Sud:

Si adoperano cecchine d’ordinanza che augurano perfino la morte ai tuoi parenti pur di esibire il loro disprezzo e consegnarti a un branco di cyberbull* che per due secondi possono trarre giovamento dal pestaggio virtuale e riderne di gusto.

Si usano svariati blog, capitanati spesso anche da uomini, patriarchi che mal sopportano davvero l’autodeterminazione delle donne e che decisamente non digeriscono che qualcuno la pensi in modo diverso da loro. Si uniscono in rassegna delle perfide comari che nutrono antipatia verso quella più visibile, perché devono distruggerla, la devono abbattere, devono tagliarle i capelli e farla apparire brutta, pessima, almeno il più possibile. Si sazieranno quando la vedranno sanguinare. Si sazieranno, come iene, quando potranno spolpare il suo cadavere.

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Diario di una vittima di cyberbullismo: la costruzione del mostro da linciare!

Segue da qui il mio tentativo di elaborare un grande lutto personale.

Mi sveglio e trovo messaggi di persone amiche. Dico che io ci sono sempre per loro. Io sono sempre qui. Ferita e frastornata ma ci sono.

La cosa che più mi scombussola non è davvero il fatto che c’è chi non la pensa come me. Non mi è davvero mai importato tanto. Sempre andata un po’ controcorrente, da cane sciolto, mai incline alle appartenenze, private o pubbliche, ho sempre avuto abbastanza fiducia in me per andare avanti a dispetto di tutto e tutti. Quel che mi interessa è essere fedele a me stessa, che quel che dico corrisponda ai miei pensieri. Perché non mi prostituisco, non vendo la mia testa, non sono mai riuscita a farlo. Chi mi conosce sa che sono animata da una idea e quell’idea mi ha sempre portata lontano da convenienze personali. Dove avrei potuto ricavare un utile ho detto no per onestà intellettuale. Questa sono io.

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Personale/Politico, Questa Donna No, Violenza

Diario di una vittima di cyberbullismo

E alla fine ero tanto stanca che ho scritto su facebook questa cosa:

“Sono un po’ stanca. Mesi e mesi di attacchi ripetuti. Sto considerando l’idea di chiudere tutto e smettere. Smettere di lottare in una dimensione in cui avere un’idea che non risponda al pensiero unico sembra essere un crimine. Ce l’hanno quasi fatta. Mi hanno quasi spenta. Scusate tutti/e.”

Mi hanno scritto in tanti/e e tanti sono stati i messaggi di grande solidarietà.

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