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Sono una camgirl: come faccio a pagare le tasse?

Lei scrive:

Cara Eretica

Sono una camgirl, ho iniziato a fare questo lavoro a settembre ed è da allora che cerco disperatamente di capire come pagare le tasse. Internet non è in alcun modo di aiuto, non vengono date informazioni se non il fatto che dovrei aprire la partita IVA, peccato che di partite IVA adatte apparentemente non ce ne siano.

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Quelle salate cartelle esattoriali che arrivano alle sex workers

tasseprostitute

Qualche sera fa su le Iene intervistano Gaia [QUI l’intervista video], una ex escort che per propria necessità, in un caso, decise di denunciare una scorrettezza subita da parte di un cliente che non volle pagarla. Così facendo rese evidente la sua attività e segnalò il suo sito internet. Dopo un anno diventa oggetto, lei, di accertamenti e infine riceve una cartella esattoriale in cui le chiedono 50.000 euro di tasse arretrate non pagate secondo un calcolo creativo fatto non sulla prostituzione in se’ ma su presunte attività collaterali. Accompagnatrice, massaggiatrice e cose simili sarebbero opportunamente tassabili come attività autonome, ed è questa l’inquadratura burocratica, ovvero come se lei fosse una libera professionista per quanto non le sia assolutamente possibile avere una partita iva e godere di una pensione nonostante lei debba versare dei soldi all’inps. Senza la regolarizzazione lei vive da clandestina. Non può scaricare i costi della sua professione, non può comprare una casa, non può sperare in una pensione, non può godere di tutti i diritti di cui ogni lavoratrice fruisce.

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