Contributi Critici, Critica femminista, Recensioni

Star Wars VII non è mero pinkwashing: i ruoli di genere nella saga

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Lisa scrive:

 

ATTENZIONE: spoiler!

Cara Eretica,

scrivo in risposta al tuo pezzo su Star Wars perché sono in disaccordo su diversi punti 🙂

Neanch’io ho apprezzato l’articolo che tu critichi, ma per una ragione diversa: la contrapposizione fra una Rey “empatica, solidale e compassionevole” e un Luke “scapestrato” non ha alcun riscontro nei film della saga! Luke, infatti, si mostra sin da subito gentile e rispettoso sia nei confronti dell’eremita Ben Kenobi, ritenuto da tutti solo un vecchio pazzo, sia del poco rispettabile contrabbandiere Han Solo, né manca mai di cura e rispetto ai droidi dopo che suo zio li ha comprati. Per quanto possa non essere contento di svolgerlo, Luke non mette mai in questione quello che ritiene essere il proprio dovere, e non importa se si tratta di aiutare lo zio Owen (a Obi-Wan, ep. IV: “Non posso essere coinvolto, ho del lavoro da fare!”) o di cominciare il duro addestramento Jedi. Tranne che in un’unica occasione: quando nell’ep. V decide di disobbedire a Yoda e Obi-Wan e interrompere l’addestramento per correre a salvare i propri amici prigionieri su Bespin. Non è insomma da meno di Rey: le donne sono più empatiche e compassionevoli negli stereotipi di genere di cui è intriso l’articolo che critichiamo, più che in Star Wars. Specialmente nell’ep. VII, dove uno dei personaggi più freddi è spietati è proprio una donna, (nella traduzione italiana) il Capitano Phasma.

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Comunicazione, Critica femminista, Recensioni

Star Wars VII: come il marketing normalizzò il femminismo

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Star Wars, il risveglio della forza, secondo me non è poi tutta sta gran cosa femminista. Anzi prende il femminismo e lo normalizza, lo norma, dirigendolo in una sola, unica, chiara, traiettoria. Ci sono delle novità rispetto alle puntate precedenti ma nulla che non sia già noto agli/alle amanti delle saghe fantascientifiche. Non lo è più di quanto lo sia stata la protagonista di Mad Max Fury Road. Proverò a non spoilerare e cerco di fare solo alcune considerazioni sul perché sia stato venduto come prodotto femminista (gran bella dose di pinkwashing targata Disney) anche se in realtà non introduce chissà quali novità.

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