Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

Ecco perché i commenti di Chimamanda Ngozi Adichie sulle donne trans sono sbagliati e pericolosi

 

Testo originale di  Jarune Uwujaren QUI 

traduzione di Ilaria

“Chimamanda Ngozi Adichie sostiene di trovare difficile uguagliare le esperienze delle donne-trans con quelle delle donne.”

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze, Welfare

#Breastaurant: della vittimizzazione moralista delle cameriere “spogliate”

Illustrazioni di Paola Bianconi e 5vmart (https://www.facebook.com/5vmart/?fref=ts)
Illustrazioni di Paola Bianconi e 5vmart (https://www.facebook.com/5vmart/?fref=ts)

 

Corinna mi segnala questo articolo e mi chiede cosa ne penso. Ci sono degli “studi” che farebbero concludere a – non so – ricercatori e ricercatrici il fatto che il Breastaurant fa male alla salute delle donne che lavorano con divise scollate nella ristorazione, in pub, bar, e non so che altro. Si generalizza, basandosi su non so che inchiesta, non so su che numero di persone intervistate, non so su quali basi, saperi, sulla tesi iniziale che si desiderava avvalorare e sulla cultura che si voleva legittimare.  Già il fatto che si parli di conseguenze psicologiche sulle donne che lavorano in quei contesti, giudicando la depressione fattore che coinvolge una percentuale altissima di donne, cameriere, che espongono il corpo, mi fa comprendere che l’analisi è parecchio lontana da me.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze

Il femminismo è stato sequestrato dalle donne bianche borghesi

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Da Intersezioni:

Questa è la trascrizione del discorso tenuto da Myriam Francois-Cerrah in occasione di un dibattito tenuto alla Oxford Union il 12 febbraio, in cui ha sostenuto la mozione approvata “Questa Camera è persuasa che il femminismo sia stato sequestrato dalle donne bianche borghesi“.

Myriam Francois-Cerrah, ricercatrice alla Oxford University, studia i movimenti islamici in Marocco e si occupa di Medio Oriente e di attualità in Francia. E’ giornalista, anche televisiva e  radiofonica, ed oltre a collaborare con testate quali  The Guardian, New Statesman, The Independent, Middle East Eye e Al Jazeera English, anima dibattiti televisivi su Sky News, BBC Newsnight, Channel 4 news, etc.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

Il toto Piano Antiviolenza del Governo: quanto ci prevaricheranno?

Cioè, tra i punti del piano straordinario contro la violenza sulle donne c’è la tutela della salute “riproduttiva” delle donne. Non della salute e basta della donna in quanto persona, ma della sua salute in quanto contenitore ingravidabile. Mi dà questa dritta, affranta, Nadia Somma, e vi suggerisco di leggere il suo ultimo post che racconta un po’ come si sta svolgendo la “consultazione online”.

In attesa di analizzare tutti i punti, e di restituirvi con un post la mia analisi, a caldo butto lì un’ipotesi su quel che potrebbe essere il futuro della politica di tutela nei confronti delle donne. Il linguaggio che si parla è fascista, donna soggetto debole, moglie e madre, coperta il più possibile, sotto tutela di un uomo forte, un governo forte.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Precarietà, R-Esistenze

#8Marzo #Roma – #IoDecido di Manifestare

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L’8 marzo è la giornata che tradizionalmente ricorda e rivendica le battaglie e l’autodeterminazione delle donne.

Quest’anno vogliamo far diventare quel giorno anche un momento di espressione e manifestazione di tutte e tutti: donne, uomini, gay, lesbiche, trans, queer, intersex, migranti, chi lotta per la casa, il lavoro, il reddito, contro le grandi opere e contro i cie.

Partendo dalla parola d’ordine “io decido” vogliamo opporci all’obiezione di coscienza che mina internamente la legge 194, vogliamo che ospedali pubblici e consultori vengano sostanzialmente rifinanziati. Siamo pront* a manifestare per avere pieno accesso alla ru486 e alla pillola del giorno dopo, per affermare la libertà di scelta sul parto, sull’aborto, sulla nostra sessualità e sulle nostre vite! […]

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Il Parlamento europeo contro le sex worker “Sono vittime da tutelare” e così le discrimina

di Angela Azzaro (da Gli Altri)

La risoluzione sulla prostituzione votata ieri dal Parlamento europeo è un fatto gravissimo. Con 343 voti a favore, 139 no, 105 astenuti è stato detto sì al modello svedese che punisce i clienti delle sex worker. Si è stabilito, con un documento che non ha valore vincolante e che è stato approvato da destra e da sinistrache sfruttamento della prostituzione e libera scelta stiano sullo stesso piano e che entrambi siano una forma di violenza e di misoginia.

La risoluzione è fondata sul rapporto dell’europarlamentare laburista Mary Honeyball (Pse) che è stato criticato dalla comunità scientifica e da 560 associazioni che si battono contro la tratta e per i diritti delle prostitute. I loro appelli a non approvare il testo sono caduti nel vuoto e dal Parlamento europeo è venuto un messaggio molto chiaro: la prostituzione è un male assoluto che va combattuto anche quando viene scelto liberamente. Si sono quindi bocciati i sistemi tedesco o olandese invece fondati sul riconoscimento dei diritti delle sex worker.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze

Chi ha votato a favore della risoluzione abolizionista (della prostituzione)?

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Il voto sulla risoluzione abolizionista della prostituzione è stato trasversale. Molto. Moltissimi i voti a favore tra le corsie conservatrici o comunque inserite nel correntone del PPE, il partito popolare in cui stanno anche i nostri ex democristiani, quelli del popolo della libertà, etc etc, che hanno visto solo 12 voti contrari. 34 voti contro nell’area filosocialista, S&D, 9 contrari (GUE, la sinistra) nell’area che raggruppa anche gente della lista Tsipras, 37 contrari dell’Alde, 30 del Green/EFA e altri. A favore: 160 del PPE, quindi area conservatrice/moderata, un centinaio del S&D, in cui sono inseriti anche i nostri piddini, 15 del GUE/NGL, 11 (NI) dell’area di destrissima, 13 dei Green/EFA, 31 ADLE, etc etc. 105, di tutti i gruppi, sono stati gli astenuti. Non hanno votato (perché assenti o non so) in circa 170/180 deputati. Potete controllare voi stess* QUI.

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Cerchiamo di capirci: sex worker e vittime di tratta non sono la stessa cosa

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Da Intersezioni:

Nel giorno precedente il Super Bowl di quest’anno, articoli circolati sulla Rete segnalavano il massiccio aumento di traffico sessuale che si verifica in occasione dei grandi eventi sportivi. Che questa tendenza sia o meno reale, la tratta è un problema serio. Quarantacinque persone sono state arrestate a New York durante il Super Bowl per aver costretto più di una dozzina di ragazze alla schiavitù sessuale. Seppure queste ragazze sono state vittime di sfruttamento sessuale, alcune agenzie di stampa hanno distorto la realtà riferendosi a loro come “sex worker” e “prostitute minorenni”. In un altro recente articolo su di una vittima di tratta di circa 15 anni, l’emittente CBC Canada ha definito la ragazza “una sex worker adolescente.”

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Antiautoritarismo, R-Esistenze

Eppure, un tempo, la lotta per i beni comuni era una responsabilità collettiva

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Leggevo delle manifestazioni di oggi contro la repressione inflitta ai movimenti, e mi veniva in mente un ricordo, semplice, che vorrei condividere con voi.

La mia terra è stata devastata dall’appropriazione di beni comuni e territori per realizzare opere, grandi e piccole, a volte ultimate e altre volte no. C’entrava la mafia imprenditrice, così dicevano, ed era il tempo in cui le imprese non dovevano neppure presentare una certificazione antimafia. Arrivavano grosse imprese del nord, vincevano gli appalti, poi davano in subappalto ad altri imprenditori locali in odor di mafia, e così avveniva lo scippo del nostro territorio. C’erano sempre di mezzo i soldi. C’era di mezzo il profitto.

La mafia non è quella cosa che vi raccontano in tv dove c’è coppola e lupara e gente campagnola che parla in dialetto stretto. La mafia è capitalismo, appalti, imprese, l’aspirazione di mettere le mani sulla cosa pubblica per gestire il tuo denaro e dirottarlo a finanziare opere che non sono utili per la comunità.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

I parlamentari europei ascoltino i/le #sexworkers invece che le abolizioniste

MDG: Prostitutes and members of the Union of Sex Workers demonstrate in Paris

Il Comitato del Parlamento Europeo e per la Parità di Genere decide in gennaio di sovradeterminare i/le sex workers in nome della salute e della sicurezza delle prostitute. L’approccio abolizionista, di stampo svedese, francese e anche britannico, è arrivato poi in parlamento europeo dove i parlamentari dovrebbero supportare il Rapporto Honeyball teso a dimostrare l’utilità dell’abolizionismo. Trovate in basso una lettera del Comitato Internazionale sui Diritti dei Lavoratori dell’Industria del Sesso in Europa che si oppone a tutto questo. Potete leggere anche il comunicato stampa che dall’Italia viene diffuso dal Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute e dall’Associazione Certi Diritti.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, R-Esistenze

Europa tende all’abolizionismo: le #sexworkers chiedono aiuto!

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[Mantra abolizionista: ho detto che voglio salvare le sex workers. Non ho mai detto che voglio ascoltarle]

Com’era ovvio la campagna abolizionista (della prostituzione) preme affinché le nazioni in cui la prostituzione ha un minimo di regolarizzazione retrocedano privando di diritti le sex workers in direzione di una sempre più integralista posizione abolizionista. Sintetizzo: l’abolizionismo è proprio di quella categoria di femminismi e paternalismi che ritiene di poter calare su chiunque la propria visione morale per pretendere leggi che criminalizzino prostitute e prostituzione. Usano il tema della tratta per raccontare che tutte le sex workers sono sfruttate. Diffondono dati mistificati e informazioni di parte per sovradeterminare anche le tante sex workers che in realtà chiedono, da tempo, una forma di regolarizzazione, affinché possano avere giusto quella garanzia di poter svolgere il lavoro scelto senza essere soggette ad alcuna forma di sfruttamento.

Forte pressione viene al momento esercitata dalla Women Lobby Europea, di forte posizione abolizionista, nei confronti della Germania e poi del parlamento europeo tutto affinché l’europa decida in senso abolizionista obbligando anche le nazioni che hanno regolarizzato la prostituzione a retrocedere sottraendo diritti alle sex workers.

Il modello che vorrebbero imporre ovunque è quello svedese, ampiamente contestato, fortemente criminalizzante, che ha contribuito ad alimentare lo stigma contro le prostitute. Grandi pressioni vengono esercitate al momento dalle autoritarie abolizioniste francesi che hanno imposto in Francia una legge che marginalizza e isola le prostitute, criminalizzando i clienti, senza tenere assolutamente conto della opinione, delle rivendicazioni, e delle tante manifestazioni di protesta che le sex workers francesi hanno portato avanti.

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