
Da Communianet.org (grazie a Saura Effe) a proposito di questa vicenda, riferita ad un ragazzo bianco, di buona famiglia, noto per le qualità sportive e il cui padre ha affermato che la condanna, se pur lieve, sarebbe troppo per una cosa durata “solo” “venti minuti”:
Pubblichiamo la traduzione della lettera scritta da una ragazza stuprata a Stanford, che è stata letta dopo la sentenza che ha visto l’incarcerazione (anche se con una condanna molto lieve) del suo stupratore e che è rimbalzata nelle ultime ore su diverse testate americane e britanniche. A precederla una nota introduttiva della traduttrice*.
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Inizio chiedendo scusa. Chiedo scusa perché tradurre questa lettera non è stato facile e perché la traduzione perfetta, purtroppo non esiste. Se qualcuno di voi volesse confrontare questo mio testo con la sua versione originale in inglese, troverà che in alcuni punti, viste le strutture grammaticali inconciliabili tra inglese e italiano, ho dovuto apportare qualche piccola modifica.
Vorrei qui dichiarare che nessuna modifica però è stata effettuata sul corpo semantico del testo, che anzi ho cercato sempre e strenuamente di rendere perfettamente, fino all’ultimo rigo. Il tutto perché volevo concedere a questa donna un altro po’ di giustizia, anche in una lingua diversa dalla sua, e far conoscere la sua storia anche a questo paese, che non è senz’altro estraneo ai casi di stupro.
Chiedo scusa inoltre per le mie imprecisioni, per gli errori che non escludo possano esserci stati. Ma da donna e da femminista mi sono dovuta interrompere più volte, per bere un sorso d’acqua, mettere il caffè sul fornello, per asciugarmi le lacrime. Spero però con tutte le mie forze di aver restituito un testo quanto più simile e vicino all’originale, autentico nel coraggio e nella forza della voce di questa donna.
Ad uso e consumo di tutte le ragazze del mondo.
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