Erotic Grrlz

La paura e le corde invisibili

Mi aveva regalato un giglio. Lo strofinò sul mio vestito chiaro. La traccia giallastra rimane ancora adesso. Perché anche ciò che sembra puro in realtà è “sporco”. La perfezione è sporca, sporca è la vita, lo è anche l’amore. Perciò è perfetto.

Lui era un eretico delle relazioni, non coltivava dipendenze, ogni suo gesto era un regalo. Ogni parola una carezza. Ogni mano tesa un filo nella tua direzione.

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Erotic Grrlz

Legami

Prima di lui non avevo grande confidenza con il mio corpo. Venivo usata e basta.

Quando mi disse per la prima volta che avrei dovuto toccarmi in sua presenza mi sentivo sciocca. Io che mi guardavo a malapena allo specchio. Non sapevo neppure com’ero fatta. Dentro, intendo. Nelle mie parti intime.

Lui che mi sollecitava a prendere confidenza con me stessa e a offrirmi così, per ciò che sono, senza vergognarmi di niente. Di colpo iniziai a sentirmi desiderabile, seducente. I miei movimenti divennero più sensuali. Sensi e sesso erano quelli che guidavano il mio corpo, le mie espressioni, il tono della mia voce, i miei sorrisi.

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Erotic Grrlz

Slave

Mi chiamò per ordinarmi di andare lungo una strada impervia completamente incorniciata di pini. Mi aveva detto di lasciare l’auto almeno un chilometro prima. Così feci, poi, iniziai la salita, a piedi scalzi, perché questo era quello che voleva.

Mi aspettavo un premio, anelavo il momento in cui mi avrebbe accarezzato, al buio, forse alla luce, in qualunque luogo avesse voluto.

Raggiunsi la casa di campagna dell’appuntamento. Sull’uscio era un biglietto e una benda. “Indossala!” così era scritto. E io obbedii.

Un paio di mani e braccia mi travolsero e poi mi trascinarono lungo un sentiero. Poggiai la schiena su un grosso albero e fui legata e lasciata immobile. Per ore.

Lui restava lì a sfiorarmi con la bocca, a riassumere, senza poggiare le mani, i contorni del mio corpo, i limiti dei respiri, l’inizio e la fine del mio piacere.

Disse: “apri le gambe“, e io le aprii. Un click, forse scattò una fotografia.

Un po’ per volta mi furono tolti i vestiti. Mi sfiorò appena, sentivo che lui c’era, mi voleva e io non aspettavo altri che lui.

Sciolse le mie mani, disse “aspetta” e poi andò via, ne ero sicura, perché non sentivo più il suo odore.

Potevo finirla e liberarmi. Potevo smettere. Invece rimasi e seppi che mi aveva spiata tutto il tempo. Perciò il mio premio, ancora impresso sulla pelle, arrivò solo la notte dopo.

E questa è la seconda cosa che volevo dirvi di me.

Ps: Erotic Grrlz (diario erotico postporno) è un personaggio di pura invenzione scritto da una amica (l’editing è mio). Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.