Ogni volta che leggo i giornali cerco appositamente titoli che raccontino il martirio di questo o quel personaggio, partito politico, soggetto territoriale. Se non c’è il martirio non puoi rappresentare una vittima. Se non c’è una vittima tu non puoi vivere di luce riflessa parlando al posto suo, godendo dei privilegi che la vittima ottiene. Parlo di riconoscimenti sociali, di fama, gloria, di quel che non ti spetta più per meriti e capacità, ma solo per la quantità di ferite che mostrerai in pubblico. Che siano vere o false non importa. Ciascuno godrà del riconoscimento massimo che una società civilizzata può fornire.
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