Dopo aver scritto il post, per rabbia ed esigenza di chiamare le cose con il loro nome, a bocce ferme vorrei tentare un’analisi della comunicazione, orrenda, che riguarda Ashley Olsen, tenendo conto di chi la veicola.
La tipologia di messaggi la conoscete già. Vederli uno dietro l’altro fa un certo effetto. Così ci consegnano l’umore dell’italiot@ medio che è pur sempre un sessista che giudica le donne in base all’onore o disonore che riguarda il loro fidanzato/marito e poi in base alla razza dell’uomo con cui vanno a letto. Volutamente ignari del fatto che le donne, in Italia, vengono ammazzate soprattutto da ex mariti, ex fidanzati, mariti, compagni, conviventi, Italiani, usano parole confortanti per se stessi, traendone beneficio e consolazione, attribuendo la colpa alla donna uccisa e all’uomo nero che l’ha ammazzata. Così si autoassolvono, in principio, perché l’italiano no, non le fa mica queste cose. L’italiano è no corna, no droga, no communisti, ovunque ne immaginino traccia, e soprattutto è bello che siano ‘taliani. Poi mi spiegherranno, costoro, come mai anche tra le file dei politicanti di destra troviamo sniffatori di cocaina, puttanieri che fanno festini aperti ai compagnucci di bordata e tutto quel che l’italioto medio giudica buono per il maschio e disonorevole per la femmina che, gira e rigira, sempre puttana è.
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