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L’addio di Barbara

Pubblico qui questo eloquentissimo intervento che commenta la decisione di Barbara Spinelli, l’ennesima, presa senza tenere conto di chi l’ha votata, del progetto che diceva per se’ prioritario, della persona che ha mollato lì, e mi riferisco a Marco Furfaro, pur avendo lei promesso che non avrebbe accettato l’incarico di parlamentare, per non parlare di quella vicenda che è bene ricordare con un po’ di ironia, così come è tipico di Paola Bacchiddu, che riguardava un tal bikini che fu descritto come il principale problema per la Lista Tsipras. Felice di essere stata allora al fianco di Paola, assieme ad Angela Azzaro, Elettra Deiana e tante altre persone. Perché alla fine di tutto, quel che dovrebbe sempre contare, anche e soprattutto in politica, sono i legami umani. Le persone lasciate indietro quei legami li hanno coltivati e ne hanno avuto cura. Barbara Spinelli può dire altrettanto?

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#Spinelli in Europa: così muore un progetto politico!

Update: Qui le spiegazioni di Barbara Spinelli. Per me più incomprensibili della lettera pubblicata su Il Manifesto. Viene fuori che i garanti non sono garanti di alcunché. Da quando i garanti decidono per tutti? E si è perfino parlato di un sorteggio? Assurdo. Comunque sia leggetela.

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A chi crede ancora che il progetto della Lista Tsipras sopravviva suggerisco di leggere l’articolo di Enrico Sitta, militante di SeL, il post di Nicola Fratoianni, poi leggete il pezzo di Christian Raimo, non prima di aver letto la lettera di Barbara Spinelli su Il Manifesto. Suggerisco anche la lettura del post di Alessandro Gilioli e quello di Elettra Deiana che sintetizza perfettamente qual è lo stato di salute della sinistra italiana. Rivolgendosi a Marco Furfaro [QUI la sua risposta alla Spinelli], il candidato “eletto” ed escluso, di SeL, al quale va la mia solidarietà, parlando dell’assemblea di ieri dalla quale era venuta fuori una mozione di “sfiducia” nei confronti della Spinelli, dice:

Caro Marco, mi dispiace, puoi immaginare quanto. Ho seguito tutta l’assemblea di oggi e ho potuto misurare ancora una volta la distanza abissale che c’è tra la supponenza autoreferenziale delle residuali élites intellettuali della sinistra che fu, che parlano di Costituzione e democrazia mentre praticano senza pudore né limiti l’autonomia – “in solitudine” o “in presenza” – di se stessi (alla faccia del mito della cosiddetta società civile) e la domanda di “politica nelle nostre mani”, di molti giovani là presenti. La partecipazione, la richiesta di senso di ciò che si mette in campo, attraversava gran parte dell’assemblea, ma soprattutto la sua parte più giovane ed era assai forte negli interventi di tutti i ragazzi e le ragazze che hanno parlato della loro esperienza e manifestato il loro punto di vista sulla “democrazia” così invocata e così assente da quell’assemblea. Spinelli chiude il cerchio e il modo in cui la sua decisione è stata presa – compresa la sceneggiata iniziale – fornisce molto materiale di riflessione a chi volesse trarre dall’avventura dell’Altra Europa per Tsipras l’idea che mai come oggi non di un assemblaggio di testimoni di un’altra epoca c’è bisogno ma di una nuova generazione politica che tragga la sua capacità di pensare, progettare, agire dall’essere figli e figlie di questa nostra contemporaneità. E dal pensare all’Europa non attraverso i velami fantasmatici della memoria ma da quello che loro, come protagonisti in prima persona, desiderano e tentano di mettere in campo. perché l’Europa torni a essere democratica, solidale, capace di contrastare i mercati finanziari e di dare futuro alle nuove generazioni.”

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Antiautoritarismo, Comunicazione

#Spinelli: fai sapere alla base di che morte devono morire!

Aggiornamento: infine ha scritto una lettera che trovate su Il Manifesto. Ha lasciato a casa Marco Furfaro di SeL. Ricevere una simile comunicazione per lettera, senza un confronto diretto, immagino sia davvero spiacevole. Cosa ne rimane della Lista dopo le elezioni lascio a voi la libertà di immaginarlo. Questa è la politica italiana. Purtroppo.

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RifCom e SeL non ci stanno a scazzarsi per un seggio e, secondo l’Huffington Post e Il Fatto Quotidiano, firmano un documento (una mozione) congiunto che dice:

Abbiamo contribuito con grande fatica e non pochi sacrifici a dare corpo e gambe al progetto dei sei garanti che con Alexis Tsipras volevano portare in Europa la sinistra italiana, una sinistra larga e plurale. Quell’obiettivo lo abbiamo raggiunto tutti insieme. Questo processo da dopo il 25 maggio appartiene a tutti noi, non al solo comitato operativo, non ai soli comitati territoriali, non ai soli candidati, non ai soli garanti. Per questo chiediamo che le scelte e le responsabilità – anche quelle in apparenza più personali come l’accettazione o meno di un seggio – vengano prese nella consapevolezza del fatto che sono parte di un processo collettivo“.

L’indicazione è chiara. Se Barbara Spinelli decide per prendere il seggio che pure aveva promesso di lasciare dovrebbe farlo tenendo conto di tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di quel progetto. Il punto è che la la Lista Tsipras nasce seguendo un itinerario svolto con successo in Grecia dove le forze di sinistra si sono unite per realizzare una controproposta di governo credibile e che parli un altro linguaggio alternativo alle destre. Se come primo atto politico la decisione di una garante della lista italiana sortisce l’effetto di spaccare invece che unire sta veramente andando nella direzione indicata da Tsipras o cosa?

Secondo l’Huffington Post avrebbe deciso di lasciare a casa Marco Furfaro di SeL, ma nessuno sa nulla di ufficiale. E nel caso sarebbe utile sapere: perché? Su cosa si basa la sua decisione? Che notizie? Cosa? Invece niente. Non una telefonata, un contatto, niente di niente da giorni e giorni. Sarebbe questo il corso della nuova politica? Decisioni dall’alto e senza alcun contatto con la base? La stessa base che ha fatto campagna elettorale e ha indicato nei volantinaggi e nei porta a porta di votare anche Spinelli sapendo che comunque avrebbe rinunciato?

E’ giusto che una nuova aggregazione di sinistra inauguri la propria stagione politica all’insegna delle divisioni e con la spaccatura tra banali tifoserie che ieri facevano campagna elettorale contro i nemici esterni e oggi individuano il nemico esterno in quello che gli è più prossimo? Dalla decisione della Spinelli la Lista ne uscirà ridotta in cenere se tutto ciò avverrà senza una discussione collettiva. E io mi chiedo se può andare bene una aggregazione in cui ci sono mondi così diversi tra loro, un ceto intellettuale che vive su un altro pianeta, che tutto punta poi, per le questioni pratiche, la campagna elettorale, l’organizzazione in senso stretto delle cose, sui militanti e gli attivisti di partito o movimento. Se questa fascia intellettuale non partecipa alle decisioni, se si ritira nelle proprie stanze e non riflette sul dopo assieme a tutti gli altri, parrebbe una sorta di dimensione in cui c’è il mondo di pensatori e pensatrici e la manodopera al loro servizio e senza voce in capitolo sulle decisioni importanti. Questa è l’idea che viene fuori in questo momento per quanto spero sia completamente sbagliata. Qui non si parla neppure di gerarchie ma del fatto che sembrerebbe mancare una buona prassi di gestione delle relazioni politiche.

Perciò Spinelli: fagliela una telefonata. Fai sapere a chi ha fatto campagna elettorale di che morte devono morire.

E poi però non ditemi che il problema era un bikini…

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Campagna elettorale finita, Dudù è salvo, la disoccupazione per i giovani è al 46%, nel mondo è uno sfacelo e noi siamo qui che giochiamo al Grande Fratello con i partiti e i movimenti immaginando di avere diritto di “nominare” chi entra o chi esce e chi prosegue fino alla vittoria.

La politica è una cosa un po’ più seria di quel che ho visto in queste settimane. Più seria di una lista di sinistra che si rivela come somma di sigle rette con lo sputo per superare la soglia di sbarramento e quando l’hanno superata, come puntualmente per la sinistra avviene, eccoli a scazzarsi su chi dovrà cedere il posto alla garante che forse ci ripensa. Infine circolano due petizioni per dire alla garante di prendere o rinunciare e leggo che c’è chi immagina che lo sfavorito sia il candidato eletto della zona centro perché così, evviva, la Lista Tsipras porta due donne nel Parlamento europeo. Discorsi da cortile, ovviamente, nulla di ufficiale, riferisco solo umori letti qui e là a partire da gente che immagina di avere voce in capitolo.

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