2.
Così è facile. Stanotte si è svegliato una ventina di volte. A un certo punto ho perso il conto. Tu eri di là, ignaro di tutto, sul divano. Stamattina ti sei presentato in camera in cravatta, pronto per il lavoro. Io vado, ciao ciao. Sei tornato alle sette di sera, ciao ciao. Dopo due ore eri di nuovo fuori, stavolta per il calcetto, ciao ciao.
Non ti amo più, ti ho urlato dietro. Ti ho mollato anche uno schiaffo. Mi hai guardata stranita, della serie questa è pazza. Non amo più nulla. Le mie giornate, il mio corpo, il mio futuro. A volte penso di non amare nemmeno mio figlio. Mi rivedo che lo scuoto senza sosta per addormentarlo, che gli urlo di smettere di piangere nel passeggino, nel seggiolone, in macchina. Che lo imbocco a forza quando schifa il pranzo.
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