Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

Sex worker per scelta, ma la “vittima” vende meglio!

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Ho avuto un padre meraviglioso e una madre così così. Due bravi genitori, in fondo. Sono cresciuta studiando, mangiando fragole appena raccolte, monitorando i battiti delle mie gatte, facendo sesso con uomini, donne, persone alle quali davo piacere. Mi sono resa conto di amare quella parte di me, quella che vuole vedere sazi di piacere gli uomini o sorridenti e pigre le donne dopo due o tre orgasmi. Ho cominciato a prostituirmi a 24 anni. Per libera scelta. Ancora oggi lavoro in un “bordello”. Lo metto tra virgolette perché com’era un tempo, quando puritane e moralisti passavano in rassegna le puttane delle case, ci si aspetta di trovare non so cosa dentro edifici accoglienti, predisposti a creare una certa armonia e a favorire incontri sessuali tra persone che tra un drink e l’altro in qualche modo si scelgono. Ci sono i clienti fissi di A., quelli di G., e anch’io ho le mie clienti e i miei clienti fissi che pendono dalle mie labbra, la mia bocca, la mia lingua, le mie mani, la mia pelle.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, La posta di Eretica, R-Esistenze, Storie

Intervista a Cindy, sex worker negli USA

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Cindy vive in uno Stato americano. Ha 31 anni e fa la prostituta. Dove sta lei le prostitute vengono perseguitate dalle forze dell’ordine con la legittimazione delle femministe radicali conosciute come SWERFs (femministe radicali sex workers escludenti). In cerca di ulteriori dettagli per capire come si manifesta questo fenomeno di esclusione le ho chiesto la sua opinione in proposito.

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Io, trans, prostituta, chiedo la regolarizzazione del sex work

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Sono Carmen, nata e cresciuta nel sud. La mia famiglia era povera. I miei crescevano me e due sorelle. Ero il maschio di famiglia, quello che avrebbe dovuto continuare la stirpe. Sapevo di essere quella che sono oggi ancora prima di accorgermene. A scuola mi sfottevano e mi chiamavano ‘ricchione. Mio padre non mi guardava in faccia. Mia madre si raccomandava a Dio per farmi aggiustare. Le mie sorelle hanno avuto un’adolescenza normale e normalmente hanno finito per sposarsi e avere figli. Sono scappato da casa, dalla mia città, a 22 anni. Cercai un lavoro per tentare di iniziare il mio periodo di transizione. Il mio nome è Carmen, dicevo a me stessa, e io Carmen devo diventare. Ho cominciato a battere più o meno dopo un anno. Era il metodo più veloce per fare soldi e se non sei tossica e hai un obiettivo hai anche qualche speranza che le cose per te si metteranno bene.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Precarietà, R-Esistenze, Storie, Violenza

Trans, sex worker, discriminata dalle femministe radicali

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Trans, trentottenne, sopravvissuta a discriminazioni, violenze, pregiudizi. Sono andata via di casa all’età di 19 anni. Con i lividi ancora in faccia – il mio souvenir familiare dal mio luogo d’origine – intrattenevo regolari scambi di tecniche di sopravvivenza con i senzatetto che dormivano alla stazione. Uno mi disse, “i” trans se la fanno dall’altro lato del ponte. Allora passai sopra l’errata denominazione e attraversai poche centinaia di metri per beccare il paradiso in terra per quelle come me. Durante il primo mese di vita di strada ho raccattato botte, il vomito di un vicino di marciapiede ubriaco, una serie infinita di bestemmie incomprensibili da parte di un alcolista russo e un tentativo di stupro da parte di un tizio che non mi voleva pagare.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze, Sessualità

#Swerf: femministe radicali sex workers escludenti (No #Puttanofobia!)

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SWERF: E’ l’acronimo di “Sex Worker Exclusionary Radical Feminist” (femminista radicale sex worker escludente). Una persona si professa femminista, ma che non crede che le donne impegnate in qualsiasi forma di prostituzione volontaria dovrebbero essere incluse tra le femministe e nella lotta per l’uguaglianza. In genere viaggiano accanto alle Terf, femministe radicali trans escludenti, giacché sono tante le trans che si dedicano alla prostituzione.

Vi traduco alcune parti che possano chiarirvi il fenomeno: a partire da questo Link (every day whorephobia – ogni giorno puttanofobia).

SWerfs/Terfs, la Westboro Baptist Church del femminismo

Swerf = femministe radicali sex worker escludenti e TERF = femministe radicali trans escludenti. Vanno di pari passo.

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Anna, una Sex Worker di Portland: mi prostituisco per soldi!

Immagine tratta dal sito della Coalizione di Sex worker a Portland
Immagine tratta dal sito della Coalizione di Sex worker a Portland

E’ il tumblr Portland Valentine dove Anna racconta le sue peripezie precarie, la sua costante ricerca di un minimo di sicurezza, costretta a lavorare senza un minimo di sicurezza, dato il divieto sostanziale di prostituzione che resiste dalle sue parti e dove lei è perfino costretta a pagare per curare alcuni problemi che sembrano strettamente connessi alla sua condizione piena di incertezze economiche.

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