Da AnimAliena:
Articolo originale di P. Preciado qui.
Mentre il cambiamento – accelerato dalla somministrazione continua di testosterone – si fa sempre più evidente, comincio il processo legale di riassegnazione sessuale che mi condurrà, se il giudice accetta la richiesta, a cambiare il nome sui documenti. I due processi, quello bio-morfologico e quello politico-amministrativo, non sono, in ogni caso, convergenti. Sebbene il giudice consideri i cambiamenti fisici (sostenuti da una indispensabile diagnosi psichiatrica) condizione essenziale di riassegnazione giuridica sessuale e del cambiamento del nome, tali modifiche non possono essere ridotte in alcun modo alla rappresentazione dominante del corpo maschile secondo l’epistemologia della differenza sessuale. Mentre sono sempre più vicino all’ottenimento del nuovo documento, mi rendo conto con orrore che il mio corpo trans non esiste né esisterà mai di fronte alla legge. Realizzando un atto di idealismo politico-scientifico, medici e giudici negano la realtà del mio corpo trans per poter continuare ad affermare la verità del regime sessuale binario. Esiste la nazione. Esiste il tribunale. Esistono gli archivi. Esistono le mappe. Esistono i documenti. Esiste la famiglia. Esiste la legge. Esistono i libri. Esiste il centro di detenzione. Esiste la psichiatria. Esiste il confine. Esiste la scienza. Esiste persino Dio. Ma il mio corpo trans non esiste.
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