Antiautoritarismo, R-Esistenze

#Istanbul #Taksim: report manifestazione di Luca Tincalla (in turco)

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[Il cartello dice: “se ciò che succede in questo paese è normale, allora siamo tutti matti”]

A proposito delle proteste in Turchia contro la legge che censura internet voluta dal governo. Da Istanbul Luca Tincalla, del quale potete leggere il report (in italiano) QUI, dice che la novità è che “i media turchi sono stati costretti a parlare della manifestazione poichè molti di loro sono a rischio chiusura, e aspettando le prossime elezioni, mettono il piede un po’ di qua e un po’ di là“. Poi mi segnala la traduzione in turco del suo report che ha realizzato e pubblicato Tolga Darcan. Lo riposto qui, grazie a Tolga e Luca:

8 Şubat akşamı, İnternet sansürüne karşı gösterilere katılmak üzere Taksim’e gittim. Çünkü imza kampanyalarına katılmak ve öfkelenmek, ne yazık ki yeterli olmuyor. Bir şeyler yapmak gerek, olabildiğince. Spor olsun diye şikayet edenler hiçbir şeyi değiştiremiyor, tıklama-aktivizminin ötesine geçemiyorlar. Elbette ki olan bitene gözlerini, burunlarını, kulaklarını ve başka yerlerini tıkayanlardan daha iyiler. Örneğin, “benim nasıl düşündüğümü sen bilmiyorsun” diyenlerden. Madem öyle söyleyin bana. Siz benim nasıl düşündüğümü biliyorsunuz. Ben açık bir kitabım. “Testimone a Gezi Park” (“Gezi Parkı’nın Tanığı”) isimli bir kitap. Luca Tincalla adında bir adam. Kolay, değil mi? Yüzümü ve sözlerimi ortaya koydum, en azından. En azından diyorum, çünkü bu ülkeyi, Türkiye’yi SEVİYORUM. Sanattan, şehirlerden, anıtlardan, kültürel mirastan ve diğer şeylerden bahsetmek yerine direnişten bahsetmek zorunda kalmak beni gerçekten üzüyor. Ancak şu durumda başka türlüsünü de yapamıyorum. Bu mevzuu, kendi seçimlerimi yaptığımı ve – ama değil, ve – sizin seçimlerinize de saygı duyduğumu söyleyerek kapatıyorum; çünkü dünyanın hepimize ihtiyacı var, can yoldaşlarına ve öyle olmayanlara. Fakat yol ortasındaki bir köpek gibi terk edilmiş olmak beni üzüyor. Nokta.

Neden gösterilere katıldım?

Bu yasak da neyin nesi?

Yürürlüğe girdi mi?

Farklı yollarla baypas edilemez mi?

Yanıtlayayım. Tersten başlayarak.

Farklı yollarla devre dışı bırakılıp bırakılamayacağını bilmiyorum; ama sanırım bu mümkün. Nereleri ve nasıl vuracağını görmek gerek önce. İnternet üzerinde vpn yahut benzeri yöntemlerin kullanılıp kullanılamayacağını görmek gerek.

Cumhurbaşkanı Abdullah Gül’ün yasayı meclise geri göndermek için 15 günü olduğundan, yasa henüz yürürlüğe girmiş değil. Gül tarafından veto edilebilir. Belki hayalciliğimden kaynaklanan bir hipotez; ama yaşam devam ettikçe umut da hep vardır demişti biri, her ne kadar sonu pek iyi olmadıysa da.

Bu yasakçı düzenlemeyle, hükûmet organı olan TİB, herhangi bir site veya sayfayı 24 saatten az bir sürede tek bir tıkla erişime engelleme hakkına sahip olacak. Bunun yanında her bir kullanıcıya ait tüm erişim verilerini de gönlünce edinebilecek.

Son olarak, gösterilere katıldım, çünkü yürürlüğe girdiği takdirde bu yasanın ifade özgürlüğümü ihlâl edeceğini hissediyorum. Yalnız değildim. Benimle birlikte en azından 5000 kişi, belki de daha fazlası vardı. İstiklal Caddesi boyunca Tünel’den Taksim’e doğru yürürken, daha akşam 18’de TOMA’ların ortalıkta dolaştığını gördüm. 18.40’da Burger King’e ulaştım ve terasa çıktım. Gösterilerin öngörülen başlama saati olan 19’a doğru, ezanlar okunurken, meydandaki insanlar polis tarafından dağıtıldı. İstiklal’e ulaşabilir miyim diye bakmak için aşağı indim, ama başaramadım, bir polis kordonu girişleri kapatmıştı. Yeniden terasa döndüm. Göz yaşartıcı gazların etkisiyle kaçışan göstericileri gördüm. Biri, polisin kısa süre sonra yukarı çıkabileceği konusunda bizi uyardı. Biber gazlarının havada uçuştuğu meydana indim. Korunmak için taktığım fularla bile doğru dürüst nefes alamıyordum; ama suratını hiçbir şeyle korumamış bir kız vardı, omzuna girdim ve o metroya binene kadar aynı eşarbın altında birlikte soluduk. Sonra geri döndüm, devam etmek istiyordum. Alman Hastanesi’nin oraya gittim, çünkü Twitter’dan orada çatışmalar olduğunu okumuştum. Gerçekten de vardı. Yalnızca bu da değil. Plastik bir kurşun birkaç metre yakınımdan geçti: yere paralel bir şekilde ateşlenmişti, eminim. Sonrasında havai fişekler, göz yaşartıcı gazlar, ateşler içindeki barikatlar… Burada noktalıyorum.

Burada noktalıyorum ama daha bitmedi, en azından benim için; bundan emin olabilirsiniz.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, R-Esistenze, Report Militanti

#Istanbul #Taksim: la manifestazione contro la censura di internet

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Aveva twittato aggiornamenti e foto da Istanbul (QUI con una breve sintesi aggiornata della questione turca). Ecco ancora un suo post/report che racconta quello che succede a Istanbul rinnovando l’invito, in qualche modo, a occuparsi della faccenda che è importante, anche per noi che siamo altrove. Buona lettura!

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di Luca Tincalla

Questa sera, 8 febbraio, sono andato a Taksim alla manifestazione contro la censura di internet. Perché, purtroppo, non basta firmare petizioni e indignarsi. Bisogna agire. Bisogna agire come si può. Chi si lamenta solo per sport non cambia nulla e fa del clickactivism fine a se stesso. Certo, sempre meglio di quelli che si vogliono tappare occhi, naso, orecchie e altro. Quelli che, per esempio, “tu non sai io come la penso”. Ebbene, ditemelo. Voi lo sapete come la penso io. Io sono un libro aperto. Un libro che si chiama “Testimone a Gezi Park“. Un uomo che si chiama Luca Tincalla. Facile, no? Ci metto la faccia e le parole, è il minimo. E’ il minimo poiché io AMO questo paese, la Turchia. E mi dispiace, davvero, parlare di resistenza al posto di arte, luoghi, monumenti, patrimonio artistico e quant’altro. Ma non ne posso fare a meno. E concludo questo discorso dicendo che io ho fatto le mie scelte e – non ma – rispetto le vostre, perché il mondo ha bisogno di tutti noi, cari compagni e non. Però mi dispiace di essere stato abbandonato come un cane per strada. Punto.

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Antiautoritarismo, Precarietà, R-Esistenze, Report Militanti

Istanbul chiama Italia: la repressione in piazza continua!

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Luca Tincalla, alle cose accadute a Istanbul e in Turchia, ha dedicato un libro. Qui trovate una versione ridotta in Pdf, il resto lo leggete su cartaceo. Ha raccontato ciò che ha visto e vissuto. Qualche giorno fa raccontava in radio (qui l’audio) alcuni aggiornamenti a proposito dei processi. Per chi ha partecipato alla presunta “rete criminale”, ovvero per chi ha partecipato alle proteste, si parla di 6 anni di galera. I processi che riguardano invece coloro i quali hanno ucciso i manifestanti vanno un po’ a rilento. Nel caso di cui parla nella chiacchierata audio l’udienza è stata perfino rinviata perché fuori c’era un presidio di amici, compagni, familiari delle vittime.

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#OccupyGezi: Siamo tutt* #çapulcu!

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Accade per strada e in rete. Accade che lui è un fotografo spagnolo, ma è ad Istanbul, dove fotografa e racconta su un blog le rivolte scatenate dalla decisione del governo turco di dar luogo all’abbattimento dei seicento alberi di un parco pubblico per costruire una moschea e un centro commerciale. Lei è italiana, conosce la lingua spagnola, anche se non l’ha mai studiata. L’ha imparata per le strade sudamericane e sulle Ande, il suo non è nemmeno castigliano doc, non è proprio la stessa lingua del fotografo, ma latinoamericano, con un forte accento peruviano. Una gringa bionda che parla peruviano. Adesso non sta lavorando, da anni è una precaria dismessa dallo Stato in estate, quando non serve più. Ma a lei, tutto sommato, non dispiace nemmeno tanto, così ha più tempo per la militanza. Il lavoro, dopo tutto, è sempre stato e continua ad essere una forma di controllo sociale con cui si tengono impegnate le masse, impegnate a produrre, per intendersi, e poi, tutt’al più, a consumare nei centri commerciali.

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#OccupyGezi #StandingMan: “I’m Standing” contro il fascismo!

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In piedi, fermi, con lo sguardo rivolto verso ataturk, in piazza Taksim, seguendo il metodo di protesta di un uomo che è rimasto in piedi, immobile, lì per ore. Dopo gli attacchi della polizia a qualunque cosa si muovesse, ecco ora cittadini/e immobili, che però non si spostano da quella piazza.

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#OccupyGezi: divieto di sciopero in #Turchia e comunicazione del ministro turco all’UE

BM8WfpVCcAA3HuO.jpg-largeMentre in Italia scopriamo che alcuni giornalisti e i nostri politici scoprono solo adesso dell’esistenza dei gas Cs (che ci siamo sorbiti a Genova G8 nel 2001 e nelle lotte NoTav in Val Susa) e rimbalza sui quotidiani la notizia dell’arresto di un fotoreporter italiano, tra i tantissimi arrestati di questi giorni, ricordo che ieri in Turchia si è celebrato il delirio di onnipotenza della maggioranza di governo con la polizia in giro per le strade a reprimere, arrestare, intimidire cittadini, manifestanti, giornalisti, fotoreporter, medici, avvocati, sostenitori che venivano attaccati con idranti e lacrimogeni alle finestre, mentre il pubblico di Erdogan si riuniva in piazza e le squadre di suoi sostenitori si scontravano con manifestanti altrove.

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#OccupyGezi #ResIstanbul: Appello urgente dalla Turkish Medical Association (in Ita)

BM4M9l7CcAAMO6a.jpg-largeCome raccontavo nella ricostruzione di oggi, sintetizzata dagli aggiornamenti che potete trovare QUI, oltre gli avvocati che difendono i manifestanti sono stati arrestati volontari del personale sanitario e si vede ammanettare un medico tra quelli che assistono i feriti. La Turkish Medical Association lancia un appello (che ho tradotto in italiano) al governo e soprattutto alla comunità internazionale perché si agisca contro la brutale repressione delle rivendicazioni democratiche dei cittadini. Ecco l’appello:

Appello Urgente dalla TURKISH MEDICAL ASSOCIATION [Fonte]

Dal 31 Maggio 2013 le manifestazioni pacifiche e legittime sono state soppresse dalla polizia. Le forze di polizia stanno selvaggiamente colpendo le inermi (non protette) masse civili con gas chimici.

Prima che fosse posto il totale blocco all’assistenza sanitaria per i feriti e la preclusione del funzionamento dei servizi sanitari dagli attacchi della polizia, che hanno avuto luogo ancora una volta di nuovo la notte del 15 giugno, Turkish Medical Association aveva inserito un questionario sul web al fine di rivelare gli effetti pericolosi per la salute di questi gas destinati alle persone indifese e nel giro di settimana, oltre 11 mila persone hanno dichiarato che sono state vittime di quei gas.

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#OccupyGezi #ResIstanbul: sostanze urticanti mischiate agli idranti!

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Update: leggi l’Appello Urgente della Associazione Medica Turca.

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Stanotte attacchi della polizia non hanno smesso e durano ancora adesso. Sono stati presi di mira gli Hotel (Divan, Hilton, le scuole, i luoghi in cui si sono rifugiati i manifestanti).

Laddove c’era una infermeria improvvisata per curare i manifestanti feriti la polizia è entrata (all’Hilton) a sequestrare strumenti medici.

Stamane, dopo che nelle giornate scorse hanno arrestato gli avvocati (decine) impegnati nella difesa degli attivisti, hanno arrestato alcuni medici che curavano i manifestanti feriti.

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Antiautoritarismo, R-Esistenze, Recensioni

#OccupyGezi: Ecumenopolis, la città senza limiti [Il film che racconta Istanbul]

Questo documentario [Ekümenopolis: Ucu Olmayan Şehir ovvero La Città senza Limiti] è un film/documentario [Sito] che risale all’anno scorso e che racconta dello sviluppo urbanistico di Istanbul. C’entra molto con quello che sta succedendo oggi in quella città. C’entra con quello che è successo a molte città europee, incluse alcune vaste aree italiane. E allo stato attuale mi vengono in mente le lotte NoTav, quelle NOPonte sullo stretto, e molte altre che sanno di rivolta a questi progetti di privatizzazione neoliberiste degli spazi e dei beni comuni in cui c’entrano capitali stranieri, smantellamenti di aree umane che diventano disumanizzate di conseguenza, con trasformazioni dei contesti sociali, una divisione per classi, culture, che oggi la Turchia nella rivolta attuale supera per unire tutto un popolo contro questo delirio. Insomma, vi suggerisco davvero di vederlo. E’ veramente ben fatto. Per guardarlo tenete conto che è in turco ma ci sono i sottotitoli in inglese.

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#OccupyGezi #ResIstanbul: aggiornamenti. Parco sgomberato. La Turchia R-Esiste!

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Mi dicevano che la tregua sarebbe durata poco. Le compagne di laggiù e anche osservatori che hanno il polso della situazione. Erdogan non mantiene le promesse, questo è quello che lì sanno.

Difatti ha prima parlato di referendum sulla destinazione del Parco Gezi, per placare le ansie internazionali, e poi al rifiuto scettico degli occupanti di accettare questo contentino ha dato un ulteriore ultimatum per imporre lo sgombero.

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Comunicato da #Taksim Solidarity: Taksim ovunque e ovunque Resistenza!

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Update: dopo aver pubblicato questo comunicato è arrivata notizia del nuovo attacco della polizia ai manifestanti di GeziPark. Per saperne di più puoi leggere QUI. Continua per leggere il comunicato.

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Negli ultimi giorni dopo tanta repressione, che comunque è continuata con cariche e arresti ad Ankara, c’è stato un tentativo di dialogo tra istituzioni e gruppi di resistenza a Gezi Park. Erdogan in fretta e furia sembra aver cambiato tecnica anche se il suo ulteriore ultimatum che obbligherebbe gli occupanti di sloggiare da Gezi Park non fanno presagire nulla di nuovo. Si sono attivate in questi giorni le più belle e grandi intelligenze, energie, risorse, del paese. Tanti artisti sono andati a dare solidarietà e a partecipare alla resistenza portando la propria arte per contrapporla alla violenza della polizia. Tanti feriti, quattro morti per mano della polizia e moltissime persone arrestate mentre manifestavano o, come nel caso di avvocati e di rappresentanti politici, perché in difesa legale dei manifestanti arrestati o perché rappresentanti di una minoranza politica che il partito di maggioranza voleva far diventare fuorilegge. La resistenza turca si è raccontata ed è stata raccontata attivando canali militanti di solidarietà internazionale che hanno manifestato, tradotto, diffuso, quanto lì avveniva e avviene perché la resistenza contro i fascismi non è mai locale ma è globale.

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