Ho avuto un padre meraviglioso e una madre così così. Due bravi genitori, in fondo. Sono cresciuta studiando, mangiando fragole appena raccolte, monitorando i battiti delle mie gatte, facendo sesso con uomini, donne, persone alle quali davo piacere. Mi sono resa conto di amare quella parte di me, quella che vuole vedere sazi di piacere gli uomini o sorridenti e pigre le donne dopo due o tre orgasmi. Ho cominciato a prostituirmi a 24 anni. Per libera scelta. Ancora oggi lavoro in un “bordello”. Lo metto tra virgolette perché com’era un tempo, quando puritane e moralisti passavano in rassegna le puttane delle case, ci si aspetta di trovare non so cosa dentro edifici accoglienti, predisposti a creare una certa armonia e a favorire incontri sessuali tra persone che tra un drink e l’altro in qualche modo si scelgono. Ci sono i clienti fissi di A., quelli di G., e anch’io ho le mie clienti e i miei clienti fissi che pendono dalle mie labbra, la mia bocca, la mia lingua, le mie mani, la mia pelle.
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