Due parole su Vladimir Luxuria e quel che ne è seguito. Lei va a Sochi, in Russia vige una legge antipropaganda in favore dei gay e la bandiera che Luxuria mostra in cui è scritto “gay is ok” basta per fermarla, identificarla, schedarla e poi, per quel che leggo, rilasciarla a prescindere dall’intervento della Farnesina. Luxuria non è una trans qualunque. E’ popolare, una ex parlamentare, una vip della tv italiana, e a prescindere dal fatto che, come alcuni dicono, lei sia andata lì in maniera un minimo sovradeterminante, con la consapevolezza o meno di provocare una reazione, quello che dimostra il fermo è che lì chiunque è esposto a quel regime di repressione. E se hanno rilasciato lei che è così famosa non è detto facciano lo stesso con altre persone.
Quello che mi ha sorpreso ieri, in effetti, poi, è stata la virulenza di commenti transofobi e anche di commenti di altri, critici nei confronti di Luxuria e altre persone a lei collegate, che neppure in quel frangente sono riuscit* a bloccare lo schema di litigiosità e acidume in salsa facebukkiana per concentrarsi sul fatto che non è normale che una persona che mostra una bandiera con quella scritta sia fermata eccetera, così come non era normale che delle ragazze che cantavano una canzone siano finite in galera per questo.
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