I manifestanti che hanno guidato la parata del Pride di Londra nel fine settimana rappresentano una vera e propria un’ondata di femminismo anti-trans nel Regno Unito.
Chi ha letto le nostre traduzioni sulle Terf ci chiede, ad esempio, quali siano le affermazioni di Julie Bindel che la rendono, agli occhi delle persone trans, una nemica transofoba. Abbiamo linkato ogni riferimento ma in ogni caso QUI potete leggere un pezzo eloquente scritto dalla stessa Bindel in cui lei si sostituisce alle persone trans e con smaccato paternalismo dice di sapere quel che sarebbe meglio per loro. Isabella proverà a tradurne alcune parti e a sintetizzarne/commentarne – con l’aiuto di R. (donna trans, a scanso di equivoci) – altre. Per altre info sulle Terf, femministe radicali trans escludenti, e per sapere quel che scrivono, seguite i link in basso e seguite il blog perché altre traduzioni verranno. Parliamo di traduzioni perché il dibattito su questo è conosciutissimo altrove ma non in Italia (purtroppo). Cerchiamo dunque di colmare qualche lacuna. Buona lettura!
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Ed ecco i dettami di Bindel iniziano dal titolo: “L’operazione (l’intervento chirurgico per il cambio di sesso) che può rovinare la tua vita“. Grazie dell’avvertimento, potremmo dirle. Ma continua parlando di una “potente lobby affiliata alle comunità gay e lesbiche” che l’avrebbe perseguitata per anni. Peccato che molte persone trans dicono di lei la stessa cosa. Parrebbe che la potente lobby avrebbe potuto impedirle perfino di incassare un premio giornalistico. Non leggiamo aggiornamenti su questo ma tant’è. Scrive ancora riferendo che sarebbe stata etichettata come bigotta perché nel 2004 scrisse un pezzo in cui “chiedeva se un cambio di sesso avrebbe reso qualcuno una donna o semplicemente un uomo senza un pene“. E questo per lei evidentemente non sembrò abbastanza offensivo da giustificare le critiche da parte della comunità trans. Poi lamenta il fatto che non le fu dato spazio di parola nel corso di alcune iniziative. Tutto per via della famosa e potentissima (urca!) lobby delle persone trans. Noi abbiamo letto che in occasione di una iniziativa chiamata “Stonewall” le persone trans chiesero e ottennero che lei non parlasse. Si parla di Stonewall, quella robetta rivoluzionaria condotta da persone trans come Sylvia Rivera. Chissà perché in una iniziativa che avrebbe dovuto celebrare e discutere di lotte e diritti trans qualcuna non ha gradito la partecipazione di una persona che ha scritto “se un cambio di sesso avrebbe reso qualcuno una donna o semplicemente un uomo senza un pene“.
Ecco un’altra traduzione istruttiva su quello che le Terf, femministe radicali trans escludenti, dicono contro le persone trans e in special modo contro le donne trans. Per quel che ci riguarda le donne trans sono donne. Sono nostre sorelle. Vogliamo che facciano parte del movimento femminista e che condividano con noi rivendicazioni e lotte di ogni tipo. Dato che sono nostre sorelle ci arrabbiamo molto quando vengono insultate e viene negata la loro esistenza. Tra l’altro sappiamo che il dibattito, chiamiamolo così, tra Terf contro le donne trans, sta procurando insofferenza e disagio a moltissime sorelle e questo ci fa sentire impotenti e ci spiace moltissimo. Quello che possiamo fare è dunque cercare di informare su quello che sono e dicono le Terf a partire dalla negazione dell’esistenza stessa delle donne trans.
Su un post, Paris Lees scrive (traduzione di Isabella):
“A meno che tu non sia un@ fottuto perdente, probabilmente non hai seguito la “guerra” in corso tra alcuni attivisti transgender e alcune cosiddette femministe radicali. Hanno fatto del loro meglio per risucchiarmi nella loro follia collettiva di recente, ma non ho voglia di prendere parte al gioco. Spiego comunque di che si parla. Per prima cosa abbiamo le TERF, abbreviazione di “femministe radicali trans escludenti “. Fondamentalmente, sono dedite a lasciare molti messaggi su internet nei quali si dice che noi donne trans non siamo donne “vere”. Vogliono impedirci di usare bagni femminili, andare a festival musicali di merda e accedere all’assistenza sanitaria. Quindi metti un po’ di ossessione contro i/le transessuali nel mix, metti una manciata di femministe bianche privilegiate con niente di meglio da dire e se partecipi a questo ti ritrovi dentro una shitstorm (tempesta di merda) terrificante.”
(c’è uno scambio di opinioni sul rifiuto della comunità trans di dare spazio a Bindel nell’iniziativa citata in basso date le sue opinioni transofobe)
Beatrix Campbell ha sbagliato: rifiutare di dare spazio a Bindel non è censura. È la giusta reazione alle sue opinioni odiose.
Non mi interessa molto di Julie Bindel, a differenza di Beatrix Campbell, che l’ha difesa ieri su questo sito. Questo non significa che non la ammiro. Come femminista il cui radicalismo probabilmente la sorprenderebbe, apprezzo la difesa alla signora Bindel per il suo lavoro contro la violenza diretta alle donne. Eppure nella sua lunga e solitaria crociata contro le transessuali contraddice tre dei suoi principi femministi:
Ho una relazione abusante con Julie Bindel e non riesco a uscirne. Una relazione abusante nel mondo multimediale del 21° secolo non ha bisogno di avere connotati sentimentali o sessuali.
Vengo da una famiglia abusante, ho lavorato con gente sopravvissuta ad abusi, mi sono laureata in Trauma Studies con una tesi sulle conseguenze dell’abuso. Io so che aspetto ha l’abuso e che sensazione dà. L’aspetto che ha è il seguente.
Su Collovati dico che non c’è niente di vero in quello che dice. Si può rispondere semplicemente che l’italia femminile di calcio andrà ai mondiali, mentre quella maschile, con molta superbia e arroganza non è andata. Dal punto di vista tecnico-atletico posso dire con assoluta certezza, che le donne sono molto più preparate e sopperiscono alla fisicità dei loro colleghi maschi con la loro preparazione e capacità tecnica su sport come calcio, pallacanestro, football americano, (e qui porto la mia personale esperienza) ebbene si anche le donne giocano a football americano, considerato lo sport più maschilista, dove per anni si diceva che non potevano giocarci né allenare.
Ricordo a tutti e a tutte che nella NFL, arbitrano donne, e allenano anche come negli arizona cardinals, dove 2 anni fa fu assunta una coach donna per allenare i linebacker (uno dei reparti di gioco del football americano). Io stessa quando allenavo sia nel basket che football americano, portavo video, di giocatrici che eseguivano fondamentali tecnici cosi perfetti e puliti da evidenziarli come esempi.
Per quanto riguarda Wanda Nara e le polemiche contro di lei le trovo stucchevoli e maschiliste, oltretutto fa quello che tutti i vari procuratori maschi fanno. L’unica cosa che ha sbagliato e l’aver violato una delle regole di spogliatoio: l’aver messo in piazza i problemi, perché: come dice una regola, i panni sporchi si lavano in famiglia, e all’interno dello spogliatoio.
Cara Eretica, mi chiamo Sole, all’anagrafe Matteo e come donna trans vorrei raccontare delle violenze che ho subito. Lo faccio perché mi sento vicina a tutte le donne che subiscono violenza e che come me non trovano ascolto in nessun luogo.
Premetto che le donne trans che vengono stuprate trovano molte porte chiuse. Non hanno il sostegno dei parenti perché spesso sono quelli che ti hanno buttato fuori di casa quando tu hai detto di chiamarti Eva invece di Adamo. Non hanno una comunità forte che ti sostiene perché le associazioni Glbt a volte sono lontane o non contemplano di lottare per i diritti delle persone trans. Se non vivi in una grande città tutto diventa più difficile anche se vivendo in un piccolo centro la vita costa meno e non si è ridotti, come spesso accade, a dormire in mezzo alla strada.
Lesbiche, bisessuali, transessuali, persone non binarie come soggetti politici, non combattiamo solamente contro l’oppressione della libertà sessuale e l’eteronorma, combattiamo contro il patriarcato in tutta la sua folle violenza e il razzismo.
Questo video riporta una testimonianza molto bella su quel che significa vivere da transgender. Le lesbiche terf londinesi dovrebbero ascoltare a fondo quel che questa donna dice. Antonella ci regala la traduzione dei sottotitoli.
Questa è una traduzione non letterale (di Isabella) di un articolo in cui si parla del regresso culturale delle lesbiche londinesi e non solo, quando dichiararono guerra – insieme alle femministe radicali – alle persone trans. La transfobia che traspare dalle loro parole è degna dei peggiori rappresentanti della destra estrema. Pur di riaffermare la propria supremazia e il separatismo esagerato hanno smesso di pensare che il femminismo e il movimento lgbtq devono essere inclusivi. Le arcilesbiche italiane d’altronde non sono migliori. Si attende che anche loro si prostrino pur di non far partire un Pride transinclusivo.
Qui l’articolo in lingua originale. Traduzione di Isabella e Antonella.
I collettivi femministi irlandesi e oltre 1000 individu* hanno firmato una lettera aperta rivolta alle Terf’s (Femministe radicali trans escludenti) britanniche, le quali hanno organizzato un evento a Dublino, dicendo loro che non sono le benvenute.
BBC Three ha prodotto una serie di video istruttivi dal titolo “Things Not To Say To”, “Cose da non dire a”. La puntata che vedete nel video postato sopra parla di persone trans mtf o ftm. Loro leggono le osservazioni o domande o frasi tipiche che si sentono dire e rispondono, tentando di chiarire e spiegando quali sono le implicazioni e quanti stereotipi sessisti stanno in ciascuna di quelle frasi.
La questione che coinvolge Luxuria nei suoi orribili giudizi contro Asia Argento ha dei risvolti altrettanto orribili. Non si parla di misoginia che appartiene agli uomini quanto alle donne. Non si parla dei tanti e miserandi giudizi che le donne sono in grado di usare ponendo uno stigma sulle altre donne. Si parla, in questo caso, del fatto che a usare certe modalità sessiste nei ragionamenti non possono che essere gli uomini. Il sessismo sarebbe maschio e dunque Luxuria viene definita non per quel che è ma per quello che sarebbe secondo i pregiudizi transofobi di chi ragiona solo in termini binari.