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Scambiarsi foto online non è negativo: lo è la violazione della privacy!

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lei scrive:

cara eretica,

ho conosciuto un ragazzo online. ci siamo scambiati foto delle nostre parti intime. abbiamo giocato ad eccitarci e nel farlo non ci è venuto in mente di essere in pericolo. io sono diffidente. non passo le foto a chiunque. deve esserci un’intesa, una corrispondenza d’amorosi sensi. un’amicizia che diventa desiderio a distanza. non ci trovo nulla di male e non penso di fare niente di male. fino ad ora non ho visto le mie foto pubblicate da nessuna altra parte e se anche le dovesse pubblicare io ho le sue e posso fare lo stesso. dovrebbe dare conto a sua madre, a sua moglie, alla sua fidanzata, a chiunque lui conosca. non dico questo perché si senta minacciato ma penso che se io passo per troia lui comunque non ci fa una bella figura. abbiamo esigenze sessuali e la conoscenza a distanza riesce a indurre uno stato di eccitazione che mi piace ed evidentemente piace anche a lui.

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Quando il sexting si chiamava sesso virtuale

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Perverse, corrotte, anime perse, dalla vagina slabbrata, scucita, per quelli che condannano l’infibulazione ma poi la praticano culturalmente raccontando di noi che dovremmo stare a vagine strette, cucite, sedate, quiete, giammai eccitate. Ci sono giovani ragazze che scrivono timorose, temono di perdere reputazione, amici, vita, perché un bel giorno hanno passato qualche foto ad un possibile oggetto di desiderio, perché anche le donne desiderano, non sono di certo passive, sapete?

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Il gruppo facebook in cui c’è chi divulga vostre foto (nude) e dati

Rita (pseudonimo di un altro nick) mi segnala una pagina, un gruppo facebook in realtà, in cui ci sono alcuni mattacchioni (fa 90.000 iscritt*) che si divertono a postare immagini di ragazze, donne, accompagnate da indirizzo, numero di telefono, nome cognome, insomma tutto quel che sostanzialmente rappresenta una grave violazione sulla privacy. Convinti che nessuno potrà opporsi a questo atteggiamento ridono di una ragazza che lamenta quella violazione e dice di essere stata costretta a cambiare numero di telefono. Delle donne si parla in quanto prede con tizi che, se la tipa non gli piace, evocano un suicidio, un suicidio indotto dalla vergogna, forse, dal fatto che le sue immagini di nudo, forse consegnate in mano a qualcuno che l’ha convinta a dargliele in una sessione di sesso online, siano pubblicate e così lei viene messa alla gogna con altri che la insultano se fisicamente non soddisfa il loro immaginario erotico.

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