Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

La transfobia di Julie Bindel è una perenne fonte di trauma

Post in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo Abbatto i Muri.

di Sam Hope

Ho una relazione abusante con Julie Bindel e non riesco a uscirne. Una relazione abusante nel mondo multimediale del 21° secolo non ha bisogno di avere connotati sentimentali o sessuali.

Vengo da una famiglia abusante, ho lavorato con gente sopravvissuta ad abusi, mi sono laureata in Trauma Studies con una tesi sulle conseguenze dell’abuso. Io so che aspetto ha l’abuso e che sensazione dà. L’aspetto che ha è il seguente.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

Quel malefico patto tra catto/fascisti, arcilesbiche, femministe radicali anti/sexworker e anti/gpa

Facciamo un po’ d’ordine. Prima c’era il femminismo che cercava la parità e basta. La seconda onda femminista è quella che poi è stata giudicata tipica delle ancelle del capitalismo. E’ il femminismo liberale, quello che ignora le differenze di classe, di razza e di genere (ebbene si, perché tutto per loro resta nel valore binario uomo/donna). Negli Stati Uniti si chiama Femminismo Radicale (quello di Dworkin e McKinnon) e usa argomenti quali la violenza domestica, sulle donne, per appiattire il discorso sul tema in maniera generica, affinché si dimentichi la differenza di classe. Sono per lo più donne bianche, etero, benestanti, determinate ad assumere il comando di tutte le donne. Non hanno nulla a che fare con il precariato e ancora oggi tendono a fare proselitismo insultando le femministe della terza onda, cioè noi, quelle intersezionali, inclusive di vari generi e certamente anticapitaliste, con una grande attenzione alla differenza di classe e a quella di “razza”. Siamo quelle che non amano il colonialismo culturale. Siamo quelle che dagli anni ’90 combattono contro le femministe radicali che continuano a realizzare crociate contro il porno, il sex working, la differenza dei generi, includendo trans, postgender e quel che ciascuno vuole essere. Oggi ce l’hanno con la gestazione per altri, quella di donne che fanno da quaranta anni figli per le coppie etero. Solo che adesso li fanno anche per le coppie gay e questo ha fatto indispettire le femministe radicali al punto da fare alleanze con forze reazionarie, fasciste, conservatrici, omofobe, pur di non far riconoscere i diritti ai figli delle coppie gay.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Lesbiche contro nere, bisex, trans, gay. In passato come oggi!

 

Vi chiederete se la fase reazionaria delle arcilesbiche attuali sia del tutto nuova o dettata dalle necessità dei tempi bui che stiamo attraversando. Niente di tutto questo. La storia delle lesbiche degli anni settanta dimostra come il separatismo oltranzista, leggasi anti-intersezionalismo, le ha già portate ad escludere persone bisessuali, gay, trans, di altre classi sociali che non fossero borghesi/medie, di altri colori che non fossero il bianco e di altra natura che non fosse la lesbica nata biologicamente femmina. In Italia, come anche tutto il resto dei gruppi reazionari pseudo femministi dell’ultima ora, sono arrivate con decine di anni di ritardo. Oggi si identificano con le Femministe radicali trans escludenti (terf), condividono discorsi omofobi contro la facoltà dei gay di avere e crescere figli, non dicono una sola parola su migranti disperate/i e neppure sulla precarietà. La storia si ripete, perché esse pensano che noi non la conosciamo. Ma noi la conosciamo: tanto e forse anche più di loro e prevediamo le loro prossime mosse proprio perché si muovono con decenni di ritardo. Io l’avevo scritto molti anni fa. Il futuro sarebbe stato questo. Ho cercato di avvertire compagni e compagne ma il futuro ci è piombato in testa come un edificio in crollo. Le pietre, per capirci, non hanno colpito noi. Il rincoglionimento non fa parte della nostra strategia politica. 🙂

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Iniziative contro il #ddlPillon: non faccio lotte con Terf, Swerf e anti/gpa

[Come immagine scelgo l’ombrello rosso, simbolo delle lotte delle sex workers, non a caso]

Mi chiedono se parteciperò alle iniziative contro il ddl Pillon. Nella città in cui vivo c’è già stata un’assemblea partecipata alla quale avrei partecipato anch’io se stessi bene di salute. Sarei andata però solo perché so che nella città in cui abito le compagne, le sorelle, le femministe che conosco non hanno pregiudizi di sorta, non vanno per stereotipi, non sono Terf, femministe radicali trans escludenti, e non sono swerf, femministe radicali sex workers escludenti.

Condivido la lotta perché del ddl 735, leggendolo e analizzandolo da più punti di vista, non condivido niente, ma non posso dimenticare che il femminismo è intersezionale e che le lotte, tutte, dovrebbero essere condivise a partire da un punto di vista che deve essere, per l’appunto, intersezionale.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Il mio problema con le transfobiche (me inclusa)

Manifestazione trans a Madrid

 

Questo è un articolo di Gabriela Wiener tratto da eldiario.es (traduzione di Angela)

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Lesbiche, bisessuali, transessuali, persone non binarie come soggetti politici, non combattiamo solamente contro l’oppressione della libertà sessuale e l’eteronorma, combattiamo contro il patriarcato in tutta la sua folle violenza e il razzismo.

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Donne rubate. Secondo Terragni i ladri sono “gli uomini”

Parto dall’uso del termine “primazia”. Terragni lo usa per definire una posizione di superiorità del materno e del femminile. Ho cercato in quali altri modi il termine può essere spiegato e ci si riferisce a qualcosa che ha a che fare con il primate e primaziale è anche riferito ad una rappresentanza ecclesiastica, roba che ha a che fare con la chiesa. Ne deduco che Terragni vuole che il femminismo diventi una chiesa che elegge a rappresentanza primaziale una donna nata con la vagina che non può sfuggire alla biologia, dunque che confonde il sesso con il genere, e che, infine, sia la madre per antonomasia.

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Lesbiche #Terf a Londra bloccano il Pride contro le persone Trans

Questa è una traduzione non letterale (di Isabella) di un articolo in cui si parla del regresso culturale delle lesbiche londinesi e non solo, quando dichiararono guerra – insieme alle femministe radicali – alle persone trans. La transfobia che traspare dalle loro parole è degna dei peggiori rappresentanti della destra estrema. Pur di riaffermare la propria supremazia e il separatismo esagerato hanno smesso di pensare che il femminismo e il movimento lgbtq devono essere inclusivi. Le arcilesbiche italiane d’altronde non sono migliori. Si attende che anche loro si prostrino pur di non far partire un Pride transinclusivo.

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Lettera aperta alla non-favolosa presidente di Arcilesbica

Rita Pierantozzi scrive in risposta a questo articolo pubblicato sul sito della Libreria delle donne di Milano.

 

Mia cara Cristina,
ci conosciamo da tanto e che tu non sia favolosa mi è dolorosamente chiaro.
Già chiamare Porpora Marcasciano “ideologa transessuale” e non “attivista coraggiosa che molto ha fatto per il movimento” ti toglie qualche punto di favolosità ai miei occhi, ma andiamo con ordine.

C’ero quando nacque Arcilesbica a Bologna, c’ero quando fu effettuata la scissione da Arcigay e votai contro.
Per motivi che andavano da pratici ad ideologici.
Ritenevo che non poter più usufruire degli spazi comuni e dei fondi comuni fosse un handicap forte per le donne ed inoltre pensavo fosse più efficace una lotta di occupazione dall’interno di qualunque spazio, sia fisico che politico.
Avevamo il diritto di esserci, qualunque cosa i “maschi” dicessero e si erano verificate diverse occasioni durante le quali avevano avuto il Cassero inondato dalle donne “ob torto collo” ed era stato grandioso.

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Le femministe irlandesi dicono no alle Terf: “non siete le benvenute” a Dublino!

Qui l’articolo in lingua originale. Traduzione di Isabella e Antonella.

I collettivi femministi irlandesi e oltre 1000 individu* hanno firmato una lettera aperta rivolta alle Terf’s (Femministe radicali trans escludenti) britanniche, le quali hanno organizzato un evento a Dublino, dicendo loro che non sono le benvenute.

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Se per criticare le opinioni di Luxuria si dà il via alla transfobia

La questione che coinvolge Luxuria nei suoi orribili giudizi contro Asia Argento ha dei risvolti altrettanto orribili. Non si parla di misoginia che appartiene agli uomini quanto alle donne. Non si parla dei tanti e miserandi giudizi che le donne sono in grado di usare ponendo uno stigma sulle altre donne. Si parla, in questo caso, del fatto che a usare certe modalità sessiste nei ragionamenti non possono che essere gli uomini. Il sessismo sarebbe maschio e dunque Luxuria viene definita non per quel che è ma per quello che sarebbe secondo i pregiudizi transofobi di chi ragiona solo in termini binari.

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#Congresso #Arcilesbica: vincono le Terf, anti Sex Work, anti Gpa, anti Tutto

Il post transfobico pubblicato tempo fa sulla pagina di arcilesbica

 

Innanzitutto porgo le mie condoglianze a tutte le compagne e sorelle di Arcilesbica che si sono sentite defraudate dell’associazione di cui fanno (facevano?) parte. Dieci circoli su quattordici non erano d’accordo con il risultato del Congresso. Si parla di frattura insanabile e di irrigidimento di alcune persone che pensano di poter dire quel che è femminismo o quel che non lo è facendosi forte di un voto condizionato dal

meccanismo che assegna un voto a testa anche alle sette componenti della segreteria uscente, alle tre garanti e alle altrettante revisore dei conti, oltre che alle delegate elette in base al numero di socie di ogni circolo (una ogni 50 socie), la linea separatista che appariva politicamente minoritaria è risultata maggioritaria nei numeri.“.

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Quel ridicolo picchetto antiporno di Gloria Steinem

La femminista radicale Gloria Steinem ne ha fatta un’altra delle sue. Ha fatto interventi in favore della candidata Hillary Clinton, è una figura filo-istituzionale, ha fatto visita al centro contro la tratta gestito da una falsa vittima di tratta (vedi Somaly Mam), si accompagna volentieri ad alcune sopravvissute della prostituzione (quella la cui iniziativa a Roma è diventata un luogo escludente per le sex workers che volevano dire la propria) tuonando contro i/le sex workers che vendono servizi sessuali per scelta, è anche una Terf [a, b, c, d, e,] (femminista radicale trans escludente) che solo di recente ha ambiguamente, senza poi rimettersi tanto in discussione e solo dopo una petizione contro le sue affermazioni, chiesto scusa alle persone trans offese ripetutamente nel corso della sua carriera femminista, è una antiporno che vittimizza tutte le donne a prescindere dal fatto che le dicano che lei non rappresenta tutte quante.

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Terf contro Lily Madigan (solidarietà)

Lily Madigan

Lily Madigan è una ragazza trans ed è stata nominata come rappresentante  delle istanze delle donne nel Partito Laburista inglese. Subito si è mossa la rete delle femministe radicali trans escludenti (Terf) per lamentare il fatto che Lily non sarebbe una donna. Il una logica totalmente binaria e transfobica le Terf decidono che le donne sono tali solo se così sono nate.

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Ecco perché i commenti di Chimamanda Ngozi Adichie sulle donne trans sono sbagliati e pericolosi

 

Testo originale di  Jarune Uwujaren QUI 

traduzione di Ilaria

“Chimamanda Ngozi Adichie sostiene di trovare difficile uguagliare le esperienze delle donne-trans con quelle delle donne.”

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Intolleranza e mistificazioni delle “femministe” abolizioniste (della prostituzione)

Illustrazione di Moira Murphy Fonte.

 

Ancora su femministe radicali sex workers escludenti (Swerf) e sex workers autodeterminate, che scelgono di vendere servizi sessuali, che vengono disconosciute e insultate. Una recente discussione ha attivato uno strascico in cui l’intolleranza prosegue via social, per bocca delle – più o meno – stesse persone che volano di pagina in pagina per dettare il verbo abolizionista – guai se non la pensi come loro – con disinformazione, mistificazione, violenza “argomentativa” e disonestà intellettuale senza eguali. In particolare la discussione alla quale mi riferisco, che potete trovare per intero sulla pagina di Maschile Plurale, da tempo ormai colonia tiranneggiata da abolizionist* intolleranti, parte da quel che è successo a Roma e insiste sugli stessi argomenti di sempre.

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