Antiautoritarismo, Pensieri Liberi, R-Esistenze

Repressione delle idee e militarizzazione delle scuole

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Per chi è avvezzo all’uso di metodi repressivi anche per sedare il dissenso e per risolvere conflitti puramente politici in questura ovviamente la deriva repressiva che in Italia è visibile in tante parentesi – anche su questo blog raccontate – anzi diventa quanto di più auspicabile e salutare che ci sia. D’altronde anche nel centro-sinistra, in ambienti in cui i servizi “d’ordine” – reali e virtuali – al pluralismo preferiscono il pensiero unico, ormai si segue a ruota la corrente securitaria in ogni dove. Non esiste prevenzione, attenzione sociale, non esiste nulla se non la costante militarizzazione delle idee, dei luoghi di discussione e delle relazioni.

E tutto ciò è già complesso quando ti trovi ad affrontare i presidi repressivi nelle piazze o la prevaricazione di chi immagina che la censura sia il miglior antidoto al dis-ordine sociale, perciò figuriamoci quanto possa essere decisamente complicato quando ci sono di mezzo ragazzini o studenti, le scuole, luoghi di istruzione, cultura, di presa di distanza da altri contesti. Luoghi in cui gli alunni dovrebbero essere lasciati liberi di esprimersi e tutelati almeno dalla repressione.

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