
Le forti tinte rosa del governo Renzi ha acceso gli occhi di coloro che, la mattina del 22 febbraio 2014, si sono svegliate dicendosi buongiorno nel primo giorno in cui l’Italia, dalla nascita della repubblica, si sveglia con un governo paritario. L’assemblea nazionale di Se non ora quando saluta così una data storica, perché vede compiuto un primo passo verso una migliore democrazia. Peccato che all’assemblea nazionale di Se non ora quando, che pur dichiara di aver perseguito sin dalla sua nascita una migliore democrazia, sfugga completamente che la democrazia si fonda su consultazioni elettorali saltate a pie’ pari ancora una volta dal 2011. Del resto, lo ha dichiarato anche Re Giorgio: parlare di elezioni è una sciocchezza in una fase della storia italiana in cui i governi si formano attraverso staffette che determinano passaggi di potere al vertice giocati fra individui che non sono in relazione con mandato elettorale alcuno. Il governo Renzi segna certamente una data storica ed un passo importante, ma, al contrario di quello che ritengono le Se non ora quando, questo passo non è verso una democrazia migliore, ma verso una repubblica oligarchica che si regge su manovre di palazzo da cui è completamente esclusa la consultazione elettorale dei e delle cittadin@ gradualmente declassat@ a suddit@.
Continua a leggere “La vie en rose. Una repubblica oligarchica ai tempi del pinkwashing”
